Guerrina Piscaglia: I magistrati sono insospettiti dai troppi silenzi del parroco

Badia Tedalda, aprile olpo di scena nella vicenda di Guerrina Piscaglia, la mamma di 50 anni scomparsa nel nulla il primo maggio dell’anno scorso da Ca’ Raffaello, frazione di Badia Tedalda, nell’Aretino. Mirco Alessandrini, marito della casalinga, per un mese pensò che la moglie si fosse allontanata volontariamente per seguire un ambulante marocchino. Lo svela a Nuovo l’avvocato di Alessandrini, Francesca Faggiotto. L’aspetto più inquietante sta nel fatto che lui sarebbe stato convinto di quella “fuga” proprio da padre Gratien Alabi, di origine congolese, vice parroco nel paesino e amico della coppia.

Guarda caso il sacerdote dopo è stato indagato per la scomparsa di Guerrina, con l’accusa di favoreggiamento in sequestro di persona o omicidio. Si sospetta pure che la donna stesse aspettando un bimbo da lui. Lo strano comportamento di Alabi, che di fatto provocò un intralcio, nelle indagini, mette sotto una luce ancora più inquietante la vicenda. Mirco oggi spera ancora che sua moglie sia viva, con tutto il cuore. Anche perché si è sgonfiata l’ipotesi che fosse suo lo scheletro trovato a pochi chilometri da Ca’ Raffaello, nel cimitero di Sestino. Lo dicono le analisi del Ris, condotte a tempo di record sulle ossa: il cromosoma individuato appartiene senza ombra di dubbio a un uomo.

Di certo, prima della scomparsa Mirco non si aspettava che Guerrina potesse andarsene lasciando solò Lorenzo, il figlio di 22 anni, disabile mentale. A un certo punto, però, nonostante avesse presentato la denuncia di scomparsa, Mirco era stato indotto a credere che la moglie lo avesse lasciato per un uomo, tanto da dirlo agli inquirenti. Ed era stato proprio padre Gratien, allora suo amico fidato, a convincerlo. Il frate congolese gli avrebbe detto che la donna era andata via con il marocchino che la sera prima era a casa loro per bere una birra. «L’ho vista con lui anche l’I maggio», disse a Mirco. Lui gli a-veva creduto.

D’altra parte come poteva non fidarsi del sacerdote che lo aveva fatto entrare nelle sue grazie e al quale la moglie pareva molto legata? L’ambulante effettivamente a casa loro era stato e padre Gratien gli aveva dato il suo numero perché cercava un lavoro. Qualche dubbio avrebbe potuto insinuarsi nella mente di Mirco già il 2 maggio. Dal cellulare di Guerrina arrivò un sms diretto alla suocera; il testo era: «Sto bene, non posso, parlare. Mirco mi stanca. Tornerò presto a prendere Lorenzo». Un messaggio che solo in seguito lo insospettì. Perché Lorenzo in quel periodo era ospite a casa delle sorelle della moglie, in Romagna, e Guerrina certamente lo ricordava.

Le indagini comunque proseguirono. A metà giugno partirono più serrate e il lavoro degli investigatori si dedica da allora alle contraddizioni nei racconti di padre Gratien. Non solo: anche Mirco è indagato da novembre per false dichiarazioni al pubblico ministero, proprio a causa della storia, poi rivelatasi falsa, del marocchino, il giovane Ahmed. Quest’ultimo, che era tornato nel suo Paese, in febbraio è venuto in Italia per deporre. E ha raccontato che il 30 a-prile era stato invitato da Guerrina e Mirco a casa loro con padre Gratien, ma che (come ha potuto dimostrare) subito dopo lasciò quella zona. Mirco invece ai magistrati aveva raccontato proprio quello che padre Gratien gli aveva detto: «L’ho vista col marocchino il giorno 1 maggio».

La Procura di A-rezzo è molto interessata soprattutto ai troppi silenzi e alle omissioni da parte del sacerdote. Un tipo simpatico, esuberante, che aveva portato in quella piccola comunità una ventata di novità, con musiche tribali e prediche “moderne”.

Inoltre, come hanno raccontato molti testimoni, non disdegnava la vita mondana. Agli atti, infatti, ci sono pure messaggi osé scambiati con una suora. Insomma,Gratien è un uomo al quale Guerrina si era legata, probabilmente in maniera non convenzionale. Tanto è vero che tra loro c’è stato lo scambio di oltre 4.000 sms, alcuni dai toni piùche intimi. Lo stesso Mirco a-veva intuito che la moglie aveva forse un’amicizia troppo particolare con quel prete.

A dire il vero, è stato lo stesso padre Gratien a confermarlo ai giudici. «Ci scambiavamo molti sms. Forse era invaghita di me, ma non ho mai avuto rapporti sessuali con lei e non le ho fatto del male», ha dichiarato. Però resta quel messaggio inviatogli da Guerrina poco prima di sparire: «Aspetto un bambino. E tuo. Cosa facciamo?». Il sacerdote risponde: «Vieni, la porta è aperta». Il prete insiste nel dire che il figlio non sarebbe stato suo e che era pronto anche a sottoporsi al test del dna. Tuttavia i dubbi restano. Guerrina era diventata scomoda nella vita di padre Gratien? E se lui si ritiene estraneo alla scomparsa, perché non ha raccontato davvero tutto sul loro rapporto? «Padre Gratien è andato dal magistrato a settembre come testimone e ne è uscito indagato», afferma il suo difensore Luca Fan-fani. «Ha compreso che non gli credevano e io stesso gli ho consigliato di tacere, per non aggravare la sua posizione».

Intanto Mirco e la sorelle di Guerrina non si arrendono, confortati dal fatto che lo scheletro ritrovato non appartiene a lei. «Io spero nel mio cuore che non sia mia moglie. Aspetto il suo ritorno», aveva detto il marito in Tv. «Andiamo avanti con coraggio e pazienza». Mentre Marina, sorella della donna, aveva affermato: «Finché non mi diranno con certezza che le ossa sono sue, io crederò che sia viva».

La posizione di padre Gratien potrebbe aggravarsi. Il sacerdote, ora in una struttura ecclesiastica segreta, è libero. Ma, secondo indiscrezioni giudiziarie, non è escluso che possa essere chiesto il suo arresto prima che, il 25 aprile, scada il divieto di espatrio. «Il mio cliente avrebbe potuto accettare l’incarico di parroco in Francia a settembre. Sapendo che era indagato, è rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria», rassicura il suo avvocato. «Non ci sono prove che sia l’esecutore materiale di alcunché. Al massimo, avrebbe agito da depistatore con i messaggi inviati dal cellulare di Guerrina, ma per conto di qualcun altro… Di certo lui non ha fatto del male a quella donna». Perché avrebbe dovuto aiutare qualcuno resta, però, un mistero.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi