Amanda Knox, “Sono innocente, ma in Italia non tornerò mai più”

Innocente. Questa volta definitivamente. Per davvero. Senza ombra di dubbio. Il verdetto per il processo di Amanda Knox è arrivato nella notte. E in tempo reale ha raggiunto Seattle dove la ragazza stava aspettando il verdétti) con i suoi avvocati americani, con il suo fidanzato e futuro marito Colin Sutherland e la sua famiglia. Quella stessa famiglia che le è stata sempre accanto. Fin dal primo minuto, quando finì in carcere a Perugia per quel sospetto, ora confermato, che la voleva spietata assassina dell’amica e coinquilina Meredith Kercher. Una gioia incredibile, come lei stessa ha dichiarato a caldo. “Ho ripreso in mano la mia vita – ha commentato – Sono enormemente sollevata e grata pala decisione della Cassazione italiana. Come ho sempre detto avevo la consapevolezza delta mia innocenza, e questo mi ha dato la foi’za nei tempi più bui di questo calvario.Amanda Knox

Ho avuto inestimabile sostegno della mia famiglia, degli amici e di sconosciuti. Ora sono felice ‘. Non è mancato un ricordo della vittima: “Meredith era una mia amica. Meritava moltissimo nella vita. Io sono quella fortunata ‘. Non parla subito di futuro Amanda: “Non lo so, sto ancora assorbendo il presente, un momento che è pieno di gioia3. Tanta gioia quindi, dopo anni di sofferenze, dopo il carcere, dopo gli infiniti processi. La pace dopo Pincubo. Eppure la sentenza non era così scontata, anche se Amanda aveva sempre urlato, spesso inascoltata, la sua innocenza. Poche ore prima del verdetto Amanda aveva risposto alle domande di un cronista americano. E ora quell’intervista, fatta quando la ragazza ancora non sapeva se sarebbe riuscita a dimostrare la sua estraneità allomicidio dell’amica, assume ora un gusto tutto particolare. Perchè, in quel momento Amanda era tuttaltro che serena. E forse, che alla fine i giudici avrebbero riconosciuto la sua totale innocenza, non ci credeva più neppure lei.

E: Amanda, cosa si aspetta dalla Cassazione italiana?

Non lo so. Spero che mi giudichino innocente, lo sono innocente. Ma ho paura. Ho l’impressione che i giudici e l’opinione pubblica italiana mi abbiano voluta colpevole fin dal primo momento e non so più come dirlo: io so come sono andate le cose. Io sono innocente, Raffaele è innocente. A uccidere la povera Meredith è stato solo Rudy Guedè. Ne sono certa. Come devo dirlo. Io sono innocente, non ho ucciso nessuno.Ma ho paura. Non riesco a smettere di piangere…

E: Accetterà di tornare in Italia se fosse ritenuta colpevole?

No. Non tornerò mai volontariamente in Italia. Non tornerò più. Mi sento come travolta da un treno mi aspettavo molto meglio dal sistema giudiziario italiano. I giudici mi hanno trovato innocente una volta, come possono dire adesso che sono colpevole senza ombra di dubbio? Perfortuna in America non si può essere processati di nuovo per lo stesso reato. Mi appellerò a questo per non tornare, lo credo che in Italia non abbiano processato me, ma il personaggio Amanda Knox, quello creato dai media. Da quando hanno trovato il corpo di Meredith ogni singolo movimento che facevo, ogni espressione del mio volto era analizzata. Sempre in chiave colpevolista: “Guarda come bacia il fidanzato mentre la sua amica è morta”, “Guarda come sorride”, “Guarda che si è truccata gli occhi”. E tutto questo, alla fine, distraeva dalla presentazione e dall’analisi delle prove.

E: In una recente intervista qui in America ha detto che se vorranno riportarla in carcere in Italia dovranno venire a prenderla di peso…

Sì, io non tornerò più. Lotterò fino alla fine. Dovranno venire a prendermi qui gli italiani. E spero veramente che la gente cerchi di capire che c’è un procuratore accanito, un’inchiesta faziosa, e interrogatori coercitivi. Questo è quello che è successo in passato e quello che, ho paura, possa succedere anche in cassazione. No, in Italia non torno…

E: È vero che è incinta?

Scusi?

E: Dicono che lei aspetta un bambino.

No comment. Anche se fosse vero non lo direi certo a lei.

E: Potrebbe essere un buon metodo per non rischiare l’estradizione…

Guardi, intanto vediamo come va a finire il processo. .. Lo vede, mi date per colpevole prima che lo decidano i giudici. È così dall’inizio di questa storia.

E: Quindi resterà a Seattle. L’accusano di fare la dolce vita. Di avere un fidanzato, di lavorare come giornalista, di frequentare locali ed amici. E di aver scritto un libro per sfruttare questa storia…

Anche qui. Tutti pregiudizi, tutte cose non vere. Io ho una vita semplice, come tutte le ragazze della mia età. Non è un delitto avere un fidanzato, desiderare una famiglia, cercare di fare un lavoro che mi piace. E il libro racconta solo la mia storia. Non mi sembra proprio che si possa parlare di vita sopra le righe. Anzi, Rispetto a com’ero prima di arrivare a Perugia, sono ombrosa, perfino timida. Se nè accorta anche la mia famiglia. Soprattutto mio padre. Vhv con un paio di gatti, Tornito e Àmie| e la mia casa non è certo una reggia con piscina. Il mio ragazzo abita poco lontano ma non viviamo ancora insieme. Altro che dolce vita, io sono una persona semplice…

E: Ha avuto modo di sentire recentemente Raffaele Sollecito?

Non di recente. Ma quando l’ho sentito era più ottimista di me. So che lui ha scelto di esserci. Gli auguro ogni bene e ogni fortuna. So che lui, come me, ha la sua famiglia che lo sostiene. Ma lui è vulnerabile, se lo arrestassero sarebbe una tragedia. Raffaele c un ragazzo speciale, splendido. E io non dimentico quello che ha fatto per me: avrebbe potuto scaricarmi, raccontare bugie, tirarsene fuori a spese mie. Non l’ha fatto,. Ha una sua etica morale, ed anche molto religioso e questo credo lo aiuti molto. Io sono meno ottimista, mi sono illusa in passato che la verità venisse riconosciuta. Ho sempre amato i romanzi gialli, ora ho scoperto come è facile finire a viverci dentro. Ma sono sicura che prima o poi la verità verrà fuori…

E Ma lei cosa si sente? Il verdetto sarà colpevole o innocente?

Io mi aspetto quello che aspetto dal 2007: che venga riconosciuta Li mia innocenza, che si stabilisca una volta per tutte che non ho ucciso la mia amica Meredith. Mi aspetto giustizia, per Meredith, soprattutto. Ma anche per me e Raffaele che siamo le altre vittime di questa tragedia.

E: Ha detto di aver scritto una lettera alla famiglia di Meredith…

Io capisco quello che stanno passando, mi dispiace far parte mio malgrado di questo incubo. Il fatto che non sappiano cosa sia realmente successo è orribile. So che loro pensano che sia stata io. Quando li ho visti in aula al processo di Perugia volevo salutarli e ho chiesto ai miei avvocati se poteva farlo. Loro hanno detto di no. Ma io vorrei ancora parlare con loro, dirglielo direttamente che io non centro con la morte di Meredith, che le volevo bene e che eravamo amiche. Trovo orrendo che mi credano l’assassina della loro figlia, che siano convinti che làbbia uccisa io. Ma se verrò dichiarata innocente sarà il momento di parlare loro. Io ci tengo moltissimo. Voglio abbracciarli perché soffro del loro stesso dolore. Spero succeda dopo che la mia innocenza sarà stata definitivamente riconosciuta. Io non ho ucciso la loro Meredith.

E:Ma cosa è successo secondo lei quella sera? Secondo il procuratore generale di Firenze il movente non riguarda più un gioco sessuale, ma a una lite scoppiata con Meredith perché Rudy non aveva tirato l’acqua nel bagno…

Io e Meredith non avremmo mai litigato per queste cose. E se anche Rudy avesse sporcato il bagno io che colpa ne avevo? Làvevo visto due volte di sfuggita, Raffaele addirittura non l’ha mai incontrato. E senza conoscerlo avremmo partecipato ad un omicidio con lui? A un gioco sessuale a quattro? Sono tutte congetture. Non ci sono prove…

fcLei odia gli italiani?

Io non odio nessuno. Ne ho trovati tanti, anche in carcere, pronti a credermi e a starmi vicini. Certo che molti parteggino per me. Ma come in tutti i posti ci sono i buoni e i cattivi. E spesso si finiscono per ricordare di più chi ti ha fatto del male. Gli italiani si aspettano che io sia piena di odio nei loro confronti, ma, se avessero loppor-tunità di leggere il mio libro (Waiting to he he-ard, ndr), scoprirebbero che non è cosi.

Non è vero.

In Italia ho visto cose bellissime. Altre meno. Normale, no? Mi piace meno il vostro sistema giudiziario. In un tribunale italiano c molto difficile difendersi. Perché da voi non sta all’accusa provare se sono colpevole, sta a me provare che sono innocente. Difficile. Soprattutto quando i giornali ti hanno già processato e condannato disegnandoti come una sorta di cartone animato malvagio, una dark lady improbabile e inesistente.

E:Tutta colpa dei giornali, quindi?

Non ho detto questo. Anzi. Dico solo che il tuo comportamento può essere manipolato per rafforzare il sospetto che sei colpevole. Soprattutto se questo fa audience. Prendete per esempio le famose immagini girate fuori dalla villetta il giorno in cui venne trovato il corpo di Meredith. Sono state tagliate, montate e ripetute ossessivamente, iti modo da mostrare i baci tra me e Raffaele. Il messaggio nascosto era chiaro: “Quella è colpevole, la sua amica è morta e lei non fa altro che baciarsi”… Ma ci sono baci e baci. Raffaele mi baciava per consolarmi: visto che ancora parlavo poche parole d’italiano, quello era un modo per starmi vicino.

£ Amanda, c’è un’ultima cosa che vorrebbe dire prima di sapere come andrà a finire?

Che io non ho ucciso nessuno. E ánchese venissi dichiarata colpevole questo resterebbe per sempre la mia verità. Se io e Raffaele fossimo stati in casa Meredith sarebbe ancora qui perché Vìvremmo difesa. Io sono innocente. Spero che lo capiscano anche i giudici…

Detto e fatto! Poche settimane dopo quest’intervista la ragazza è stata definitivamente assolta dalla Corte di Cassazione che l’ha completamente scagionata da ogni accusa e da ogni sospetto liberandola una volta per tutte da questo incubo iniziato quel 2 novembre del 2007. Buona vita, Amanda Knox…

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi