Il giallo di Pordenone: Trifone e Teresa uccisi per soldi o gelosia?

La palestra ogni giorno. Addominali, dorsali, bicipiti. Con regolarità, con energia. Trifone Ragone non sgarrava mai: il fisico prima di tutto. La palestra era parte importante della sua vita. E appena uscito dalla palestra ha trovato la morte, assieme alla fidanzata Teresa Costanza. Li hanno ammazzati con freddezza: cinque colpi di calibro 7.65, un’arma tra le più comuni, appena saliti a bordo della loro Suzuky Alto bianca, la sera del 17 marzo, fuori dal Palasport di Pordenone. Due colpi alla nuca di lui, tre colpi contro di lei. Morti subito, senza nemmeno capire che cosa stesse accadendo. Erano una coppia invidiata a Pordenone, Trifone e Teresa: belli, giovani, innamorati. Lui, militare di carriera, originario di Adelfia, in Puglia, e ora carrista alla caserma De Carli di Cordenons. Lei laureata all’Università Bocconi di Milano, un passato alle assicurazioni Generali c all’Ina c ora alla Zurich di Pordenone, trasferita in Friuli per amore.

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Chi li ha voluti morti? Perche? Le piste seguite sono tante. Spasimanti, stalkcr, ex fidanzati di Teresa. Ma anche ex fidanzate di Trifone, o commilitoni le cui fidanzate erano finite tra le braccia del carrista dal fisico scolpito e dalla fama di playboy. Oppure i due erano entrati in qualcosa di troppo grande per loro? Si è parlato di traffico di anabolizzanti, di brutti giri frequentati. Niente di certo. Ma tutto sembra ruotare attorno alle palestre, alla cura per il fisico, a quella loro passione che, quando veniva sera, si trasformava in lavoro. Trifone diventava Luca Bari o Luca B.: ragazzo immagine. Uno di quei giovani che si esibisce nelle discoteche, oppure in feste private, a volte vestito, a volte un po’ meno. Lei diventava Greta, anche lei ragazza da discoteca, ballerina sul cubo. Il loro omicidio può essere maturato in quegli ambienti? Molti hanno parlato di una doppia vita per Trifone e Teresa. Ma non era doppia, era semplicemente la loro vita. «Trifone, che per noi era Luca, era un ragazzo col sole dentro», dice a Gente Enrico Santamaria, impresario, titolare di un’agenzia che fornisce a discoteche animatrici e animatori, organizzatore del calendario Hcllboys (sul sito www. hellboys.it si ricorda che i ragazzi sono disponibili per animazioni, striptease per ogni occasione, camerieri sexy, accompagnamento e immagine). «Era disinibito, certo. Ma non era uno di quelli che pensa di avere il mondo in mano solo perché è un super-macho. Trifone badava al suo corpo, ci teneva ai suoi six packs, la tartaruga addominale, ma era un ragazzo intelligente, con dei valori.

Uno che aveva un senso. I nostri ragazzi sono tutti così». Trifone aveva fatto il calendario 2014 della Hellboys: ragazzo febbraio (a quella edizione aveva partecipato anche Alessio Lo Passo, ex corteggiatore di Uomini e Donne): cL’ave-vamo fotografato dentro un’auto, in fondo era un carrista». Partecipava anche a feste private? «No, più che altro facevamo serate per presentare il calendario», dice a Gente Gianluca, amico di Trifone: «La palestra è la nostra passione, ci andremmo comunque, anche se non dovessimo fare i ragazzi immagine. Poi il venerdì e il sabato sera partecipiamo a serate in discoteca, ma non lo facciamo per i soldi. Diciamo che ci piaccione le donne, siamo un po’ esibizionisti. Ci divertiamo così. Dopo le serate ci facevamo grandi mangiate. E poi io c lui ci sfidavamo a braccio di ferro, era una gara infinita». Era cambiato qualcosa da quando Trifone era fidanzato? «Era cambiato tutto», continua Gianluca, «nel senso che non lo vedevo più da parecchio tempo». Lo conferma anche Enrico Santamaria: «L’8 marzo del 2014, in occasione della festa della donna, fece l’ultima serata con noi. Mi chiese se poteva venire accompagnato, cosa che è assolutamente proibita dal nostro regolamento interno. Ma mi disse che non stava bene, così diedi l’ok. Venne con Teresa, fu lì che la conobbi. Da allora Trifone non ha più partecipato alle serate, in quel periodo cancellò anche il suo profilo Faccbook come Luca Bari».

Il killer voleva lui, Trifone. La sera dell’omicidio Teresa aveva raggiunto, come ogni giorno, il fidanzato in palestra. Era entrata e uscita almeno un paio di volte, avrebbe potuto essere colpita. Ma l’assassino ha atteso che ci fosse anche il giovane. Poi ha sparato, e per primo ha puntato su Trifone. Qualcuno ha spiegato agli inquirenti che recentemente, in discoteca, il carrista aveva diviso due giovani albanesi che erano venuti alle mani. Due di quelli cattivi. Può essere una pista. La sera dall’omicidio, fuori dalla palestra, è stata avvistata un’Audi scura, gli inquirenti stanno indagando. Tutti i frequentatori della palestra sono stati interrogati così come le giovani che condividevano le serate con Teresa. Un ventenne albanese, dopo la morte della ragazza, ha scritto, sul profilo Facebo-ok di Teresa: “Ti sta bene, non andrai più in discoteca”. Pare che il ragazzo avesse detto parole pesanti alla ragazza e che Trifone fosse intervenuto.

Ma è soprattutto sulle serate milanesi di Trifone Ragone che si stanno concentrando gli investigatori. E sui frequenti viaggi in Svizzera della coppia. Frequentavano una palestra, la CrossFit di Lugano. Lui non si presentava come militare, ma come appassionato di sollevamento pesi. E lei diceva di essere un agente finanziario. Ma ciò che più conta, per gli investigatori, è che Teresa avrebbe parlato recentemente di problemi economici. E allora forse il movente di questo feroce massacro è uno dei più banali e consueti: il denaro.

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Redazione

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