Charlene in esilio per i figli Jacques e Gabriella

La sua assenza al Ballo della Rosa, ufficialmente motivata da un malanno della piccola Gabriella, ha scatenato pettegolezzi e illazioni che neppure l’apparizione al fianco del marito alla tradizionale veglia pasquale ha placato. Un ventaglio di supposizioni, da «deve ancora recuperare la forma fisica» al più maligno «soffre di depressione post partum», passando per il grande classico «tra lei e Alberto è sceso di nuovo il gelo».

Difficile arrendersi alla rivoluzionaria idea che una neo mamma possa preferire biberon e pannolini a flûte e frusciare di seta della più importante serata mondana dell’anno in città. Eppure, tant’è. Mentre Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo guadagnavano la ribalta con il “non” annuncio di nozze imminenti, la principessa Charlene se ne stava davvero in tuta e ciabatte a vegliare i suoi gemelli nella villa di Saint-Jean-Cap-Ferrat, affittata per scappare ai fastidiosi lavori di ristrutturazione del Palazzo sulla Rocca e nella tenuta di Roc Agel, regalo di Alberto alla famiglia in occasione del suo decimo anno di regno. Un buen retiro di mattoni chiari e vegetazione rigogliosa tutt’intorno che l’ex nuotatrice sudafricana ha preferito all’appartamento di città messole a disposizione dalla cognata Stéphanie, ormai sempre più campagnola e sempre meno monegasca.

Desiderosa, dopo un lungo attendere, di non perdere neppure un istante dei primi battiti di vita dei suoi bimbi, a Charlene non è parso vero trasferire pupi e bagagli via da quella corte tutta regole e correnti alla quale lei non si è mai davvero uniformata, una corte che almeno in parte continua a vederla come totalmente inadeguata al ruolo. Una fuga a lungo ragionata che se ha avuto lo svantaggio di separarla dal marito con tutti i pettegolezzi del caso – pare che dall’inizio di febbraio a oggi Alberto si sia fermato a dormire a Saint-Jean-Cap-Ferrat solo un paio di volte – sta consentendo alla principessa di recuperare le forze senza tutte quelle pressioni cui è stata sottoposta nei primi quattro anni di matrimonio per via dell’erede che tardava ad arrivare.

E che Charlene preferisca di gran lunga una vita lontano da Monaco lo testimoniano anche le attenzioni che la principessa sta mettendo più che nel riammodernamento del Palais Princier, che mantiene ancora l’impronta del decoratore George Stacey scelto da Grace su consiglio della giornalista di moda Diana Vreeland, compresa la nursery con sagome degli eroi Disney e i mobili appartenuti a Henri de Toulouse-Lautrec, nel palazzo di Roc Agel, la dimora sulle colline de La Turbie che Ranieri III regalò alla moglie nel 1957 dopo la nascita della primogenita Caroline e che, a parte alcune piccole modifiche, mantiene le atmosfere country volute dall’attrice. Come raccontato da Alberto in un’intervista a People («Io ho solo dato qualche consiglio»), è la principessa che si è fatta interamente carico del progetto, con un deciso approccio hi-tech negli interni, stando alle poche indiscrezioni trapelate.

Amante della vita all’aria aperta, a contatto con la natura e gli animali -Roc Agel ospita ancora la fornita scuderia tanto cara a Grace – Charlene è intenzionata a far crescere i figli all’ombra del Trofeo delle Alpi eretto a La Turbie in onore dell’imperatore Augusto. Lì, confidando nella fine dei lavori, la famiglia si trasferirà il 10 maggio, giorno del battesimo solenne di Jacques e Gabriella nella cattedrale di San Nicola, con parata dalla chiesa al Palais a raccogliere gli omaggi dei sudditi. Giorno in cui Charlene tornerà a farsi vedere in pubblico, per poi sparire di nuovo.

Redazione

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