Emma Marrone: Elisa mi dà una carica pazzesca, è il motivo per cui sono tornata

In questo periodo è più bella del solito.

«Sono tanto felice, mi creda. Mi sveglio la mattina e ho l’entusiasmo di una bambina. Maria, come dice Alessandra Amoroso, è la mia seconda mamma. La mia collega dei Blu, invece, è il motivo cardine per cui ho accettato questa nuova sfida. Elisa mi dà una carica pazzesca».

Complicità tra donne?

«È molto di più. Per chi fa musica avere vicino una persona con la sua bravura è un’occasione di crescita continua. Siamo diverse, ma c’è rispetto umano e professionale. Ho un sogno che ancora non le ho detto, vorrei registrare un brano con lei».

Quest’anno, rispetto a due edizioni fa, la vedo più materna.Emma-marrone

«La distanza d’età con i ragazzi arriva anche ai 10 anni, sto diventando vecchia (ride). Mi sento protettiva con loro e ho un carattere forte. Posso essere anche dura come un pugno, se serve».

Non sarà un po’ troppo severa?

«I ragazzi hanno capito che lo faccio per il loro bene. Non dimentico che sono lontani da casa da molto tempo e sono fragili. Voglio renderli più forti e ci sarà il momento in cui arriveranno anche le carezze. La storia di “Amici” lo insegna: gui dentro è difficile, ma fuori è molto peggio».

Per il serale ha lavorato molto sul concetto di squadra.

«Meglio non avere solo nomi fortissimi, ma le giuste persone che sanno lavorare in gruppo e vivere in armonia nelle casette. Meno scaramucce ci sono, meglio è».

Come gestirà la tensione della gara?

«Con Elisa siamo d’accordo, vogliamo vivere questa esperienza non come capitani di squadre avversarie, ma come piloti che viaggiano in parallelo per dare vita a un grande serale». Lei non si ferma professionalmente da almeno due anni, come fa?

«Non credo che sparire sia il segreto per farsi attendere. Se a 30 anni ho la possibilità di lavorare, lo faccio. Sono tanti i no che dico ogni giorno, ma non rinuncio alle opportunità. Sono come molti ragazzi italiani oggi, ho voglia di fare».

Non dev’essere facile tenere tutto in piedi.

«Non è facile. In questo lavoro bisogna trovare degli eguilibri. lo sono Emma, l’artista, ma sono anche Emmanuela, la ragazza che non trascura la famiglia e va a fare la spesa prendendo la metropolitana. Non voglio perdere il contatto con la realtà, mai. Lo faccio per me e perché, nella musica, poi si sente».

Redazione

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