Barbara D’Urso indagata: L’ex marito l’accusa di non pagargli gli alimenti

Milano, aprile embra una di quelle storie che Barbara D’Urso racconta nel suo salotto tivù, solo che stavolta la protagonista è proprio lei. A scatenare il procedimento giudiziario che coinvolge la conduttrice di Pomeriggio Cinque – la quale ogni giorno racconta in diretta storie e retroscena della vita dei vip – è il suo ex marito, Michele Carfora. Il ballerino, che la presentatrice ha sposato nel 2002 e dal quale ha divorziato nel 2008, l’ha denunciata alla procura di Roma per violazione degli obblighi di assistenza familiare. In pratica pare che, da quasi 4 anni, la conduttrice napoletana non versi all’ex coniuge l’assegno mensile di circa mille euro. Un obbligo che il giudice di solito impone ai mariti, ma in questo caso tocca all’ex moglie versare gli “alimenti” perché, tra i due, è lei a guadagnare di più. «La legge non dice che sia l’uomo a dover mantenere la donna, ma sostiene che chi è economica mente più debole deve avere dall’altro il mantenimento utile alla propria vita», spiega Maria Luisa Maggiolino, avvocato matrimonialista.

E così il volto di Domenica live, amatissima dalle signore che vedono in lei una donna di cuore attaccata alla famiglia, avrebbe accumulato un debito di quarantamila euro nei confronti dell’ultimo grande amore della sua vita. «Dal matrimonio scaturiscono obblighi, come la reciproca assistenza. Non versando gli assegni, si va incontro a due tipi di conseguenze: una civile e l’altra penale», continua l’avvocato. Nel primo caso Carfora può arrivare a chiedere un pignoramento dei beni della D’Urso per riuscire a ottenere i soldi che gli sono dovuti; nel secondo invece per Barbara sono previste anche alcune pene. «Nello specifico si configurano due reati differenti», chiarisce il legale. «Uno è il mancato rispetto di un obbligo del giudice, che ha imposto il pagamento della somma, l’altro è il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, disciplinati dall’articolo 570 del Codice penale». La D’Urso, a questo punto, può contestare la denuncia per non rischiare di essere condannata. «La cosa peggiore che può capitare? La reclusione per un anno, ma difficilmente accade. Di solito si dà una multa alternativa che può andare da 103 a 1.032 euro», conclude Maria Luisa Maggiolino.

La vicenda squarcia il silenzio che da anni avvolge questa separazione, dopo che Barbara scoprì su un giornale che il marito la tradiva. «Non ne ho mai parlato perché è una cosa molto forte. L’ho gestita usando dignità», ha dichiarato lei sull’episodio che, alla luce di questa denuncia, alimenta il giallo sul perché siano stati riconosciuti gli assegni a chi ha tradito e causato la fine del matrimonio. «Mi sembra strano perché, se durante la causa di divorzio si fosse dimostrato il nesso causale tra la violazione di fedeltà e la crisi, lui non avrebbe preso soldi», chiarisce l’avvocato Daniela Missa-glia. Forse il ballerino ha dimostrato che prima della scappatella con la D’Urso il matrimonio era già in crisi e che ha cercato consolazione proprio perché soffriva. Anche a causa delle accuse di sfruttare la popolarità della moglie per lavorare. «La nostra storia non ha inciso positivamente sulla mia carriera», rivela lui a Nuovo. «Quando l’ho conosciuta già facevo questo mestiere e avevo ruoli da protagonista. Non ho mai avuto interesse a sfruttare la signora D’Urso. Anzi è stata proprio lei a sfruttare la storia del baby fidanzato». Parole pesanti, ma lei non ha ribattuto. «Anche se ci sono incomprensioni, credo sia obbligatorio tacere», ha detto.

Redazione

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