Antonella Clerici: “Io e Maria De Filippi siamo due persone leali”

Il destino cinico e baro, specie per la più giovane, mette ancora una volta in guerra televisiva, una contro l’ altra, due donne piuttosto simili. Sabato 11 aprile, in prima serata, si scontreranno la corazzata Amici contro la temeraria prima volta di Senza Parole, un nuovo programma dedicato ai sentimenti inespressi («Per carità, non è la novità del secolo, i sentimenti si declinano sempre allo stesso modo», ammette la timoniera, con onestà esemplare).

Si batterà contro Maria De Filippi

Ci sembra già di sentire il coro delle obiezioni: come si possono accomunare Antonella Clerici e Maria De Filippi? La Clerici palpita in diretta, incapace di mentire, e a La prova del cuoco si capisce dal primo battito di ciglia se la figlia Maélle la sera ha fatto i capricci per non mangiare l’insalata, oppure se quel mattino ha discusso con Eddy Martens, suo compagno.Photo Call ''Ti Lascio una Canzone''

La De Filippi, al contrario, ha fatto di una conduzione “cool” la sua cifra stilistica, e persino nella fisicità un po’ androgina parrebbe il contrario della femminilità morbida di Antonella. Solo a un primo sguardo,  perché basta una chiacchierata con Antonella, 51 anni, per capire invece che ciò, che accomuna lei “, e “Maria la Sanguinaria”, a parte la generazione, è soprattutto una caratteristica oggi insolita: la Clerici e la De Filippi sono entrambe, anacronisticamente, persone molto serie. “Secchione”, si sarebbe a scuola, le due si portano dietro il retaggio calvinista di una Lombardia operosa e antica, che nulla ha a che vedere con gli slogan del politico sciacallo di turno.

«Vengo dalla provincia (Legnano, ndr), da una terra dove è scontato doversi meritare quello che si vuole ottenere», racconta Antonella. «La mia è la classica famiglia media italiana, che mi ha insegnato a studiare e a lavorare seriamente. Non a caso, sono disciplinatissima e conduco una vita quasi militare: non vado alle feste; sto con la mia bambina e non esco mai la sera, perché se sei impegnato in un programma quotidiano e fai le ore piccole, il giorno dopo sei morto. Insomma, ho un senso del dovere innato…».

Proprio come la tua “rivale”.

«Maria quasi più di me. Perché lei, oltre che essere una conduttrice, è a capo di un’azienda di produzione televisiva, è anche un’imprenditrice insomma, cosa che io non po-irei mai fare, non è nelle mie corde. Sì,  abbiamo tante cose in comune, nonostante la mia conduzione sia più passionale della sua.

Siamo entrambe persone leali».

Nel metterti contro Amici, prevale 1’ adrenalina della battaglia oppure la paura del tonfo?

«La paura del tonfo certamente no, perché ormai sono abituata a scontrarmi con Maria. O c’è Amici, o C’è posta per te, o Tu si que vales…».

«Verrà a trovarci anche Arisa»

Quest’anno, poi, ad Amici Maria De Filippi ha voluto in giuria Sabrina Ferilli, Francesco Renga e anche Renato Zero, quindi si beccherà l’indotto dei sorcini…

«Infatti, Maria così si prende anche la mia generazione!».

Mentre, stando ai “si dice”, alle voci di corridoio, il tuo programma Senza Parole rischia di non andare in onda neppure nella data prevista, perché la scenografìa non sarebbe pronta. Insomma, potrebbe diventare il simbolo di una Rai in piena crisi. È vero?

«A costo di andare in onda senza scena, io parto ’il come previsto! Credo che ognuno debba prendersi le proprie responsabilità. Filippo Cipriano, il capo progetto, sta lavorando da un anno e mezzo su questo programma, sarebbe assurdo lasciare ad Amici due o tre puntate di vantaggio! Magari non saremo perfetti, ma i contenuti ci sono, e gli spettatori scopriranno anche | un linguaggio molto innovativo. Nella prima puntata, verrà a trovarci Arisa, e non posso farvi altri nomi solo perché nel meccanismo del programma devono restare una sorpresa».

Nonostante queste difficoltà, ti senti ancora un personaggio ontologicamente Rai o hai la tentazione di provare altri precorsi?

«Io mi sento ancora una donna Rai, perché sono nata e cresciuta qui, ma certo adesso non nego sia molto dura, a causa della burocrazia, soprattutto. Però dico sempre quello che penso, con lealtà, ma lo dico, perché patisco quando non c’è una corrispondenza tra il mio impegno e i risultati. So che è dura per tutti, intendiamoci, anche a Mediaset: da quel che ci si racconta tra colleghi, hanno problemi di mezzi, e Maria è un’isola felice».

«Maélle va alla scuola francese»

Potresti un domani lavorare per lei, visto che ci hai ricordato prima che è anche una produttrice?

«Non lo escludo, in futuro…».

Quando ti tocca una sfida dura come quella che stai per affrontare, chi ti sostiene di più? Il tuo compagno?

«Eddy (Martens, ora procuratore sportivo, ndr) è decisamente protettivo nei miei confronti e se qualcuno mi tocca, metaforicamente parlando, lui lo sbrana, reagisce a muso duro sul serio! Ma con me, invece, è molto duro, per lui tutto è sempre perfettibile. Uno dei nostri siparietti tipici è che arrivo a casa distrutta dalla stanchezza di una diretta, giusto per fare un esempio, e mi aspetterei una coccola. Invece, lui se ne esce dicendo: “Era una vera merda!”. E ti elenca tutti i difetti. Allora io lo blocco, e gli dico: “Caro, per favore! Almeno soggetto, predicato e complemento. Prima mi dici: ‘Sei stata molto brava’ e poi: ‘Però questa cosa mi è piaciuta meno’, perché se sei così tranchant, mi fai incavolai !”».

Siete una coppia molto vera, insomma. E la tua bambina?

«Maélle ha cominciato quest’anno la scuola, l’ho iscritta a quella francese, in modo che possa conoscere bene anche la lingua del padre, che è cresciuto a Bruxelles. Sono molto felice che faccia parte con serenità di una società multietni-ca. Viaggerà tanto, parlerà le lingue. E, quindi, un bene che frequenti una scuola dove ci sono bambini musulmani, ebrei, bianchi, neri e gialli».

Maélle è una bimba figlia di una coppia mista. Temi il razzismo nei suoi confronti?

«No, perché cerco di vedere le cose anch’io come le vede lei. I bambini non hanno innata la percezione della differenza, per loro siamo tutti uguali. Per farvi un esempio: Maélle non mi ha mai chiesto perché la nonna (la madre di Martens, congolese, ndr) è nera e il nonno (belga, ndr), invece, non lo è».

«Non sono mai schiava di niente»

A proposito, vai d’accordo con tua suocera?

«Molto! Non vi nascondo che all’inizio credo abbia avuto le sue belle diffidenze. Da madre, vedere il figlio che lascia il suo lavoro e il suo Paese per una donna più grande di 12 anni non è semplice. Ma poi mi ha conosciuta, e mi ha capita. E vado molto d’accordo anche con i fratelli di Eddy: loro sono in quattro, una famiglia molto unita, e quasi quasi sono io, adesso, quella che ha il compito di tenere il filo dei rapporti tra Eddy e la sua famiglia. Sua sorella maggiore parla bene l’italiano e siamo amiche».

Sui social gira voce che sorprenderai tutti con un cambio di look.

«Chissà perché! Non è vero: sono tornata solo al mio riccio, certo meno selvaggio di quando ero una ragazza, perché alla mia età tutto va dosato, ma ero statica di lisciarmi. Nella vita non sono mai schiava di niente e di nessuno, vi pare che debba essere schiava della piastra?».

Redazione

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