Elena Ceste: La sua bambina sa la verità sull’omicidio

Allora bambininoi abbiamo sempre detto che stiamo aspettando il ritorno della mamma… Che mamma arriva, prima o poi… Vero? Adesso può darsi che non lo sapete, però albinizio cosa speravamo noi? Che mamma sarebbe tornata, vero? Che la stavamo aspettando, giusto?” A parlare è Michele Buoninconti, 45 anni, vigile del fuoco. Da oltre un mese Michele si trova in carcere con laccusa di avere ucciso e occultato il cadavere di sua moglie, Elena Ceste, 37 anni, casalinga e mamma di quattro bambini che hanno tra i 6 e i 14 anni. La donna, scomparsa il 24 gennaio 2014 dalla sua casa di Motta di Costigliole d Asti, è stata ritrovata morta il 18 ottobre scorso in un canale di scolo a soli ottocento metri di distanza. Gli indizi raccolti dalla Procura di Asti portano tutti al marito. Tra questi, ci sono diverse intercettazioni in cui si sente Michele Buoninconti parlare con i suoi figli in merito alla scomparsa della mamma. La conversazione che avete appena letto,  è stata registrata circa un mese dopo la tragedia dalle microspie sistemate dagli investigatori nella macchina dell’uomo. L’in-tento di Michele, evidentemente, è quello di costringere i bambini a mentire. In sostanza, raccomanda loro di dire delle bugie davanti ai carabinieri e ai giudici. Per questo motivo, nei prossimi giorni, gli investigatori risentiranno la figlia più grande con Faiuto degli psicologi. L’obiettivo è capire se la bambina abbia detto tutto quello che sa oppure se sia stata condizionata dalle imposizioni del padre.elena-ceste-scomparsa-620x350

La prima volta in cui era stata ascoltata, la bimba aveva raccontato che la mattina della scomparsa la mamma aveva fatto colazione con tutti loro. Ecco le sue parole: «Quella mattina la mamma sembrava in perfette condizioni: non si era parlato di un suo stato di malessere fin dalla notte. La mamma ci ha svegliato e ci ha preparato la colazione. Non era neppure confusa, sembrava proprio normale». Una w 1 vicina di casa aveva affermato di aver visto la donna in giardino intorno alle 8.15. La sua testimonianza, però, è considerata poco attendibile. La figlia maggiore di Elena e i suoi fratellini, dunque, sono considerati gli unici veri testimoni del fatto che quella mattina Elena fosse ancora in vita. Tuttavia, secondo gli psicologi che assistono la minore, Patteggiamento della bambina nel corso dei primi interrogatori è apparso sempre «poco collaborativo e sospettoso, caratterizzato da diverse fughe verso i cosiddetti ‘non ricordo”». Ecco perché gli inquirenti vogliono riascoltarla: adesso che non è più sotto il rigido controllo del padre, la bambina potrebbe infatti cambiare versione. L’ipotesi formulata fino a questo momento è che Michele abbia ucciso Elena in camera da letto, mentre usciva nuda dalla doccia. Un’ipotesi sorretta dal racconto della bambina, che dice di aver salutato la mamma prima di uscire. Ma se invece Elena fosse morta di notte e Michele avesse obbligato la figlia a mentire? Il letto è stato ritrovato perfettamente intatto. Perché? O Michele ha avuto l’accortezza di rifarlo dopo il delitto, oppure i due non sono mai andati a dormire perché Elena era già stata uccisa. Ma c’è un altro indizio a favore di questa ipotesi: la mattina della scomparsale tazze sporche della colazione sono rimaste sul tavolo.

Un fatto molto strano; perché Elena era sempre molto attenta a lavare i piatti subito dopo i pasti. Quando siamo stati a casa di Buoninconti; infatti; abbiamo notato che in cucina non ce la lavastoviglie. Non dimentichiamo; infine; che Michele, prima di rientrare a casa; fece | un lungo giro in paese: si fece vedere dalla gen- ; te e passò in auto sotto le telecamere del Comune. Insomma; sembra che già in quel momento stesse cercando di costruirsi un alibi. Un altro particolare: se davvero Elena fosse stata uccisa di notte; il mattino successivo l’assassino avrebbe avuto molto più tempo per nascondere il corpo. Anche su questo punto negli ultimi giorni è emerso un dettaglio inquietante. L’amico Sandro Caruso è stato recentemente a trovare Michele in carcere. Durante la loro conversazione, il marito di Elena avrebbe detto all’amico queste precise parole: «È impossibile che io abbia occultato il corpo di Elena lì, in pieno inverno, con dei rami privi di foglie. Ci sarebbe voluto molto più tempo, almeno quattro minuti». Ma perché proprio quattro minuti? Li ha calcolati? Come fa a essere così sicuro?

Insomma, la dinamica e le tempistiche dell’omicidio della povera Elena rappresentano un nodo ancora complicato da sciogliere. La soluzione, allora, potrebbe arrivare davvero dalla nuova testimonianza della figlia, nella speranza che la bambina trovi il coraggio di aprirsi. Già in altre occasioni, infatti, il papà aveva sottoposto lei e gli altri figli a un vero e proprio “lavaggio del cervello” arrivando perfino alle minacce: «A non obbedire il padre si fa la fine della madre… che non ha ascoltato il padre». Nelle nuove intercettazioni, Michele si preoccupa molto anche dell’immagine che i suoi figli avrebbero potuto dare di lui. Affinché lo descrivessero come un papà premuroso e amorevole, li interrogava di continuo come se si trovassero già davanti ai carabinieri. Ecco un’altra intercettazione in cui questo suo atteggiamento appare molto chiaro: «Allora? Volete cambiarlo il papà? Eh? Chi di voi vuole cambiare il papà?». Per convincerli, ricorda ai figli di essere stato lui ad aiutare il più piccolo a scrivere una letterina dedicata alla mamma. Sentite cosa diceva rivolgendosi a tutti e quattro: «Come avrebbe fatto a scrivere la letterina il vostro fratellino? Papà più buoni non ce ne, vero? Ti ricordi?». Il figlio più piccolo risponde di sì. Allora Michele si gira verso l’altro maschietto e gli ricorda che il suo migliore amico sarà sempre e soltanto il papà: «E tu te lo ricordi cosa dicevi? Chi è il tuo migliore amico? Te lo ricordi quello?». Poi guarda la figlia maggiore nella speranza che anche lei lo ascolti. In particolare, le impone di riferire tutti i bei discorsi fatti insieme al magistrato donna che di lì a poco l’avrebbe interrogata: «Tu devi dirglielo, eh? Perché lei te lo chiede, tu cosa rispondi? ». La bambina ribatte perplessa: «Non lo so». Allora Michele si infuria e alza la voce: «Come non lo sai? L’abbiamo sempre detto che la stiamo aspettando… Alla sera, quando vi raccontavo la storia di me e mamma, non l’abbiamo mica finita quella storia, vero?». A questo punto, uno dei figli più piccoli sembra preoccuparsi e gli fa una domanda: « Papi? Ma cosa chiedono a nostra sorella?». «Eh, gli farà delle domande: se si trova bene con suo padre… Se vuole cambiarlo… Se mamma gli raccontava qualcosa, tipo se parlavano con mamma, se mamma parlava di fidanzati, vero? …capita sempre così purtroppo, come vuoi fare!». Questa volta, però, la bambina potrebbe decidere di disobbedire al papà. E le sue confidenze aprirebbero la strada verso la verità.

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Redazione

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