Guerrina Piscaglia, i resti al cimitero non sono della donna scomparsa

Lo scheletro recuperato nel cimitero di San Gianni non è quello di Guerrina Piscaglia, bensì di un uomo ancora sconosciuto”.Questo è l’annuncio che ha sconvolto tutte le persone che da quasi un anno attendono di conoscere la verità sul giallo di Guerrina Piscaglia. La donna,50 anni, sposata e madre di un figlio di 22, è sparita lo scorso primo maggio dalla sua abitazione di Ca’ Raffaello, un paesino in provincia di Arezzo. I carabinieri l’hanno cercata ovunque, ma di lei non è mai stata trovata alcuna traccia. Non un indizio, né una testimonianza utile, fino al giorno della vigilia di Pasqua, lo scorso 4 aprile, quando i carabinieri hanno rinvenuto delle ossa umane nell’ossario del cimitero di San Gianni, a circa otto chilometri dalla casa della donna.

Si parlava, almeno inizialmente, di resti compatibili con quelli di Guerrina. Ma a nemmeno una settimana da quella notizia, il test del Dna ha smentito tutti: quelle ossa non appartengono a Guerrina, ma a un uomo ancora senza nome. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato alto circa un metro e 75 centimetri e avrebbe avuto un’età compresa tra i 40 e i 45 anni. Ma chi è? All’annuncio dei carabinieri, tra gli abitanti del paese si è improvvisamente diffusa una sensazione di profondo disorientamento. Da una parte ci sono i resti di un uomo che nessuno conosce; dall’altra c’è il giallo della scomparsa di Guerrina, che sembra non trovare mai fine. A complicare la situazione, si fa strada anche l’inquietante ipotesi del depistaggio. Qualcuno, cioè, potrebbe aver volutamente fatto ritrovare quei resti nella speranza che fossero confusi con quelli di Guerrina. Oppure, più semplicemente, lo avrebbe fatto nel tentativo di sviare le indagini e spostare l’attenzione degli investigatori su un altro obiettivo diverso. Gli inquirenti, dunque, adesso dovranno ripartire da capo.

Per prima cosa ce da capire chi sia veramente la persona che ha spinto i carabinieri verso il cimitero di San Gianni e quali interessi possa avere avuto nel fornire le informazioni sbagliate. È una persona in buona fede che si è imbattuta per caso in quei misteriosi resti umani, oppure è un depistatore? E se invece si trattasse di un mito-mane in cerca di visibilità?

Ma non basta. Il ritrovamento di quei resti ha aperto un nuovo inquietante giallo. L’ipotesi è che nella stessa zona in cui è scomparsa Guerrina, un altro uomo, al momento senza identità, sarebbe stato vittima di un brutale omicidio. E proprio il caso di dirlo, perché i carabinieri del Ris hanno accertato che quelle ossa, prima di essere gettate nell’ossario del cimitero di San Gianni, erano state sepolte in un altro luogo, sezionate, bruciate e solo in un secondo momento disseppellite. Chi può aver compiuto un tale massacro?

Per la scomparsa di Guerrina, dallo scorso settembre è indagato l’ex parroco del paese, padre Graziano Alabi, congolese di 45 anni, accusato di favoreggiamento in sequestro di persona o in omicidio. Il sacerdote aveva instaurato un rapporto d amicizia molto intenso sia con Guerrina che con il marito, Mirko Alessandrini, 49 anni. Con il tempo, però, Guerrina era arrivata a invaghirsi del prete: una passione che secondo gli inquirenti sarebbe stata ampiamente ricambiata.

A dimostrarlo ci sono i quattromila contatti telefonici registrati tra il sacerdote e la parrocchiana nei mesi precedenti alla scomparsa. In un messaggio, addirittura, la donna aveva annunciato a padre Graziano di aspettare un figlio da lui. E questo, per gli investigatori, potrebbe benissimo rappresentare un movente. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che in uno degli ultimi sms spediti da Guerrina al prete, la donna era stata a dir poco esplicita. Ecco cosa gli aveva scritto: «Vengo da te, cucino il coniglio e poi facciamo l’amore». Padre Graziano, dopo un iniziale esitazione, aveva risposto così: «Vieni, la porta della canonica è aperta». Poco dopo Guerrina disse ai parenti di voler andare a fare una passeggiata. Uscì di casa e sparì nel nulla.

Da allora il sacerdote è sempre stato il principale sospettato. E dopo il ritrovamento dei resti, i dubbi su di lui erano addirittura aumentati. Qualcuno, infatti, aveva detto di averlo visto più di una volta aggirarsi vicino a quel cimitero. Cosa ci faceva lì? E stata solo una coincidenza o ce qualcosa di più? Padre Graziano continua a negare tutto. Nega di avere avuto rapporti con Guerrina e nega di essere coinvolto in un possibile rapimento della donna. Il religioso, però, dovrebbe spiegare molte cose almeno ai suoi ex parrocchiani. Che rapporto cera veramente tra lui e le donne? È vero che ha avuto degli incontri intimi anche a pagamento? E come giustifica la presenza di immagini a luci rosse nel suo computer, comprese alcune fotografie di suore? Il prete ha dichiarato che Guerrina si sarebbe allontanata con un certo “zio Francesco” un uomo che per la Procura sarebbe soltanto un personaggio inventato. Possibile che non si sappia niente di più di quest’uomo? Perché il religioso non è mai stato in grado di descriverlo? Il prossimo 25 aprile scadrà il divieto di espatrio emesso nei suoi confronti. A quel punto, potrebbe anche decidere di allontanarsi dall’Italia. Il fatto che quelle ossa in un primo tempo sembrassero appartenere proprio a Guerrina, lo aveva certamente messo alle strette. Poi, però, il test del Dna ha portato alla svolta. Anche se la posizione del prete, di fatto, non cambia. Per capire in che modo gli esperti del Ris siano riusciti a estrarre il Dna da quei poveri resti e a escludere che si trattasse di Guerrina, abbiamo chiesto alla bioioga e specialista in Genetica medica, Marina Baldi. Ecco cosa ha detto la dottoressa : «Nelle condizioni in cui sono stati trovati questi resti, Panatisi del Dna è molto complessa. Infatti i tessuti molli contenevano Dna estremamente degradato, cioè ridotto in frammenti che spesso non consentono di ottenere un profilo completo. Questo dipende dai fenomeni putrefattivi, che “sbriciolano” il Dna e ne rendono difficoltose la analisi. In questo caso, però, è bastato il primo risultato per capire che quel corpo non è di Guerrina, perché nel Dna è stato individuato il cromosoma Y, cioè quello che identifica il sesso maschile. Quindi alPinterno di questo mistero ora se ne è aperto un altro: ce un secondo corpo da identificare e da restituire a una famiglia».

E il marito di Guerrina? luomo resta indagato per false dichiarazioni al pm, ma la sua posizione sembra essersi alleggerita. Prima del risultato del test del Dna, Mirko aveva detto: «Speriamo che non sia mia moglie».

Le sue preghiere sono state ascoltate, ma la sua rabbia non si è placata. Adesso dice: «Se padre Graziano se ne andasse dall’Italia, non sarebbe una cosa bella. Lui sa, deve parlare».

Redazione

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