Raoul Bova Vs Annamaria Bernardini De Pace: “Lui mi usa solo per farsi pubblicità”

Se mi chiamassi Concetta De Cazzis, non servirei a niente. Il mio nome, invece, è Un buon traino pubblicitario. Che lo usi pure. Tanto, come è sempre stato, non gli faccio pagare niente». Parola di Annamaria Bernardini De Pace. Destinatario il suo ex genero Raoul Bova. Ennesimo capitolo in quella che potrebbe essere definita una spy story o come la chiama Bova “guerra” tra ex. Ma per quale motivo Annamaria Bernardini De Pace, noto avvocato matrimonialista, torna a parlare di Bova, rilasciando a “Chi” questa dichiarazione bomba?

Andiamo con ordine. La scorsa settimana sul settimanale Vanity Fair Raoul Bova tuonava contro la sua ex suocera dicendo: «Basta con questa guerra. Io devo tutelare i miei figli». E ancora: «Non accetto un rapporto di facciata quando nella realtà uno dei due o anche l’altro si prendeva le sue distrazioni fuori casa». L’altro, appunto, è Chiara Giordano, moglie dell’attore per tredici anni.

Le dichiarazioni di Bova uscivano nello stesso giorno in cui la Giordano ha perso suo padre dopo tre settimane di agonia. Tre settimane fatte di viaggi Milano-Roma, notti in ospedale, veglie e preghiere. Insomma, un calvario che poi ha avuto una triste fine con la morte del padre Francesco, ex marito della madre Annamaria, ed ex suocero di Bova. Un doppio dolore dunque, il lutto e le parole di Raoul, in ventiquattro ore per la Giordano. Poi ci sono stati i funerali. Bova non era presente, ma ha mandato una coroncina di fiori. Poi il Corriere della sera ha intervistato la stessa Bernardini chiedendo lumi sulla guerra dichiarata da Bova e perché l’attore si sentisse vittima di mamma e figlia. «La sua copertina, che non mi spiego, ha aggiunto dolore ad altro dolore. Ma poi quale guerra? Raoul ci ha fatto quattro cause tra me e mia figlia!», queste le parole dell’avvocato sempre al Corriere.

Ed è partendo proprio da queste dichiarazioni che “Chi” ha voluto indagare per capirne di più. Dunque: Bova si sentirebbe vittima di una guerra, ma dalle nostre indagini, in realtà, sarebbe lui quello armato di carte bollate contro la sua ex moglie e la sua ex suocera. E vi spieghiamo il motivo. La guerra di Bova contro la sua ex famiglia inizia il 17 ottobre del 2013. E continua il 6 marzo 2014. Due cause contro il settimanale Novella 2000 di cui è editore Alfredo Bernardini De Pace, fratello di Annamaria e zio di Chiara. Due gli articoli incriminati contro il settimanale: uno in cui in una didascalia si faceva ironia su Bova e Mika protagonisti di una pubblicità. L’ altro perché Novella 2000 diceva: “Ecco perché Bova si separa dalla moglie: il peccato di Bova si chiama Rocío (Muñoz Morales, ndr)”. Notizia che poi si è rivelata vera. Ma non è tutto, la guerra di Bova procede. E le sue querele volano diritte contro la Bernardini complice di aver rilasciato, secondo Bova, un’intervista offensiva al settimanale DiPiù. «Intervista mai fatta», dice l’avvocato, che per difendersi ha fatto causa contro il giornale. Udienza fissata il 26 maggio. L’avvocato De Pace, inoltre, ha chiesto la registrazione della telefonata con il giornalista di DiPiù e da ciò che ha ottenuto si è potuto evincere che nessuna intervista è stata rilasciata. Così, ha fornito a Bova il documento, ma l’attore, non si è fermato ed è andato avanti. Chiedendo danni per diffamazione a mezzo stampa.

Nello stesso periodo Bova procedeva contro la moglie Chiara Giordano. Lei voleva l’accordo per la separazione consensuale, cercava una mediazione tra avvocati per evitare guerre, Bova no. Rifiuta e dichiara guerra all’ex moglie iniziando un procedimento per separazione “giudiziale’’ e accusando la Giordano di essere la causa della fine del loro rapporto. Udienza prevista il prossimo 23 aprile. Ma non è tutto.

Il 22 maggio 2014 Raoul colpisce ancora in tribunale. La vicenda qui è intricata. Bova denuncia l’ex suocera e chiede un risarcimento danni per diffamazione a seguito di una lettera, da lui ricevuta, da parte di un regista, amico anche della Bernardini, il quale avrebbe raccontato all’attore di una conversazione telefonica avuta con l’avvocato, accompagnate da affermazioni ritenute lesive dell’onore e della reputazione personale di Raoul. Così è scattata una denuncia civile ancora una volta da parte di Bova verso la ex suocera.

Ma non è finita. Il quotidiano Il Giornale pubblica una serie di articoli, scritti sottoforma di lettere, che la Bernardini, collaboratrice del giornale diretto da Alessandro Sallusti, indirizza a persone che vivono conflitti familiari. Una di queste ha come protagonista un “genero”, che l’avvocato definisce “degenere”. Non fa nomi. Ma Bova è convinto che sia rivolto a lui. «Non è mica l’unico genero d’Italia?», dice la Bernardini a “Chi” sorridendo con charme. Altro giro, altra denuncia per diffamazione a mezzo stampa. Dunque la guerra nei tribunali di Bova e la sua ex famiglia è una partita aperta su più tavoli anzi, aule di tribunali, e l’attore principale di questa triste vicenda ha un nome e un cognome: il guerriero Bova.

Ps: anche “Chi” si è occupato della vicenda di Bova. Per primi abbiamo svelato le immagini di Raoul a Madrid con la nuova compagna, Rodo. Per primi, inoltre, abbiamo intervistato Alex Casademunt, ex storico di Rocío, il quale con una lunga intervista video registrata, ci ha raccontato nel dettaglio la loro storia. E ci ha fornito le foto, che documentavano il lungo rapporto con Rodo. Un legame che, secondo le dichiarazioni di Casademunt, sarebbe andato avanti anche quando la spagnola e l’attore italiano stavano già insieme. E indovinate? Il settimanale “Chi” ha ricevuto una querela dall’attuale compagna di Bova. Perché i guerrieri in fondo si scelgono, si amano e querelano insieme…

Redazione

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