Valeria Marini rivela perché ha ottenuto in tempi record l’annullamento delle nozze dalla Sacra Rota

I fatti parlano chiaro: Valeria Marini ha chiesto e ottenuto in tempi record l’annullamento del matrimonio con Giovanni Cottone, celebrato nel maggio 2013 e durato solo pochi mesi, da parte del Tribunale ecclesiastico della Sacra Rota. Cottone, che Valeria sapeva sposato solo una volta in Comune, in realtà era già stato sposato in chiesa anche con un’altra donna e da questo matrimonio ha avuto due figli. Di tutto questo Valeria non ne sapeva nulla. Ed è questo il motivo che ha invalidato le nozze.

Valeria, qualche giorno fa, ha raccontato la sua versione dei fatti a Porta a porta, mentre Cottone è intervenuto in trasmissione attraverso un laconico comunicato. Però poi non è riuscito a trattenere lo sfogo: «Quelle di Valeria sono tutte panzane», ha detto a Visto. Chi mente? Chi ha ragione? Ecco i fatti raccontati dalla Marini e da Cottone.

Valeria dice: «Sono stata ingannata, perché ho creduto in un amore che si è rivelato un equivoco. Sapevo che il mio ex marito era stato già sposato civilmente e che aveva un figlio, ma non ero assolutamente a conoscenza di un matrimonio ancora precedente, celebrato in chiesa e dal quale erano nati i suoi primi due figli. Ho scoperto la verità attraverso una lettera anonima. È riuscito a nascondermi una famiglia, due figli.

Non ha tradito solo me e tutto ciò in cui credo, ma ha mentito davanti a Dio».

La versione che Cottone fornisce è molto diversa: «Le pare che avrei mai potuto nascondere due figli ai quali sono legatissimo? È vero: 39 anni fa in prime nozze mi sono sposato in chiesa, ma il matrimonio è finito presto e ho chiesto l’annullamento. Soltanto ora ho saputo che, per un vizio di forma nella procedura dell’annullamento, il matrimonio era ancora valido. Valeria era a conoscenza sia di queste mie prime nozze, sia dei miei figli. Tutto ciò non può cancellare l’investimento sentimentale e anche economico che il matrimonio con Valeria ha comportato. Io di Valeria sono stato veramente innamorato, volevo renderla felice e per lei ho fatto il possibile e l’impossibile».

Possibile che un amore durato anni sia diventato un incubo subito dopo il matrimonio? Valeria ne è convinta: «Credo che lui mi abbia sposata per la mia popolarità. Mi ha puntata e mi ha avuta. Io ero un perfetto biglietto da visita. Era attentissimo, premuroso come nessun altro. Dal giorno dopo il matrimonio, invece, si è mostrato un altro uomo, mi ha tolto il sorriso. È diventato aggressivo, distante. Tra noi è mancato da subito un progetto di vita da condividere. È stato detto che c’erano degli attriti con mia madre, ma lei non c’entra niente. E io non gli ho mai dato motivi di essere geloso, gli ho pure prestato dei soldi. Lui voleva solo farsi pubblicità». Cottone, incisivo ed enigmatico, chiude il discorso con poche ermetiche parole: «Una donna di fede si comporterebbe diversamente».

Viene da chiedersi, allora, come mai Pina, l’ex moglie di Cottone, che tanto pare odiarlo, non ha mai detto nulla in tutto questo tempo. Possibile che nessuno sapesse? Quando lo scorso anno la notizia della separazione era arrivata come un fulmine a ciel sereno, Valeria aveva pubblicamente confessato di voler chiedere l’annullamento perché il matrimonio non era stato consumato. Eppure, entrambi avevano raccontato sei anni di passione durante il fidanzamento.

Un’altra domanda, infine, resta nell’aria. Prima del matrimonio i futuri sposi devono presentare le pubblicazioni atte a escludere qualsiasi tipo di impedimento. «Il parroco deve provvedere all’affissione delle pubblicazioni perché tutti i fedeli sono tenuti a segnalare al parroco o al vescovo competente eventuali impedimenti che contrastano con una valida celebrazione nuziale», spiega l’avvocato rotale Davide Venturini. «Il parroco deve fare un’istruttoria articolata, comprensiva della verifica dei documenti, tra cui lo stato libero religioso e civile. Cottone per le nozze in chiesa ha dovuto presentare il documento di matrimonio precedente, perché tutti sapevano che, almeno civilmente, era già stato sposato. Insomma, suona un po’ strano che questo documento di un precedente vincolo anche religioso giunga all’improvviso».

Quando monsignor Gioia, che ha celebrato le nozze di Valeria con Cottone nella Basilica dell’Ara Coeli in Roma, ha chiesto: «Se qualcuno ha qualcosa in contrario a questa unione, parli ora o taccia per sempre», tutti hanno taciuto. Ma non per sempre.

Redazione

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