Elisa: Amici è come una Ferrari ma appena entri ti senti a casa

Quando è arrivata ad «Amici» come ospite nel 2014 i Dear Jack sono rimasti folgorati. Non hanno fatto che parlare di lei per mesi.

«Ho sentito subito la loro voglia di crescere, il sogno che avevano tra le mani. Hanno un entusiasmo contagioso».

Come ha accettato di entrare ad «Amici»? «Mi hanno chiamato proponendomi l’idea. Ho pranzato con Maria e mi ha spiegato di cosa si trattava e io ho spiegato quali erano le intenzioni che avevo accettando quel ruolo». Qual era il suo desiderio?

«Essere come un giardiniere che coltiva delle piante per farle fiorire. Volevo che il mio contributo critico potesse essere sempre costruttivo, mai distruttivo. Volevo infondere l’energia giusta ai giovani talenti. Le intenzioni coincidevano. Anche se all’inizio ero terrorizzata».blogdicultura_45576426d28e670c7af837dd9b5d4301

Perché?

«Perché la mia carriera è stata da sempre molto slegata dalla tv. Di “Amici” mi è piaciuto il fatto che è un contenitore lussuoso ma con un contenuto “ruspante”. È una Ferrari nella quale entri e ti senti a casa. Mi sono sentita a mio agio fin dal primo minuto». Quando ha conosciuto Emma?

«Le ho chiesto di cantare con me in un concerto all’Arena di Verona. Ho sempre amato quel suo modo genuino e di cuore, il calore che sa dare sul palco. Facciamo generi diversi, ma abbiamo intenzioni parallele. Oggi mi porta fuori a bere quando sono ancora lì nelle casette. Dice che lavoro troppo e che nella vita ci vuole anche un po’ di piacere. Io nel lavoro sono fatta così: sono la prima che entra e sono l’ultima che esce». Cosa ha scoperto di Maria che non sapeva? «Io sono ansiosa, lei è come un maestro zen. Se ha fatto un castello di sabbia e le viene distrutto, lei non si arrabbia e lo costruisce ancora più bello. Mi sta aiutando a vivere le cose con più calma e in modo ironico. Infatti mi prende sempre in giro».

Cosa la diverte di più di questa esperienza?

«Mi fa sorridere che qui a Roma è come un parco giochi. In pochi metri quadrati si prova, si vive nelle casette, si suona, si fanno le riunioni, si va in mensa e poi in onda. È un labirinto bellissimo, la Paperopoli di chi canta e balla».

Redazione

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