Paola Saluzzi, La conduttrice di “SkyTg24w, sospesa per una gaffe su Alonso, resiste alla bufera grazie al marito

Ho sbagliato io e basta. Campione, disculpame». Non aggiunge altro, mentre andiamo in stampa, Paola Saluzzi, accanita tifosa della Ferrari, sospesa da Sky, dove conduce SkyTg24 pomeriggio, per un “pezzo di imbecille” scappatole il 10 aprile sul social network Twitter e diretto al pilota della McLaren Fernando Alonso, da lei (ma non solo da lei) imputato per aver lasciato la scuderia del Cavallino rosso. La confortano, comunque, molti messaggi di solidarietà p sullo stesso Twitter scritti dai suoi 1 fans, come le parole del collega chiamato a sostituirla in video, Gianluca I Semprini: «Una delle persone più  corrette ed educate che io conosca». Le dà, soprattutto, grande forza la serenità sentimentale, da quando il suo destino si è incrociato con quello del giornalista della Repubblica Gabriele Romagnoli.

Che esperienza è stata incontrare l’uomo giusto in questo momento?

«L’amore è sempre diverso a prescindere dall’età di chi lo vive. Leggevo da tempo gli articoli del mio futuro marito sui giornali e amavo le cose che scriveva. Quello che ho notato è che, andando avanti con l’età, togli i fronzoli e miri dritto all’essenziale».

Perché avete voluto sposarvi?

«Tutto viene naturale quando conosci una persona e dici “è lui”. Eravamo a New York per un lungo periodo e, a un certo punto, ci siamo guardati e abbiamo deciso. È stato davvero spontaneo fare questo passo. Credo che la cosa davvero difficile sia mantenere i rapporti. L’amore dura ogni giorno che dura».

Paola, anche lei, come già molte altre donne, a 50 anni sembra vivere una nuova primavera. Davvero questo traguardo non fa più paura alle donne?

«In realtà penso che non abbia mai fatto paura. Mia madre Franca, il faro della nostra famiglia, mi ha sempre insegnato che il compleanno è un capodanno personale. Alla fine i traguardi importanti, come i 40 o i 50, sono più spaventosi visti da lontano che non quando ci si arriva. Ricordo che, quand’ero a scuola, pensavo che nel 2000 avrei avuto 36 anni e immaginavo che sarei stata vecchissima».

Quindi alla sua età non ha ancora smesso di studiare.

«Sono una eterna alunna. A scuola ero la tipica che, se non aveva capito, alzava la mano e chiedeva mentre tutti stavano zitti. Questa “sindrome dello scolaro” mi ha aiutata non solo a mantenere un cuore bambino, che con l’andare del tempo è importante conservare, ma anche a prendere nel giusto modo le critiche. Come mi ha sempre insegnato mia madre Franca, le critiche sono preziose per migliorarsi.

Ricorda una critica che l’ha fatta soffrire?

«Quando lavoravo in Rai mi dicevano che ero troppo buonista. La prima volta che riuscii a dire una cosa poco accomodante a un ospite fu un trionfo».

Sempre più spesso le donne lamentano che, con l’età, si diventa invisibili allo sguardo degli uomini.

«Non temo l’invecchiamento o la ruga. Se un uomo non si accorge della bellezza di una donna con qualche anno in più significa che ha il prosciutto sugli occhi. Detto questo, io non vedo l’ora di diventare una vecchia signora con gli occhiali e gli abiti a fiori. Le donne sono la spina dorsale del mondo, non è certo l’età che le può mettere in disparte.

È gelosa?

«Assolutamente sì. Come dicono gli inglesi hands off, cioè “giù le mani”. Però sono fiera di aver avuto a portata di mano computer e cellulari dei miei compagni, e di essermi sempre rifiutata di controllare. Gelosi o non gelosi, bisogna avere rispetto della privacy altrui».

La maternità, anche adottiva, è un’esperienza che vorrebbe vivere?

«Ho sempre avuto un atteggiamento fatalista verso la maternità. Il desiderio dell’adozione mi ha tentata in alcuni momenti, quando ho fatto dei viaggi importanti e ho conosciuto delle realtà che non possono lasciare indifferenti. Ma magari in quel momento ero single. Sono felice invece di fare la zia di Andrea e Fabrizio, i figli di mia sorella».

Al di là della bufera per l’infelice insulto ad Alonso, che periodo è questo per lei?

«Un periodo ricco di soddisfazioni, di sfide ma anche di cose da imparare. Il programma in cui sono impegnata a lavorare ogni pomeriggio richiede per esempio uno studio approfondito di ogni argomento che viene trattato. Io poi, non tralascio mai la “domanda del bar”».

In che senso?

«Tento di riproporre ai miei ospiti quelle domande che gli farebbe, se ne avesse la possibilità, la gente che la mattina parla al bar o sul tram. Domande semplici, ma che sono quello che davvero interessa alla gente».

C’è qualcosa che vorrebbe ancora realizzare nella vita?

«Mi piacerebbe invecchiare come il mio mito, Virna Lisi. Sì, vorrei invecchiare come lei».

Redazione

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