Windows 10: l’upgrade è gratis!

Durante i lavori della conferenza Windows Hardware Engineering Community (tenutasi lo scorso 18 marzo a Shenzhen, in Cina), Microsoft ha spiazzato tutti gli addetti ai lavori anticipando a sorpresa la data di rilascio di Windows 10: anziché ad ottobre, così com’era trapelato finora da alcune indiscrezioni, il nuovo sistema operativo debutterà ufficialmente questa estate in 190 paesi e sarà localizzato in ben 111 lingue diverse. A dare l’annuncio è stato Terry Myerson, direttore della Operating Systems Unit di Microsoft, che però non ha voluto comunicare una data esatta. A questo punto è lecito attendersi che la RTM di Windows 10 (la versione del sistema operativo destinata ai produttori hardware) verrà rilasciata entro giugno: una data non casuale, che consentirebbe di immettere sul mercato i primi dispositivi con il nuovo sistema operativo preinstallato in tempo per l’inizio dell’anno scolastico. È stato inoltre confermato che i possessori di dispositivi provvisti di licenza Windows 7, 8, 8.1 e Windows Phone 8.1 avranno un anno di tempo, dal momento di effettiva disponibilità di Windows 10, per eseguire l’aggiornamento gratuito.

Un condono per i pirati?

Proprio quest’ultima notizia ha però creato molto fermento. In maniera molto sibillina, infatti, lo stesso Terry Myerson ha dichiarato ai microfoni dell’agenzia giornalistica Reuters che l’aggiornamento sarà disponibile per “tutti i PC compatibili, genuini e non originali”. Microsoft avrebbe quindi deciso di rendere disponibile l’aggiornamento gratuito a Windows 10 anche agli utenti il cui PC è dotato di una copia contraffatta del sistema operativo. Un vero e proprio condono per i pirati! In realtà, ciò avverrebbe solo in Cina e l’operazione servirebbe a mettere un freno al fenomeno della pirateria informatica che riguarda il sistema operativo Microsoft. Le stime locali, infatti, parlano di un misero 25% di software regolarmente licenziato. La nuova strategia di upgrade riguarderebbe quindi esclusivamente il mercato cinese e non verrà mai estesa a livello globale.

Aggiornamento sì, licenza no!

Ovviamente Microsoft è intervenuta tempestivamente per esplicitare le affermazioni di Terry Myerson, confermando che le copie pirata di Windows potranno essere in grado di eseguire l’upgrade a Windows 10, ma sottolineando che rimarranno tali, ovvero che non sarà concessa nessuna licenza valida come qualcuno poteva pensare in un primo momento. In molti si sono chiesti quale differenza ci possa essere tra una copia regolare di Windows 10 ed una priva di licenza. Il sospetto è che Microsoft possa limitarne alcune funzionalità, anche se continuerà comunque a consentire download e l’installazione degli aggiornamenti di sicurezza. Di certo è che se l’intento della casa di Redmond era di attirare gli utenti in possesso di copie pirata, la presenza di limitazioni potrebbe invece stimolare i cracker ad individuare e rimuovere eventuali limitazioni d’uso. Si tornerebbe al punto di partenza, con il problema della pirateria di Windows non risolto. C’è da considerare tuttavia l’aspetto legale. In caso di ispezioni (soprattutto per le aziende), chi viene trovato senza licenza valida potrà essere pesantemente sanzionato. Al momento non ci sono altre conferme e dunque non rimane altro da fare che attendere la prossima estate per installare la versione definitiva del primo sistema operativo “ibrido” desktop/mobile sviluppato sotto la guida del CEO Satya Nadella, che in un solo anno dal suo insediamento ha già profondamente rivoluzionato le strategie aziendali di Microsoft.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi