Carlo Conti presenta la seconda edizioni di ‘Si può fare’

Carlo Conti ormai ha fatto l’abi-tudine ai fotografi che lo aspettano sotto casa durante il fine settimana, quando toma nella sua Firenze. E con la serenità che lo contraddistingue commenta divertito: «Sabato scorso mi hanno seguito mentre passeggiavo con mio figlio. Così li ho invitati tutti al bar a prendere un caffè…». Incontriamo il conduttore nel suo camerino, mentre si prepara per una nuova puntata di «L’eredità». Sembra rilassato. Sembra, perché lui precisa:

«I ritmi quotidiani, tra “L’eredità” e “Si può fare!”, sono più serrati di quelli di Sanremo…». Il 13 aprile toma in prima serata con «Si può fare!», lo show che ha lanciato lo scorso anno.

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«Lo riproponiamo perché ha ottenuto ottimi ascolti. Però in queste sei nuove puntate continueremo a sperimentare. Mi interessa capire quanta forza possa avere ancora un meccanismo di gara con la giuria In questa stagione televisiva ci sono stati tanti programmi di questo tipo e sono un po’ preoccupato. Ma le nostre sono prove fisiche e in questo ci differenziamo. È un talent show, certo, ma lo definirei piuttosto un varietà spettacolare nel quale personaggi famosi si mettono in gioco per dimostrare che “si può fare” anche qualcosa che apparentemente sembra impossibile».

Quali sono le novità?

«Innanzitutto le prove le scegliamo noi, quindi non sono più i concorrenti a decidere in cosa cimentarsi. Questo seive a movimentare lo show e creare un po’ di suspense».

A che tipo di prove ha pensato?

«Abbiamo visto che funzionano quelle spettacolari, quindi siamo andati alla ricerca di discipline nuove.Ma ne riproporremo alcune, tipo la lap dance e il pattinaggio sulla pedana II “mano a mano”, parlo dei due corpi che si tengono in controbilanciamento, era composto da due uomini. Quest’anno lo riproporremo, ma con un uomo e ima donna Poi ci sarà una prova che mi piace molto, far muovere una sfera di cristallo come se galleggiasse in aria C’è sempre un mix tra esibizioni fisiche e divertenti. Anche se poi tutto dipende da chi è in scena se una prova fisica è fatta da chi un fìsico non ce l’ha, diventa divertente…».

Ci saranno degli ospiti?

«Sì, un ospite musicale in ogni puntata. Ci sono tanti protagonisti di Sanremo che mi farebbe piacere riavere».

Creare il cast per «Si può fare!» sembra complicato, dal momento che ci vuole preparazione atletica per certe esibizioni.

«Beh, è più difficile comporre quello di “Tale e quale show”. In genere i personaggi famosi vanno in palestra e si tengono in forma E qui in fondo devi solo avere il coraggio di buttarti. Per “Tale e quale” invece devi non solo cantare bene ma anche saper interpretare. E poi per “Si può fare” si sono proposti così tanti che abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta».

Che spiegazione si è dato?

«C’è voglia di mettersi in luce e divertirsi. Certo, quando inizia la gara c’è competizione, ma quello che importa di più è poter dimostrare che in una settimana, con allenamento e applicazione, si può imparare a fare qualcosa di veramente difficile».

Se fosse lei a doversi cimentare in una prova, quale sceglierebbe?

«Direi nessuna. Anzi, forse proverei le ombre cinesi. Oppure azzarderei un concerto di fischio coi bicchieri. Ha presente il suono che si produce quando si passa il dito sul bordo? Ma ora che ci penso, mi sono già cimentato in una impresa ai limiti dell’impossibile: il servizio fotografico che ho fatto per la copertina di Sorrisi per Sanremo, sospeso su un’altalena altissima. E meno male che era ferma e non mi sono dondolato…».

Redazione

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