Guerrina Piscaglia: In un piccolo cimitero nell’aretino individuati resti femminili, sono quelli della donna scomparsa un anno fa?

Alla fine l’hanno trovata. Pochi resti, nascosti in un piccolo cimitero di campagna. Di Guerrina Piscaglia, cinquantenne di un piccolo paese dell’aretino, Ca’ Raffaello, non si sapeva più nulla dal primo maggio 2014. Ora la polizia ha rinvenuto alcune ossa, con ancora attaccate parti di cartilagine: sono compatibili con il corpo di una donna.

Quel giorno di festa 2014, Guerrina si pettinò e si vestì bene, il paese era semideserto, erano quasi tutti andati a una sagra in una frazione vicina. Fu vista l’ultima volta davanti alla piccola chiesa del paese: il parroco era padre Gratien Alabi, di origine congolese, 46 anni. Un uomo chiacchierato, amante dei vestiti eleganti e delle belle donne. La sera del 1° maggio il marito di Guerrina, Mirko Alessandrini, denunciò la scomparsa della moglie. Gli inquirenti pensarono, in un primo momento, a un allontanamento volontario. Ma poi a farsi strada dopo molti, in paese, raccontarono che tra la donna e padre Gratien esisteva un rapporto molto stretto. Nel cellulare del parroco furono trovati 4 mila sms scambiati tra lui e Guerrina: la donna ne aveva spediti solo venti, il parroco 3.880. Padre Gratien venne interrogato. Per il pomeriggio del 1° maggio presentò un alibi. Una donna del paese testimoniò: «Era con me quel pomeriggio». Dal canto suo, il marito di Guerrina raccontò che la sera prima della sparizione, lui e sua moglie erano insieme con padre Gratien e con un altro fantomatico personaggio, un venditore ambulante di origine africana.

Un uomo che girerebbe a bordo di una Renault Twingo gialla, ma che in paese nessuno in realtà ha mai visto. «Depistaggi», hanno commentato gli inquirenti. Che hanno iscritto Mirko Alessandrini nel registro degli indagati con l’ipotesi di falsa testimonianza. Per padre Gra-tien, a cui la procura di Arezzo ha intimato di non allontanarsi dall’Italia, è invece scattata l’iscrizione come indagato per sequestro di persona. Anche perché, pochi giorni dopo la scomparsa, il telefono cellulare della donna si rianimò improvvisamente per mandare messaggi sospetti: “Sono stanca di mio marito, tornerò a prendere Lorenzo”. Lorenzo è il figlio disabile ventisettenne della donna. Il messaggio arrivò alla madre di Guerrina. Il 25 luglio, lo stesso telefono di Guerrina inviò un altro sms, questa volta al cellulare di una parrocchiana: “Tu hai parlato male di un uomo di Dio, mentre io sono scappata con il mio amoroso”. Inspiegabilmente però il messaggio arrivò anche al telefono di un prete il cui numero compare nella rubrica di padre Gratien. Che fosse avvenuto un errore di invio?

Ma ci sono anche altri elementi che hanno spinto gli investigatori a puntare le attenzioni su padre Gratien e su Mirko Alessandrini. Le analisi delle celle telefoniche hanno confermato che il 2 maggio il cellulare di Guerrina seguì esattamente il percorso che padre Gratien e Alessandrini compiono per recarsi a un funerale. Che il cellulare di Guerrina fosse quel giorno in mano proprio a uno dei due uomini? Di più: il 2 maggio, padre Gra-tien e Mirko Alessandrini si stavano recando proprio nel piccolo cimitero di campagna dove ora sono state ritrovate le ossa che potrebbero appartenere alla donna scomparsa. Il mistero resta fitto. Ma se verrà confermato che i resti rinvenuti sono proprio di Guerrina Piscaglia, forse si riuscirà finalmente a fare un po’ di luce.

Redazione

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