Laura Barriales,dal 20 aprile nella fiction “Squadra Mobile” avrà il ruolo di una spietata narcotrafficante

Si dice che, a volte, il male possa avere il suo fascino. Forse è per questo che per interpretare una spietata narcotrafficante colombiana nella serie Tv Squadra mobile, in onda su Canale 5 dal 20 aprile, è stata scelta la sensuale Laura Barriales. Volto storico di Mezzogiorno in famiglia, Laura, con la sua cascata di riccioli neri, dopo aver debuttato anni fa nella fiction Capri 3 e al cinema con il film Maschi contro femmine, ora si cimenta in questo nuovo ruolo.

Come mai ha deciso di lasciare Mezzogiorno in famiglia dopo 5 anni?

«Non ero più felice: mi alzavo tutte le mattine alle sei, non avevo più un giorno libero, lavoravo sette giorni su sette. Ai tempi avevo la mia famiglia in Spagna, il fidanzato in Turchia e lavoravo a Roma. Non mi sentivo più libera e comunque, dopo cinque anni che fai sempre la stessa cosa hai voglia di cambiare e di crescere. Non vedevo più una via di uscita».

Qualcuno ha parlato di litigi con l’autore Rai Michele Guardi. È vero?

«Assolutamente no, abbiamo un rapporto bellissimo. Lui mi ha dato sempre consigli preziosi per la mia carriera. Del resto io ho fatto la classica gavetta».

Dopo essere stata legata con il motociclista Sete Gibernau e con l’imprenditore turco Ali Baran Suzer, è tornata single?

«Sì, da un anno e mezzo».

Si dice che il parere di sua madre nella scelta dei suoi pretendenti abbia un certo peso è vero?

«Macché. Al contrario. Quando mia madre mi dà la benedizione per un fidanzato, faccio esattamente l’opposto. Mamma dice sempre: “Se mia figlia mi avesse ascoltato a quest’ora non sarebbe da sola».

Intanto, eccola in Tv a Squadra mobile. Come è andata questa nuova esperienza?

«È stata bella, non solo dal punto di vista professionale ma anche personale. In realtà io non mi considero un’attrice e per questo è stata una prova difficilissima, e allo stesso tempo un’esperienza incredibile. In precedenza avevo interpretato ruoli in cui mi riconoscevo. Qui, invece, il fatto di dover essere cattiva mi obbliga a fare un lavoro pazzesco su me stessa. Io sono solare e spontanea: cambiare la mia personalità è stato difficile».

Che cosa racconta Squadra mobile?

«La serie, diretta da Alexis Sweet, ruota intorno alle attività investigative di alcuni agenti di polizia. Ricostruisce casi di stalking, femminicidio, infanzia contesa e abbandonata, ma anche rapimenti e persone scomparse. Nel cast, accanto a me, ci sono, tra gli altri, Daniele Liotti, in versione barbuta, Giorgio Tirabassi, Elena Di Ciccio e Laura Adriani.»

Lei è dunque una sorta di diavolo con la faccia d’angelo. Come si è preparata per questo ruolo?

«Ho guardato tutto quello che poteva essermi di aiuto, a partire dalla serie Tv Romanzo criminale, ma ho chiesto anche consigli a colleghi e amici. La parte più dura è stata quando avrei dovuto fingere di sniffare della droga: io sono allergica alle polveri, hanno dovuto rinunciare a girare la scena, non potevo farcela. La parte più facile, invece, è quando ho avuto a che fare con gli attori che interpretavano i cattivi: avevano facce così brutte, che fingere di avere paura mi è venuto naturale».

Come è iniziata la carriera di attrice?

«È iniziato tutto per caso, come è sempre accaduto nella mia vita. Io vivo giorno per giorno».

Si rispecchia nel suo personaggio?

«Assolutamente no, anzi è il mio esatto contrario. Io sono una persona aperta e sorrido spesso, un modo di essere che difficilmente si può associare a una spietata narcotrafficante. I soli punti in comune che abbiamo sono la determinazione e la sicurezza; entrambe abbiamo la consapevolezza di possedere le armi per poter fare del male».

Nella vita invece le può essere successo di sentirsi, qualche volta, davvero cattiva?

«No, mai, tranne quando ho lasciato dei fidanzati, ma queste sono cose normali, che fanno parte della vita».

Ha dovuto affrontare dei rischi sul set?

«In effetti sì, perché abbiamo girato parecchie scene di inseguimenti, ma io sono una spericolata per natura e così ho deciso di seguire un corso di stuntmen a Mirabilandia per poter guidare la macchina in modo credibile. Poi, nelle scene in cui dovevo fingere di strangolare qualcuno, chi si difendeva lo faceva sul serio e arrivavano gomitate e calci veri. Insomma dal set allegro e tranquillo di Capri 3 eccomi nei panni di una spietata narcotrafficante che ammazza e picchia. Alla fine ero distrutta».

Preferisce il ruolo di conduttrice Tv o quello di attrice?

«Sono due esperienze molto diverse tra loro. La diretta Tv è adrenalina pura. Nel cinema, invece, i tempi morti abbondano. Inoltre devi girare una scena e ripetere la tua battuta più e più volte. E poi nel cinema può capitare di provare l’emozione e l’imbarazzo di interpretare scene intime: dover girare davanti a cento persone che ti guardano è veramente difficile».

C’è un sogno che vorrebbe realizzare?

«Fare la mamma».

Se non fosse nello spettacolo, oggi che mestiere farebbe?

«Fin da bambina sognavo di fare la cassiera di un supermercato: un Natale avevo chiesto ai miei genitori in regalo una cassa che facesse rumore. Quindi, se non avessi fatto la modella e poi la conduttrice, forse sarei una cassiera».

Redazione

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