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Enrico Brignano: Ricordo mio padre con una poesia

Inserito febbraio 23, 2013 Da   ·   Commenti

E da due stagioni che Enrico Brignano riempie i teatri e i palasport di tutta Italia. Risate sold out ovunque, «alla faccia di chi anni fa mi caratterizzava come un “comico romano”. Non lo sopportavo proprio» confessa lui. «C’era sempre un giornalista che mi chiedeva se al Nord mi capissero. Rispondevo così: “E tu quando parlo mi capisci?”». Ma assieme a battute e racconti comici sulla sgangherata attualità e sui vizi nazionali, nel finale di «Tlitto suo padre… e un po’ sua madre!» Brignano si riserva di cambiare passo e di conquistare il pubblico su mi sentiero nuovo per lui: a chiudere ogni show infatti è la poesia riprodotta a lato. Versi che funzionano da specchio per chiunque abbia perduto una persona cara, iliache diventano dirompenti se a recitarli è un signore che mette a **** se stesso e che sul palco porta il dolore per la recente morte del padre. Questa poesia ha colpito anche molti lettori , che dopo aver visto lo show ci hanno scritto per segnalarcela. Perché la scomparsa di suo padre è finita nel suo show? «Non sarebbe potuto essere altrimenti. Non so scindere tra pubblico e privato. Davanti al dolore c’è chi cade in depressione, chi mia, chi fissa il caminetto acceso e chi come me lo incanala in qualcosa». Com’è nata la poesia? «Da uno scambio con il mio compagno di elucubrazioni sentimentali, Mario Scaletta. Autore e amico che c’è già passato. Le par le sono sue, il sentire è nostro». Che tipo era suo padre? «Uno di poche parole. Ma non perché fosse un orso. D fatto è che lui le parole non le possedeva proprio perché non aveva potuto studiale. Era arrivato solo alla terza elementare, per di più frequentata a Tunisi, dove era nato negli Anni 30 da genitori siciliani. Poche parole ma tanti principi che ha trasmesso a me e a mio fratello. Oltre l’esempio». Che cosa faceva? «Il fruttivendolo. Dopo aver lavorato in una cartiera, aveva aperto con mia madre e una bottega. Sacrifici per tutta la vita Per me sognava un lavoro semplice, una carrozzeria, un’officina, perché sperava che non avessi delusioni e preferiva che volassi basso. Quando è morto ero a pezzi ma ho continuato la tournée. Ho fatto come aveva fatto lui quando mancò il suo, di padre. Aprì la bottega perché bisognava andare avanti». Qual è la reazione del pubblico? «Rimane molto colpito. E io giorno dopo giorno vedo trasformare il mio dolore in affetto. Quando è morto mio padre sono diventato padre di me stesso». Ha voglia anche di diventare padre effettivo? Lei è sposato da tempo. «Sì, anche perché se non lo faccio ora un figlio va a finire che divento nonno. Potrei prenderlo già glande, magari automunito e militesente. Scherzo, eh». E ora che cosa l’aspetta? «Dopo aver conquistato l’Italia dei teatri, vorrei conquistare gli italiani all’estero. Sogno di poter far conoscere loro la vera Italia, quella che non viene raccontata dai programmi di Rai International». Tra breve sarà anche nei cinema con «Ci vediamo domani». Di che tratta? «D mio personaggio cerca la grande occasione per fare soldi facili. E passa dallo sport nazionale del “gratta e vinci” a un’impresa di pompe funebri in un paesino pieno di anziani. Ci sarà da ridere».

IERI TI HO GUARDATO Per la prima volta ieri ti ho guardato con gli occhi del mio tempo più sereno. En davanti a me, non t’ho sognato. E la tua voce quasi, la sentivo « tranquillo Eri… che io non t’ho lasciato». Sentivo così forte il tuo pensiero ed eri dentro me così presente, che col pensiero tuo io c’ho parlato. Papà, oggi la pietà che m’hai insegnato mi rende più leggera la tua assenza e nel frattempo un tempo nuovo nasce: la cognizione di quello che sei stato. L’immensa tenerezza in mi ti vivo e il nuovo padre che sei diventato. Oggi ricordarti non mi affligge più. E col tuo aiuto invento la mia vita, a volte mi diverto e faccio divertire. A volte è un vuoto che non so riempire. Io col tuo aiuto canto la mia vita, dove ogni giorno vivi pure tu. E col tuo aiuto capisco un po’ di più. Capisco che il tuo ricordo è amore e la memoria la pago col dolore. La lezione del tempo mi è servita, oggi ho capito perché… la vera vita finisce sempre e non è mai finita!


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