Raffaella Carrà: “Le critiche per Forte Forte Forte sono molte ma io vado avanti”

L attesissimo ritorno della Carrà sugli schermi italiani è stato un successo a metà: curiosità e tante celebrazioni da un lato, ascolti sotto le aspettative dall’altro (la media finale è stata appena sotto i tre milioni: non male in assoluto, ma troppo bassa per una rete come Raiuno). Tant’è: si è deciso per la conclusione anticipata del programma. Ci vuol altro, però, per abbattere la Raffa nazionale, che si dichiara soddisfatta dell’esperienza, soprattutto perché ha realizzato il suo progetto: scoprire nuovi talenti.

Raffaella, come ha vissuto l’avventura di «Forte forte forte»?

«È stata un’esperienza emozionante. Ho dato tutta la mia energia e il mio affetto ai 14 ragazzi selezionati, perché in ognuno di loro abbiamo visto delle possibilità».

Perché ha vinto Stefano, secondo lei? Diventerà una star?

«Nell’ultima puntata il voto era solo quello del pubblico, noi giurati dava mo opinioni, ma la stima nei confronti di Stefano era immensa sin dal primo giorno. È un vero artista, completo, con l’umiltà dei grandi. Gli auguro tanta fortuna. Spero che la Rai gli dia tante occasioni per diventare un beniamino del pubblico. Ne ha tutte le possibilità».

FORTE FORTE FORTE, IL NUOVO TALENT SHOW CON RAFFAELLA CARR¿

Visto che Stefano ha vinto un contratto di un anno con la Rai, in quale programma lo vedrebbe bene?

«Questo lo lascio decidere ai dirigenti Rai che ne sanno più di me».

Alla fine erano rimasti in lizza tre concorrenti maschi. È un caso oppure per le donne fare carriera nello spettacolo è più difficile?

«Far carriera per le donne oggi è più semplice di una volta, ma devi piacere al pubblico femminile e spesso ci metti più tempo per conquistarlo. C’erano almeno tre ragazze bravissime che il pubblico non ha votato, ma che faranno strada».

Lei che è la «regina del nazionalpopolare» ha convocato giudici che potrebbero sembrare di élite.

Perché questa scelta?

«Come ho già detto in varie occasioni, la giuria non è stata una mia scelta primaria, ma ho condiviso e apprezzato le idee degli autori. Pensi che all’inizio mi sarebbe piaciuta una giuria di quattro donne. Ma ero in minoranza…».

Spesso, durante il programma, i concorrenti le hanno rivolto aperti omaggi. Le fa ancora effetto essere celebrata come un mito?

«So distinguere le lusinghe dai veri sentimenti e quindi non mi sono mai fatta influenzare, nonostante provassi tenerezza per tutti, e la stessa cosa provavano anche gli altri giudici Asia Argento, Joaquin Cortés e Philipp Plein».

A questo proposito, alcuni critici hanno sostenuto che il programma fosse troppo «Raffaella-centrico» e che la giuria subisse troppo il suo carisma. Crede ci sia qualcosa di vero?

«hi questo progetto io ho solo cercato di mettere la mia esperienza e le mie capacità a disposizione di giovani talenti perché avessero un’opportunità concreta di crescere e realizzare il proprio sogno di diventare le star del futuro. E chi pensa che la mia presenza abbia influenzato gli altri giurati non li conosce bene. Prenda Asia, per esempio. Per fortuna eravamo quasi sempre in sintonia, ha visto come ha difeso i suoi candidati? Una leonessa!».

Verso la fine dell’ultima puntata si è concessa un piccolo sfogo e ha detto: «Le critiche costruttive sono sempre benvenute… ma quando si passa alle offese e agli insulti, fanno male. Molto male».

«Ho già risposto con una frase di Oscar Wilde che tengo sempre in mente: “Bisogna saper sempre perdonare i propri nemici, niente li infastidisce di più”».

Tutti i talent hanno bisogno di tempo per crescere. Invece la Rai ha tagliato due puntate del programma: ritiene che sia stata la scelta giusta? E se dovesse varare una nuova edizione di «Forte forte forte» c’è qualcosa che cambierebbe?

«In un nuovo progetto ci sono sempre degli aggiustamenti da fare, di questo sono perfettamente cosciente.

10 e gli altri autori non abbiamo mai pensato di avere la verità in tasca. Come sempre siamo autocritici, ma fiduciosi di aver fatto un buon prodotto, con l’aiuto di tutti».

A un certo punto ha detto: «Io potrei andare in pensione anche domani». Stava scherzando, vero?

«Non ho mai sofferto di mal di video e se sono tornata dopo sei anni a Raiuno è stato solo perché ho creduto in un progetto modernissimo in ogni senso, per questa rete e perché credo al ricambio generazionale fatto di lavoro, talento, generosità. Il mio sogno è vedere il successo dei nostri ragazzi e presto quello di Stefano Simmaco. Allora il compito mio e di Sergio (Japino, ex compagno della Carrà e ideatore con lei del programma, ndr) sarebbe compiuto».

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi