Raffaele Sollecito, parla la fidanzata: “Lasciateci vivere la nostra vita”

Stretta sotto l’ombrello all’arrivo in Cassazione. Seduta in aula imperturbabile, mentre avvocati e giudici della V sezione penale della Corte ragionavano anche sul suo futuro. E poi via, verso la Puglia, terra di lui, perché aspettare la sentenza a Roma no, sarebbe stato troppo penoso. Se Raffaele Sollecito ha avuto una roccia nelle ore più lunghe della sua vita, quelle in cui i magistrati dovevano decidere in via definitiva se sarebbe stato condannato a 25 anni di carcere per il delitto di Meredith Kercher, ebbene, questa roccia si chiama Greta Menegaldo.

Una compagna silenziosa, discreta, eppure inseparabile anche nei momenti in cui quasi nessuno poteva sperare nell’assoluzione. Quasi nessuno perché lei, invece, ci ha sempre creduto. A testa alta. «Sono felicissima, ma ora voglio solamente godermi questi momenti di felicità, di gioia e di vita nuova», ha detto. E questa “vita nuova” finalmente può iniziare dopo anni di stand by. Perché era stato lo stesso Raffaele a dire: «Ho vissuto con la paura di non poter avere un futuro, di non poter fare piani a lungo termine, costretto a pensare a spazi temporali che non superavano i tre giorni». L’amore per Greta è nato nonostante questa difficile situazione nell’autunno 2013.greta-menegaldo-e-raffaele-sollecito

Anche allora lui era fresco di sentenza della Cassazione, un verdetto con cui la Corte ordinava un nuovo processo che di lì a qualche mese l’avrebbe visto nuovamente condannato dai giudici di Firenze. Eppure è stato colpo di fulmine. Lei, originaria di Oderzo, nel Trevigiano, hostess per una compagnia di volo low cost con sede all’aeroporto di Venezia, lui studente di ingegneria fuori sede a Verona alla faticosa ricerca di normalità, si incontrano in volo. E non si lasciano più, tanto che Raffaele, anche per sfuggire alle pressioni mediatiche di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2007, per un periodo si trasferisce in Veneto da Greta. Che difende in silenzio, ma con tenacia, la privacy del suo fidanzato evitando fino all’ultimo qualunque dichiarazione pubblica. Il profilo è basso anche nella vita quotidiana, i vicini di casa neanche si rendono conto che quel giovane pugliese altri non è che l’accusato del delitto di Meredith, l’uomo legato a doppio filo ad Amanda Knox, suo primo amore e a lungo considerata la sua complice. Chi è vicino a Raffaele si lascia sfuggire come l’americana, che è tornata a Seattle e lì sta progettando il matrimonio con il fidanzato musicista, sia tuttora rimasta nel cuore del ragazzo. «A lei auguro ogni bene», ha detto all’indomani dell’assoluzione che ha messo fine per sempre al processo, ma anche, in fondo, al loro legame. Perché ora che sono a tutti gli effetti scagionati per la legge, entrambi possono guardare avanti e lasciarsi alle spalle anche le ombre infamanti del sospetto. Fango che ha sfiorato pure Greta.

«Ci sono tante persone», ha detto lei, «che mi hanno criticata sui social network, ma dopo un po’ di tempo mi sono accorta che sono persone a cui piace vomitare veleno solo per il gusto di farlo». Un giudizio affilato. «Queste persone non hanno alcuna idea delle cose di cui parlano, per questo, sinceramente, non ho mai dato loro alcun peso». L’attenzione, l’amore e le energie sono sempre state tutte per lui, per Raffaele. C’era Greta quando fu fermato in Austria per aver violato il divieto di espatrio, un anno fa, poco prima della nuova sentenza di condanna. E nonostante le voci insistenti di una presunta crisi attorno a Natale, c’era sempre Greta ad attendere la fine di questo calvario giudiziario. «A proposito di momenti difficili», ha raccontato, «le ultime ore prima della sentenza sono state le peggiori». Così non ha sorpreso vederla sempre accanto a lui in aula, nel posto fino a quel momento riservato a Francesco Sollecito, il “suocero”. Ora cosa li attende? Qualcuno sussurra di nozze già in programma, anche se parenti e amici vorrebbero un ritorno alla normalità più soft per un ragazzo così duramente provato com’è oggi Raffaele. Che si schernisce: «Tra un paio d’anni, magari…». Intanto lui e Greta restano inseparabili. Nella buona e nella cattiva sorte.

Redazione

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