Trifone Ragone e Teresa Costanza: Una telefonata misteriosa li aveva sconvolti

Chi ha ucciso Trifone Ragone e Teresa Costanza potrebbe essere un killer professionista, un uomo pagato per uccidere”. A parlare con Giallo è un investigatore che lavora giorno e notte per risolvere il duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati di 29 e 30 anni uccisi il 17 marzo scorso a Pordenone. Lui ufficiale dell’Esercito, lei laureata in Economia all’università Bocconi di Milano, erano appena usciti dal Palazzetto dello Sport in cui Ragone si allenava tutti i giorni al sollevamento pesi. Erano le 19.50 quando l’assassino li ha visti avvicinarsi mano nella mano alla loro macchina. Sorridevano, sembravano sereni. Il killer li ha osservati e ha atteso che salissero in macchina. Teresa si è messa al volante e ha inserito la chiave nel cruscotto. Trifone si è seduto al suo fianco, ma non ha fatto in tempo a chiudere la portiera che il sicario era già alle sue spalle con la pistola puntata.

trifone-ragone-teresa-costanza1

Il ragazzo è stato ucciso con tre colpi calibro 7.65 alla testa. Poi è stato il turno di Teresa, freddata con due proiettili al capo e un terzo che le ha sfiorato le labbra rompendo il finestrino. Un totale di sei colpi esplosi da distanza ravvicinata, con un’arma e una tecnica da killer esperto. Per risolvere il caso sarà fondamentale capire cosa sia successo poco prima dell’omicidio. Giallo, a questo proposito, è a conoscenza di un particolare di cui nessuno ha mai parlato. Gli investigatori, controllando  i cellulari delle due vittime, si sono accorti di una strana telefonata ricevuta da Trifone proprio il giorno delFomicidio. Una telefonata misteriosa, di cui al momento non si possono svelare i dettagli, ma che potrebbe essere la chiave per arrivare all’assassino.Ecco dunque i due elementi su cui si stanno concentrando ! carabinieri: resistenza di un killer professionista inviato da un mandante e il possibile collegamento fra lomicidio e quella strana telefonata. Ma perché qualcuno avrebbe pagato un altra persona per uccidere questi due giovani? Al momento ci sono due testimoni, ma entrambi poco precisi. Il primo sostiene di aver visto una persona sospetta aggirarsi fra il parcheggio e la palestra nei giorni precedenti al delitto. Non ha saputo dire di più. Il secondo, invece, dice di aver visto un’Audi A3 di colore scuro fuggire subito dopo lomicidio. Nell’area circoscritta dai carabinieri, però, ci sono circa 50mila macchine di quello stesso modello. Decisamente troppe perché questo indizio possa risultare utile. Per fare maggiore chiarezza sulla vicenda gli inquirenti stanno cercando anche di scavare nelle vite dei due giovani. Vite definite «complesse» e per certi versi sconosciute.

Alto e muscoloso, Trifone aveva due fratelli. Era in attesa di entrare nella Guardia di Finanza e nel gruppo sportivo della pesistica. Frequentava spesso le discoteche, dove lavorava come addetto alla sicurezza. Faceva anche il ballerino e Fuomo immagine nei locali notturni. Ma in questi casi non si faceva chiamare con il suo vero nome. Preferiva usare uno pseudonimo: Luca Bari. Qualche tempo fa aveva partecipato al concorda anni si era trasferita con la famiglia vicino a Milano. Da due settimane aveva trovato un posto come agente in un assicurazione a Pordenone. Come il fidanzato, arrotondava lavorando nei locali notturni. Si faceva chiamare Greta e si esibiva come ballerina nei bar. È in questo contesto che i due si erano conosciuti, il 18 dicembre 2013, in un locale di Milano. Sei mesi dopo, Teresa aveva raggiunto Trifone a Pordenone e i due avevano iniziato a convivere. Il movente del duplice omicidio potrebbe annidarsi proprio nelle vite parallele dei due fidanzati. Uno sgarro maturato nel mondo dei locali e delle palestre? Questi luoghi, come noto, sono spesso frequentati da gruppi di malviventi albanesi e romeni. Forse Trifone aveva pestato, come si dice, il piede sbagliato.

Ma possibile che per una rissa si arrivi a premeditare un delitto? Le modalità con cui si è consumato lomicidio potrebbero spiegare molte cose. Dice ancora a Giallo uno degli investigatori impegnati nelle indagini: «Questo succede quando si toccano interessi economici criminali o quando si invadono sfere sentimentali». Nell’estate 2014Trifone aveva presentato Teresa a un amico, con cui si era confessato: «L’ho portata via da un brutto giro». Il giovane si riferiva certamente alLambiente milanese in cui la ragazza era apprezzata come ballerina. In questi giorni nel telefono di Teresa gli investigatori hanno trovato un messaggio diretto a un imprenditore conosciuto proprio nel giro dei locali milanesi: «Stai affogando nelle tasse? Se vuoi ho un paio di soluzioni da proporti». La ragazza aveva forse tentato di piazzare una polizza assicurativa in modo troppo maldestro? Il movente passionale resta comunque tra i più probabili. In questo caso le ipotesi potrebbero essere due, a partire dalla possibile vendetta di un corteggiatore di Teresa, respinto dalla ragazza e minacciato da Trifone.

Non si può escludere che il mandante dell’omicidio sia una donna innamorata del giovane ufficiale, il quale però non ricambiava il suo amore. Ce poi la pista del ricatto. Come abbiamo detto, Trifone aveva fatto anche il ragazzo immagine nei locali: forse era entrato in possesso di foto e video compromettenti. Infine ci sono le origini siciliane di Teresa e il precedente dello zio, vittima vent anni fa di un omicidio di mafia. Ma per gli inquirenti l’episodio sarebbe troppo datato.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi