Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolti dopo otto anni

Siamo stati assolti una volta per tutte. Non chamateci mai più assassini”. Raffaele Sollecito e Amanda Knox tornano finalmente a vivere. La Cassazione ha messo la parola fine alla loro terribile vicenda: otto anni in cui sono stati considerati colpevoli o innocenti dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, 22 anni, a seconda dei giudici che li hanno giudicati. «Ho una lista infinita di momenti brutti», racconta oggi Raffaele, «7 anni e 5 mesi è un tempo infinito quando si vive in una tragedia infernale che fa parte della tua esistenza. Tra i momenti più brutti, quello del mio arresto. Ora potrò vivere come un ragazzo della mia età. Non avevo nulla a che fare con quell’omicidio, mi sembrava tutto surreale». Con la sua Greta al fianco, la nuova fidanzata, Raffaele si appresta dunque a uscire di scena. Con lui anche Amanda, oggi giornalista, scrittrice e presto anche moglie. L’unica che non tornerà a vivere, in questa assurda storia, è la giovane Meredith, Metz per chi le ha voluto bene. E con lei la sua famiglia, mamma, papà e fratelli, restati impietriti davanti alla sentenza. In carcere, è vero, c’è Rudy Guede, il ragazzo ivoriano che frequentava la casa di via della Pergola dove Meredith viveva con Amanda e con due coinquiline italiane. Ma Rudy è stato condannato per omicidio ain concorso con altri”. Amanda Knox

Per questo, e per il fatto di aver scelto un “rito abbreviato”, cioè un rito che garantisce lo sconto di un terzo della pena, Rudy è stato condannato solo a 16 anni di carcere. Davvero poco per una vita spezzata. La felicità per la doppia sentenza di assoluzione, dunque, è relativa. Resta l’amaro in bocca perché giustizia, per Meredith, non è stata fatta: nessuno pagherà mai abbastanza per la sua precoce morte. Ma perché la Cassazione ha ritenuto Raffaele Sollecito e Amanda rito che garantisce lo sconto di un terzo della pena, Rudy è stato condannato solo a 16 anni di carcere. Davvero poco per una vita spezzata. La felicità per la doppia sentenza di assoluzione, dunque, è relativa. Resta l’amaro in bocca perché giustizia, per Meredith, non è stata fatta: nessuno pagherà mai abbastanza per la sua precoce morte. Ma perché la Cassazione ha ritenuto Raffaele Sollecito e Amanda dai giudici di primo grado, poi innocenti da quelli di secondo grado, sentenza annullata da una prima corte di Cassazione che ha rinviato ad altri giudici, i quali, un anno fa, avevano considerato sufficienti le prove contro i due, condannandoli di nuovo.

La sentenza della Cassazione dei giorni scorsi, la quinta sul caso, ha annullato tutto, e li ha assolti, stavolta per sempre. Prove e indizi, in questi otto anni, non dai giudici di primo grado, poi innocenti da quelli di secondo grado, sentenza annullata da una prima corte di Cassazione che ha rinviato ad altri giudici, i quali, un anno fa, avevano considerato sufficienti le prove contro i due, condannandoli di nuovo. La sentenza della Cassazione dei giorni scorsi, la quinta sul caso, ha annullato tutto, e li ha assolti, stavolta per sempre. Prove e indizi, in questi otto anni, non sono mai cambiati. Il parere dei giudici; invece, sì. D’altra parte, i punti chiave dell’accusa contro i due ragazzi erano pochi e non chiari, altrimenti non avremmo avuto sentenze così diverse. Prima di tutto, sul luogo del delitto, la camera da letto di Meredith, la scientifica non ha trovato alcuna traccia dei due ragazzi: niente sangue, niente impronte, niente pelle, niente capelli, niente di niente. L’unica prova contro Solsbucciato delle patate: nulla di illecito.

Controversa poi Tipotesi dellaccusa secondo cui la scena del delitto è stata ripulita: come possibile ripulire in maniera selettiva, lasciando nella stanza e sul corpo della povera vittima solo ed esclusivamente le tracce e le impronte di Rudy Guede? Del ragazzo ivoriano, infatti, ci sono impronte ovunque: perfino sul collo di Meredith, vicino alla ferita che Tha uccisa. La difesa di Raffaele e di Amanda ha sempre sostenuto che Rudy, già noto per piccoli furti in appartamento che realizzava arrampicandosi sui muri e portandosi nello zaino proprio un coltello, abbia agito da solo. La sera del primo novembre 2007 si sarebbe avventurato in via della Pergola pensando che tutti gli inquilini della villetta fossero assenti, per via delle festività dei Santi e dei morti. Si sarebbe arrampicato e poi sarebbe entrato dalla finestra della stanza di Filomena, una delle due ragazze italiane, la stanza trovata a soqquadro. Dalla stanza non mancava nulla perché Rudy si sarebbe attardato in bagno, dove effettivamente sono state trovate le sue feci. A questo punto sarebbe stato sorpreso da Meredith, di ritorno da una tranquilla serata a base di chiacchiere e pizza con le amiche inglesi. Rudy allora avrebbe provato a violentarla: lei si sarebbe ribellata e lui lavrebbe uccisa con il coltello che si portava sempre dietro. Poi sarebbe fuggito, chiudendo a chiave la porta della stanza ma non quella di casa. Così, la mattina dopo, Amanda Knox ha trovato la scena del delitto: con la porta di casa aperta e il sangue dappertutto. Il fatto che questa scena non labbia preoccupata più di tanto, al punto da riuscire a farsi serenamente una doccia per poi tornare da Raffaele per la colazione, ha colpito, fin da subito, gli inquirenti che lo hanno ritenuto un indizio contro di lei. Oggi dobbiamo dire, dunque, che fu un atteggiamento strano, ma non falso. Meredith è stata uccisa e poi lasciata, nuda, sotto il suo piumone da Rudy e forse da altri, ma ignoti. L’unico a sapere come sia andata davvero è proprio lui: Rudy Guede. Ora che Amanda e Raffaele sono stati assolti, si deciderà a parlare?

Redazione

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