Amici 14, Maria De Filippi: La conduttrice ci parla delle caposquadra Emma ed Elisa

Maria De Filippi l’ha definito «l’ennesimo» serale di «Amici», senza dire il numero dell’edizione. Sembra nato ieri, ma sono 14 anni che il talent più longevo della televisione porta in prima serata ragazzi sconosciuti e li trasforma in professionisti di successo.

Oggi sembra normale e scontato, di talent ce ne sono tanti. Ma ai tempi quell’idea fu rivoluzionaria. «Amici» si è preso carico di affrontare i pregiudizi su quale ruolo, per esempio, potesse avere un concorrente come Alessandra Amoroso (o ancor prima Marco Carta) nella musica italiana.

«A legittimare i nomi di “Amici” ha avuto un peso importante la Rai» spiega in conferenza stampa la De Filippi. «Tutto è cominciato quando i programmi Rai hanno iniziato a ospitarli. È stato un percorso in crescita: negli ultimi anni Sanremo ha dato spazio a molti ragazzi usciti da “Amici”, Emma è stata addirittura la co-conduttrice».amici-960x600

Oggi si ricomincia per dare vita a un nuovo serale. Con nuovi volti, nuove storie, nuovo talento. In oltre un’ora e mezza di conferenza Maria De Filippi ha spiegato tutto: il ritorno di Emma e la presenza di Elisa nei panni di direttori artistici, per esempio. Ha raccontato che il trio di giudici è formato da Sabrina Ferilli e Francesco Renga, con l’aggiunta di Renato Zero e Loredana Berté che si alterneranno nelle prime due puntate. Ha raccontato del quarto giudice (diverso per ogni puntata), dello studio rinnovato e ricco di sorprese.

Ha rivelato che gli ospiti della prima puntata saranno i Moda, gli australiani Sheppard (quelli di «Geronimo») e Gianni Morandi. Ha parlato anche della presenza comica fissa di Virginia Raffaele. Insomma, ha parlato di tutti, tranne che di se stessa.

La incontro dopo la conferenza, in una stanza vicina a quella dove si susseguono i casting di «Uomini e Donne». Varcata la soglia della porta, vedo nell’angolo una cuccia e Ugolino, il bassotto che resta sempre al fianco di Maria anche durante il suo lavoro. «Cosa ’ , c’è?» gli dice Maria, mentre Ugolino la fissa. È perplesso, forse per la mia presenza. Mi siedo, faccio un lungo respiro e le pongo la prima domanda.

Come mai ha parlato di questo format ideato e condotto da lei da oltre un decennio senza mai fare riferimento alla sua presenza?

«Non era voluto! (ride) Molti dicono che ho sempre una conduzione defilata, la verità è che durante “C’è posta per te” sono per così tante puntate inquadrata in ogni momento, racconto quasi solo con la mia voce le storie. Qui invece ho delle difficoltà». Quali difficoltà?

«Ho un ruolo marginale. Più che una presentatrice sembro un vigile urbano! Vorrei espormi di più, lo vorrei davvero, ma poi faccio sempre dieci passi indietro». Perché?

«Penso a duemila cose. Se faccio i complimenti a un ragazzo di una squadra mi sento in dovere di farlo anche all’altra. Magari penso di parlare delle esibizioni in scaletta, ma poi non voglio accavallarmi al ruolo dei direttori artistici. Insomma, cammino sui vetri».

Quanto è importante la presenza di Emma ed Elisa, assieme?

«È il primo anno in cui io non so di preciso che cosa accadrà in puntata. Loro si occupano di tutto. Sono autonome, lavorano con i ragazzi al 100%. È la direzione che volevo prendere. “Amici” oggi è un talent puro, dove l’intervento degli autori è ridotto al minimo indispensabile».

Questo non accade in altri programmi simili?

«Gli altri talent, lo posso dire anche per “Italia’s Got Talent” finché l’ho vissuto come giurata, spostano l’attenzione sui giudici, sulle loro dinamiche e sulle loro conflittualità, a volte».

Anni fa anche «Amici» aveva un po’ questa caratteristica.

«Sì, anche noi avevamo Agata che litigava con la Celentano per il collo del piede e di recente ci sono state tensioni tra i capisquadra. Ma “Amici” è l’unico talent italiano che può cambiare. Grazie al pubblico e ai giornalisti ho capito qual è la strada migliore da percorrere».

Oggi c’è la gara, certo, ma è più che altro un grande spettacolo.

«Anche qui la tv ha fatto un passo indietro lasciando che il talento di Giuliano Peparini (direttore artistico dello show, ndr) invadesse la scena con soluzioni che appartengono al teatro. Questa è una grande occasione per i talenti. Non portano sul palco quello che sanno già fare, ma molto di più».

In conferenza si parlava dei pregiudizi sui talent superati dai fatti. C’è ancora qualche passo da fare?

«Mi ritengo più che soddisfatta. La realtà di questi anni ha superato l’immaginazione. Oggi quando si parla di “panorama musicale italiano” vedo nella lista molte persone che sono nate qui».

Il fatto di aver tenuto a battesimo tanti artisti di successo non crea ansia di averne sempre di nuovi?

«Non è scritto da nessuna parte che ogni anno un talent come il nostro debba creare un grande nome del canto o della danza. Ricordiamoci che vivono di musica anche quelli che non sono in cima alle classifiche, vivono bene anche i ballerini di seconda fila. L’importante è lavorare, non essere per forza i numeri uno».

Che creatura è «Amici» oggi?

«È come un ragazzino che ha voglia di fare casino. E quando intendo che vuole fare casino, lo vuole fare davvero. È un figlio ribelle che non ha paura delle apprensioni della sua mamma».

A proposito, lei oggi è considerata la «mamma» di tantissimi ragazzi.

«Per loro fortuna non vengo considerata la loro mamma naturale! (ride)».

Come fa a gestire 14 anni di «figli artistici»?

«È impossibile! Il lavoro mi assorbe quasi completamente, ho tante cose da fare. Non riesco a stare dietro a tutti, anche se lo vorrei. I rapporti con i ragazzi sono fatti di piccole cose, come questo messaggio che mi ha inviato Valerio Scanu proprio qualche minuto fa (mette gli occhiali e legge, ndr). “Ciao Maria, so che sei molto impegnata. Volevo dirti che sono a Roma per il mio spettacolo. Se per caso ti liberi, io ti aspetto. Valerio”. Vede? Sanno già che purtroppo posso dedicarmi a loro per poco tempo. L’hanno capito e mi rispettano. A volte basta una parola d’aiuto, un consiglio su una direzione artistica da intraprendere. Magari anche solo sentire la mia voce».

Redazione

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