Chiara Iezzi sarà “The Voice 3″ rinasce da solista

Due anni fa la separazione artistica da sua sorella. Quindi gli studi di recitazione, il debutto sul set di una serie web. La scorsa estate il matrimonio col suo fidanzato storico, l’ex rabbino Meir Cohen, e un nuovo colore di capelli. Si dice che quando una donna cambia testa è perché vuole cambiare vita e Chiara lezzi, che è diventata mora, ha inaugurato il nuovo corso della sua vita. Che, musicalmente, passa dal talent di Raidue The Voice 3.

A sorpresa, infatti, l’ex bionda del duo Paola&Chiara ha partecipato alle blind audition (provini alla cieca) dello show ed è stata scelta da J-Ax per far parte della sua squadra. «La mia presenza senza dubbio incuriosisce il pubblico», dice ora Chiara in esclusiva a Visto. «Un anno fa avevo chiuso con la musica. Mi sentivo appagata dal percorso che avevo fatto e avevo bisogno di nuovi stimoli, così mi sono presa un periodo di fermo in cui ho coltivato altre passioni. Avevo già studiato recitazione per sei-sette anni e ho continuato a farlo. Presto parteciperò a un film con Tony Sperandeo e Franco Nero, girato in Sicilia. The Voice mi serve per capire se il mio percorso musicale deve continuare. E ho scelto il talent come se fossi un’esordiente».936full-chiara-iezzi

A chi le dice che si tratta di un rischio, Chiara in passato ha risposto: «A volte è più rischioso non rischiare. Sto provando emozioni che mi mancavano da troppo tempo». E a livello privato, le emozioni non le sono mancate: ad agosto dell’anno scorso ha sposato Meir, ex rabbino: «Lui è un ortodosso e come tale si può sposare solo con donne ebree dalla nascita. La nostra storia risulta fuori dalle righe e lui ci soffre». Ma l’amore è più forte: «Ci siamo sposati a Cipro, il 7 di agosto scorso, in gran segreto. Non c’era nessuno, solo l’officiante greco e due testimoni, presi a caso. In giornata abbiamo preso l’aereo, siamo atterrati, abbiamo firmato e siamo rientrati in Italia».

Della separazione con sua sorella Paola, che tanto rumore ha destato nel corso degli ultimi due anni, recentemente ha detto: «Lasciandoci ci siamo volute bene in due». Chiara però ora preferisce non scendere in particolari lasciando sulla separazione artistica ancora molti dubbi. E parla solo di The Voice. «Sono concentrata a vivere il presente, non penso al passato né faccio programmi a lunga scadenza».

Se l’esperienza a The Voice non dovesse andasse bene, come reagirebbe?

«Non avrei rimorsi, perché non avrei il rimpianto di non averci provato. Non so se la mia carriera musicale dipende da questo talent. Tutto quello che sto vivendo in questo momento è diverso rispetto a quello che ho vissuto in passato. So che avevo bisogno di ritrovare una scintilla, che oggi si è riaccesa».

Alla luce della sua lunga carriera, poteva ambire a partecipare a un talent anche come giudice.

«Mi è stato detto, ma io amo mettermi in situazioni scomode. Sembrerà strano, perché The Voice è innanzitutto una gara, ma io non sono competitiva, se non nei confronti di me stessa».

Conosceva J-Ax prima di incontrarlo a The Voice?

«Sì. Come ha detto anche lui ci si vedeva nei backstage dei festival ed entrambi rispettavamo i nostri diversi modi di fare musica. Mi piace la sua filosofia, secondo cui si può perdere ma comunque si deve avere la possibilità di reinventarsi. Tempo fa ho letto una sua intervista in cui diceva che vive la vita come un videogioco: finito uno schema, si passa a quello successivo. Trovo che sia un modo eroico di vivere e io mi sento molto in sintonia con lui. Io mi sono reinventata tante volte: in alcuni periodi ho più paura di espormi. Poi vivo dei momenti, come questo, in cui prendo coraggio e senza pensare vado. Questo mi è sempre servito a fortificarmi. Troppa logica può bloccare».

Quando la sua carriera è iniziata, nel 1996, come immaginava che sarebbe stato il suo futuro artistico?

«Di certo non avrei pensato di ricominciare da zero a quasi vent’anni di distanza. In quel periodo non mi facevo grandi domande e pensavo principalmente a scrivere canzoni, senza preoccuparmi di fare progetti. Nel mestiere artistico non ci sono garanzie, perché si è sempre soggetti al giudizio esterno. Io cerco di fare sempre il meglio che posso».

Com’è stato affrontare il palcoscenico da sola?

«L’emozione di salire sul palco è sempre unica. Cerco di non avere troppe aspettative, ma non so se avrei saputo affrontarlo senza la mia formazione da attrice, che mi fa sentire più strutturata, e forse anche più sicura. So che mi sto prendendo tante responsabilità. Ma questo mi dà forza».

Redazione

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