Yara Gambirasio i giudici dicono: “Bossetti deve rimanere in carcere, adesso rischia l’ergastolo”

Bossetti ci sono numerosi e gravi indi-zi di colpevolezza in relazione alla morte di Yara Gambirasio: deve rimanere in carcere”. Per la quinta volta, i giudici hanno negato la libertà a Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, il muratore di Mapello, in provincia di Bergamo, arrestato il 16 giugno del 2014 con l’accusa di aver adescato e ferito a morte Yara Gambirasio, 13 anni. In questa occasione sono stati i giudici del Tribunale del Riesame di Brescia a bocciare l’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa del carpentiere. La sentenza è stata preceduta da una lunga discussione in aula, nel corso della quale l’avvocato Claudio Salvagni, il legale di Bossetti, aveva chiesto che il suo assistito venisse liberato sulla scorta di presunte discrepanze tra i risultati degli accertamenti sul Dna mitocondriale (che non riconduceva a Bossetti) e l’esito delle analisi sul Dna nucleare che, invece, secondo le consulenze della Procura, è certamente del muratore.

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Ma per gli inquirenti a fare fede è proprio quest’ultimo: il Dna nucleare trovato sui vestiti della povera Yara è di Bossetti. E questo lo inchioda alle sue responsabilità. Ecco a riguardo cosa hanno scritto i giudici nel motivare la sentenza: «Gli argomenti spesi non sono in grado di inficiare l’affermazione di appartenenza a Massimo Bossetti del Dna nucleare trovato nelle tracce biologiche corrispondenti al profilo genetico di “Ignoto 1” in quanto vi è piena compatibilità. La mancata concordanza con il Dna mitocon-driale non scalfisce lestrema rilevanza dell’indizio grave a carico del prevenuto, considerando che il Dna è stato trovato vicino ai tagli presenti sugli slip e sui leggings».

In aula, durante la discussione, cera anche Bossetti, che davanti ai magistrati ha ribadito la sua innocenza: «Sono un padre di famiglia, non sono un assassino. Non ho mai visto quella ragazza. Non capisco tutto questo accanimento contro di me». Concetti ribaditi in una lettera che il muratore ha scritto in questi giorni.

La difesa, nel chiedere la scarcerazione, contestava anche i risultati degli accertamenti fatti dai Ris sulle microfibre rinvenute sui vestiti di Yara: per l’accusa sono riconducibili al tessuto di cui sono fatti i sedili del furgone di Bossetti, mentre per l’avvocato del muratore gli stessi tessuti sono utilizzati per foderare i sedili di innumerevoli veicoli. E per quanto riguarda le ricerche a sfondo sessuale trovate sul computer di Bossetti e riguardanti 13enni, secondo la difesa potrebbero essere state generate automaticamente dal pc. Tutte tesi che l’accusa ha smontato punto per punto. Ma non sono questi gli unici indizi contro il carpentiere di44 anni: ce ne sono altri altrettanto clamorosi, come l’acquisto di un coltello da muratore, compatibile con l’arma usata per uccidere Yara, fatto da Bossetti tre giorni prima del delitto, il suo furgone ripreso per 45 minuti intorno alla palestra di Brembate poco prima che la ragazzina sparisse e i colloqui in carcere avuti nei mesi successivi all’arresto con la moglie Marita, alla quale l’uomo ha rivelato di “non avere più un alibi”. Tutto ciò ha spinto i giudici a bocciare l’istanza. Con l’ultima decisione, dicevamo, è la quinta volta che Bossetti si vede negare la scarcerazione: due volte dal gip (giudiceper le indagini preliminari) di Bergamo, altrettante dal Tribunale del Riesame di Brescia e, in un’occasione, dalla Corte di Cassazione. AU’indomani della sentenza, Tawocato Claudio Salvagni ha detto di non escludere l’eventualità di richiedere il “rito abbreviato condizionato” per il suo assistito. Di cosa si tratta?

Ce lo spiega l’avvocato Lara Pellegrini, nostra collaboratrice: «Il rito abbreviato cosiddetto “secco” prevede la riduzione di un terzo dell’eventuale pena ed evita il dibattimento, mentre nel “rito abbreviato condizionato” l’imputato decide di accedere al rito abbreviato a “condizione” che il giudice ammetta una o più prove a suo favore.

Ma in tv cambio canale per rispetto della persona con cui divido la mia vita. Si parla di programmi con persone già adulte, comunque. Poi ci sono quelli in cui compaiono delle ragazzine… Ecco, io ho notato certe cose… certi comportamento da parte sua… Non sono stupido… Ci sono immagini con ragazzine che avranno 15, 16, 17 anni, con i pantaloni attillati… Lui gira e poi torna indietro. Oppure si sofferma su unimmagine. Magari questo non vuol dire nulla. Però ho notato che si sofferma sulle ragazzine, sia in televisione che sulle riviste. Ho notato la cosa anche nel corso dei colloqui, quando due volte è venuta mia sorella a trovarmi. Lei ha 19 anni, ma è la classica ragazza che ne dimostra di meno. Bossetti dopo averla vista mi ha detto che era bella, ma proprio bella».

Queste parole, che gli inquirenti stanno verificando, aggiungono un ulteriore tassello al quadro accusatorio. Il processo è sempre più vicino.

Redazione

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