Poletti: “Scuola, troppi 3 mesi di ferie”

TRE MESI di vacanze scolastiche sono troppe, dice il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. “Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione”. “I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse” aggiunge poi Poletti: “Sono venuti su normali, non sono speciali”.

Non è una boutade tra le tante quella lanciata dal ministro emiliano. Anzi, rappresenta un’idea molto precisa del rapporto tra scuola e lavoro con l’obiettivo di far lavorare di più i giovani in età di studio, di pagarli meno, molto meno o, addirittura, di non pagarli per niente.poletti

Quando il ministro dice che “non si distruggerebbe” un ragazzino se invece “di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro”, dice qualcosa che ha già impostato sia nel Jobs Act che nel disegno di legge sulla Scuola. I due testi, infatti, si parlano. Nel decreto attuativo del Jobs Act, quello che deve ancora passare in Parlamento, all’articolo 41 si riordina “l’apprendistato per la qualifica”. Oltre ad abrogare la sperimentazione prevista dalla legge Carrozza, che offriva agli apprendisti un diploma scolastico a tutto tondo, sostituito ora con un diploma professionale quadriennale, il decreto mette a punto contratti di apprendistato “rivolti ai giovani iscritti al quarto e quinto anno degli istituti tecnici e professionali”.

Il datore di lavoro può rivolgersi agli studenti offrendo una formazione esterna all’azienda, presso un ente formativo, e una a carico del datore di lavoro. Per la prima “il datore di lavoro – si leg ge nel decreto attuativo – è esonerato da ogni obbligo retributivo”. Per la seconda, invece, “è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta” che è già molto ridotta rispetto a uno stipendio normale. Il progetto è supportato dall’articolo 4 del disegno di legge sulla scuola, dove si parla di “Scuola, lavoro e territorio” e che, non a caso, ha un riferimento molto preciso alla legge delega sul Jobs Act e all’apprendistato per la qualifica. Nella legge, addirittura, si specifica che l’alternanza scuola-lavoro “può svolgersi nel periodo di sospensione didattica”. Insomma, meno a scuola e più al lavoro, magari in periodo estivo a fare lavori stagionali nel settore alberghiero o agricolo.

“Il ministro Poletti continua a intervenire sui temi dell’istruzione – dice Gianna Fracassi della segreteria Cgil. “Si continua sulla strada perdente di uno sviluppo basato sulla riduzione dei costi e dei diritti”.

Redazione

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