Meredith caso chiuso, Amanda e Raffaele innocenti per sempre

La quinta sezione della Cassazione, presieduta da Gennaro Marasca, dopo oltre 10 ore di Camera di Consiglio, ha assolto, senza rinvio, per non aver commesso il fatto Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati di aver ucciso Meredith Kercher. Una decisione che mette il sigillo definitivo su una vicenda processuale durata otto anni che ha visto i due ragazzi, che hanno già scontato 4 anni di carcere, essere condannati in primo grado poi assolti in appello, sentenza che fu annullata dalla Cassazione il 26 marzo del 2013 per questioni procedurali rimettendo gli atti ai giudici di Firenze. Giudici che, a loro volta, dopo 11 ore di Camera di Consiglio, emisero una nuova condanna a 28 anni e 6 mesi, per la ragazza e a 25 anni per il ragazzo.

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La Suprema Corte non ha accolto la richiesta del pg Mario Pinelli che aveva chiesto il rigetto del ricorso dei legali di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati per aver ucciso il 1° novembre del 2007 la studentessa inglese di 21 anni nella casa, che condivideva con Amanda, a Perugia in via della Pergola. “Questo è un giorno felice per Sollecito ma anche per la giustizia”, è stata la prima dichiarazione dell’avvocatessa Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito. “Questo ragazzo ha sopportato per otto anni un calvario senza mai protestare anche quando gli hanno dato torto. La sentenza di condanna era costellata da errori. È una sentenza che ci dà pienamente ragione perché è senza rinvio e non dobbiamo più ipotizzare un loro coinvolgimento. È davvero un risultato strepitoso”.

AD ATTENDERE la sentenza, davanti alla porta chiusa dell’aula magna, avvocati, giornalisti e Vanessa Sollecito, tenente dei carabinieri, sorella di Raffaele, figlia della seconda moglie di Francesco Sollecito. Mentre il fratello, ieri mattina, dopo aver ascoltato l’arringa dell’avvocatessa Bongiorno era partito alla volta di Bari con la fidanzata e il padre. Mentre Amanda, che è rimasta nella sua casa di Seattle, per bocca di uno dei legali, Luciano Ghirga, aveva fatto sapere di essere molto provata. Evidentemente, i giudici sono stati convinti anche dall’appassionata arringa dell’avvocatessa Bon-giorno che, per due ore, aveva sostenuto che la condanna doveva essere annullata: “Sollecito, come Forrest Gump, è un puro, al momento dell’aggressione stava guardando i cartoni animati”. Bongiorno che aveva speso le sue parole anche a favore di Amanda: “Nella stanza della polizia di Perugia è stata pressata da una medium, è innocente, non ha ucciso Mez”. Linea difensiva, la sua, tutta fondata sulla separazione delle posizioni dei due imputati: “Non si può affermare che Sollecito sia colpevole perché non ha coinvolto quella che è stata la sua fidanzata per dieci giorni”. Sottolineando che “le prove genetiche sul gancetto e sul coltellaccio erano fuorvianti e anacronistiche.

Non vi era prova certa della presenza del Dna di Sollecito sul gancetto e non era stata rinvenuta la vera arma del delitto”. PER LA CORTE d’assise d’appello, invece, Amanda, uccise la studentessa inglese con un coltello da cucina, poi sequestrato a casa di Sollecito, nel corso di una violenta lite svoltasi nella casa di via Pergola seguita al rifiuto di Meredith di prendere parte ad un gioco erotico. Sollecito, che due giorni fa aveva trascorso il suo trentunesimo compleanno con il padre Francesco e la fidanzata Greta passeggiando per Roma, dove era arrivato per l’udienza con l’angoscia di poter passare 25 anni in carcere, ora si sta godendo, con la famiglia, i primi momenti felici dopo tanta sofferenza. L’unico colpevole resta Rudy Guede, condannato a 16 anni in abbreviato: con la liberazione anticipata uscirà presto.

Redazione

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