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Seriea Inserito febbraio 9, 2014 Da   ·   Commenti

MILANO. C’è il Sassuolo, ma pare una finale. Allenamento a San Siro per far “assaggiare” il prato a Hernanes e D’Ambrosio , conferenza stampa allo stadio sotto il segno della scaramanzia (come a inizio stagione quando fioccavano i risultati) e rifinitura blindata con la Scala del calcio trasformata in un fort knox nerazzurro (con i giornalisti scortati dagli «Bisogna eliminare la negatività che c’è intorno a noi» steward). Walter Mazzarri non ha voluto lasciare nulla al caso. Non potrebbe essere altrimenti data la necessità di invertire la rotta per rendere un po’ meno sconfortanti i numeri che vedono l’Inter ultima nel girone di ritorno, ancora a secco di vittorie nel 2014 e capace di vincere una volta nelle ultime 10 giornate (nel derby del 22 dicembre). Erick Thohir , che da presidente ha visto soltanto quel successo, pretende un deciso cambio di marcia perché nel calcio i comunicati per confermare la fiducia all’allenatore sono lettera morta in assenza di risultati. E Mazzarri, che è uomo di mondo, lo sa bene. Per questo ha provveduto, per una volta, a rinnegare il suo credo: «In questo momento vado contro ai miei principi e dico che il risultato con il Sassuolo conta più di ogni cosa perché i ragazzi devono tornare ad avere la mente libera. Dobbiamo sbloccare la partita per primi, ritrovare positività e fare in modo che si stoppi questa serie negativa, anche per eliminare le negatività che c’è intorno alla squadra». SASSOLINI Amuleto per invertire il trend, Hernanes che giocherà nella posizione prediletta (mezzala sinistra) e che avrà «Vado contro i miei principi, ma contro il Sassuolo il risultato vale tutto». E provoca Stramaccioni, il Milan e il Napoli addosso gli occhi di uno stadio intero. «Ci voleva un giocatore di spessore e personalità, utile per dare fiducia e coraggio a tutto il resto del gruppo». Con il Profeta, tornerà Guarin (unico ballottaggio aperto quello tra Jonathan e D’Ambrosio a destra) nella speranza che Palacio e Milito si sblocchino. Le polemiche seguite al ko di Torino («Ma la Juve, in casa, è di un altro pianeta») hanno lasciato il segno, così Mazzarri ha voluto togliersi una serie di sassolini tirando in ballo Stramaccioni , il Milan e pure il Napoli: «Il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto. Con un allenatore meno esperto lo spogliatoio magari si sarebbe sgretolato, magari avresti potuto lottare per non retrocedere con quello che è successo a livello societario. I giocatori si sono affidati a me, sono contenti che io sia per loro un punto di riferimento. Una squadra arrivata terza lo scorso anno, senza cessioni e anzi con qualche acquisto, inizialmente ha avuto difficoltà. Ci sono anche squadre che hanno speso 100 milioni e che hanno avuto dei problemi. I momenti difficili capitano anche agli altri, non solo a noi». Postilla con tanto di appello ai tifosi: «Chi vuole bene all’Inter deve capire che in questo momento, al di là che il gioco piaccia o meno, deve stare con la squadra». Ed Hernanes è un bell’antidoto per provare a dare un calcio alla crisi.

La separazione ormai nell’aria da tempo è diventata ufficiale ieri mattina con un comunicato pubblicato sul sito nerazzurro alle 10,46: Marco Branca non è più il responsabile dell’area tecnica dell’Inter. Il ruolo sarà ricoperto dal ds Piero Ausilio che si relazionerà direttamente con il dg Marco Fassone. Branca è rimasto in nerazzurro da giocatore due e mezzo stagioni, poi, appese le scarpe al chiodo, ha fatto per un anno il capo degli osservatori e dal 2003 il direttore tecnico. Con l’Inter aveva un contratto da dirigente a tempo indeterminato, ma raggiungere un accordo Finisce un legame cominciato nel 2003 Mercato: dopo Vidic si lavora ai rinnovi di Palacio e Guarin sulla buonuscita non è stato complicato perché le parti avevano interesse a lasciarsi in buoni rapporti. In una settimana tutto è andato a posto e venerdì sera sono arrivate le firme: Branca percepirà una buonuscita di 3 milioni di euro. Il suo futuro dovrebbe essere lontano dall’Italia. Contestato dalla curva durante Inter-Catania (anche oggi sono annunciati nuovi striscioni, ma non contro l’ex dt), Branca ha avuto un rapporto controverso con la tifoseria che gli ha imputato acquisti piuttosto onerosi che non hanno offerto un buon rendimento. Nel corso della sua esperienza nerazzurra ha costruito la squadra del triplete e ha centrato acquisti a parametro zero del valore di Julio Cesar e Cambiasso. AUSILIO E BALDINI – Thohir al momento non è intenzionato a sostituire Branca. Dall’Inghilterra arrivano voci di un interessamento dell’Inter per Franco Baldini come dt, ma l’orientamento in arrivo da Giacarta è quello di dar fiducia ad Ausilio che, dopo gli anni spesi a fianco di Branca, avrà più potere decisionale. La prima mossa del ds è di quelle destinate a essere ricordate visto che ha messo sotto contratto il difensore del Manchester United, Nemanja Vidic, convinto con un biennale da 3 milioni di euro più opzione sulla terza stagione. Adesso è il turno dei rinnovi di contratto: facendo lievitare l’offerta sui 3 milioni più bonus, Palacio firmerà fino al 2016, c’è fiducia anche per Guarin con il quale sarà trovata un’intesa fino al 2017. Nulle le chances di prolungamento di Ranocchia che sarà ceduto quest’estate quando sarà invece allungato l’accordo con Campagnaro. Con Alvarez c’è la volontà di estendere fino al 2018, ma ancora differenza tra domanda e offerta (1,8 a salire la proposta, oltre 2,5 la richiesta). NUOVE FIGURE – A giorni arriverà l’annuncio dell’acquisto da parte di Thohir delle quote nerazzurre in mano a Roeslani (14%). Quest’ultimo sarà sostituito da un uomo di fiducia del tycoon nel cda che si terrà entro il 28. Il consiglio d’amministrazione servirà per approvare i discostamenti della prima semestrale dal budget inviato all’Uefa. Complice il mercato estivo con alcune spese pesanti e poche cessioni, per l’Inter la differenza negativa rispetto alle previsioni sarà notevole. Entro inizio mese-metà marzo Williamson prenderà possesso del suo ruolo di direttore finanziario e nel club entreranno nuovi manager nell’area comunicazione (un responsabile e un capo dell’area digital) oltre a nuove figure nell’area marketing (un direttore delle vendite).

Walter Mazzarri si affida a Hernanes per ricaricare l’Inter ed evitare in campionato una striscia di 6 gare senza vittorie. Al tecnico un simile filotto negativo l’ultima volta è successo nel 2009-10, nella sua prima stagione al Napoli (8 incontri, da fine gennaio al 21 marzo), mentre al club di corso Vittorio Emanuele nel 2011-12 con Claudio Ranieri in panchina (7 partite «Con uno meno esperto di me forse ora l’Inter si sarebbe ritrovata a lottare per non retrocedere» da fine gennaio a inizio marzo). Il momento è delicato e l’arrivo del Profeta sicuramente darà una mano. «Ci voleva un giocatore di questo spessore tecnico e di questa personalità. Hernanes può essere utile per trasmettere fiducia e coraggio a tutto il gruppo. Sarà un tassello importante per l’Inter del domani» ha detto Mazzarri prima di spostare il discorso sulla squadra: «Se si gioca bene, alla lunga i risultati arrivano. Stavolta, però, più che la prestazione conta il risultato perché migliorare la classifica potrebbe permettere ai ragazzi di giocare più liberi di testa. E in quest’ottica fondamentale sarebbe anche passare in vantaggio per primi. Bisogna stoppare questo periodo no (una vittoria nelle ultime 10 giornate, ndr )». PUNZECCHIATURE – Il tecnico come tutta l’Inter sta attraversando un momento non facile. «Le parole di stima di Thohir mi hanno fatto piacere. Quando sono arrivato qui sapevo che il momento non era economicamente florido come quelli del passato, ma non avevo previsto le difficoltà del cambio di società. Serve il miglior Mazzarri? Il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto. Con un allenatore meno esperto (riferimento a Stramaccioni?, ndr) l o spogliatoio magari si sarebbe sgretolato, magari l’Inter avrebbe potuto lottare per non retrocedere. Il Milan arrivato terzo lo scorso anno, senza cessioni e anzi con qualche acquisto, inizialmente ha avuto difficoltà e ci sono anche squadre che hanno speso 100 milioni (il Napoli?, ndr) e che hanno avuto dei momenti complicati» . Con Hernanes e il nuovo Guarin adesso l’Inter vuole ripartire.

SASSUOLO. Il Sassuolo è pronto per la prima alla Scala del calcio. Alberto Malesani disegna un prudente 5-3-2 ma con diverse novità rispetto alla gara contro il Verona. Senza Manfredini (contrattura), Antei parte dalla panchina: per il resto tanti ballottaggi che il tecnico scioglie solo nell’immediata vigilia. «Mi auguro di vedere il Sassuolo vincere con l’Inter – ha dichiarato ieri patron Squinzi all’agenzia Area – ma è meglio non fare pronostici. Se ci sarà la sorpresa tanto di guadagnato. Il mio sogno, anche da tifoso del Milan, resta quello di battere l’Inter a San Siro». FLASHBACK MALESANI Il tecnico è rilassato e convinto che il suo Sassuolo non parta battuto: «Siamo 11 contro 11 e partiamo da 0-0. Poi sappiamo che l’Inter è una grande squadra ma dobbiamo essere propositivi, fare il nostro gioco e cercare di inibire le parti forti dei nerazzurri. Lo 0-7 dell’andata? E’ acqua passata, semmai sono orgoglioso del fatto di allenare il Sassuolo che per la prima volta va a San Siro. Dobbiamo far bene per questa società, e giocare in uno stadio così è uno stimolo importante in più per tutti noi». Sull’Inter emerge un ricordo che ancora brucia a Malesani: «Quando allenavo il Siena ho perso 4-3 a San Siro (fino all’88’ i toscani vincevano 3-2 e l’arbitro era sempre Peruzzo, ndr) giocando bene contro l’Inter di Mourinho, stavolta spero di giocare peggio e di fare risultato. Il calendario? Non vado oltre questa gara, dobbiamo essere forti e pronti ad affrontare l’Inter in casa sua. Affrontiamo una squadra allenata da un tecnico importante – per Mazzarri parlano i risultati e si merita quello che ha raggiunto – l’Inter ha avuto un po’ di flessione dopo un buon avvio e vive una stagione di transizione. Hernanes? Speriamo faccia fatica alla prima a San Siro».


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