Loredana Bertè torna in Tv come giudice di Amici 14: “Sarò un giudice spietato”

L’ icona della musica anni Settanta torna in Tv. Loredana Bertè, al fianco di Sabrina Ferilli e Francesco Renga, dalla seconda puntata sarà uno dei giudici di Amici 14, il talent show di Maria De Filippi. Un incarico che Loredana ha accettato con estremo entusiasmo, visto che da anni segue la trasmissione: «I ragazzi che partecipano a questo programma non hanno la minima idea di quanto siano fortunati ad avere una simile opportunità. Un talent così non l’ho mai visto, nemmeno in America. Per quelli della mia generazione, simili occasioni non esistevano», fa notare lei.

Nemmeno il peso di quarantanni di carriera rallenta la determinazione della cantante di Bagnara Calabra, che ha promesso di essere un giudice severo e sincero.

Loredana, che tipo di giudice sarai con i giovani concorrenti di Amici 14

«Sarò una serial killer. Voglio essere spietata, perché questi ragazzi devono guadagnarsi ogni giorno il loro banco nell’accademia. Li ho sempre seguiti da casa guardando la striscia quotidiana e, via via, ho preso i miei appunti. Devono rimboccarsi le maniche: vedo che si lamentano e si rilassano troppo. Il loro primo pensiero sono i messaggi sul telefonino, invece devono imparare a darci dentro molto di più, a sudare, a impegnarsi tanto e a non sprecare neanche un quarto d’ora del loro tempo, come invece hanno fatto fino a questo momento».

Qual è il tuo più grande rimprovero verso questa generazione di ragazzi?

«Non vanno in giro, non sono curiosi, pensano di sapere già tutto e di non aver bisogno di consigli. Non so che cosa abbiano ascoltato fino a oggi, ma io dico a tutti che, se vuoi fare musica, la devi masticare come se fosse il tuo pranzo e la tua cena. Stesso consiglio vale per chi vuole ballare. Ho visto Roberto Bolle allenarsi otto ore al giorno alla sbarra: gli allievi ballerini devono fare lo stesso. Bisogna immergersi totalmente nella realtà in cui si vuole vivere, altrimenti non si potrà mai avere un’ispirazione artistica profonda».

Che consiglio dai alle due coach della squadra Bianca e della squadra Blu, Emma ed Elisa?

«Elisa è molto brava, mi ha meravigliata. Non la conoscevo prima, ma ho notato che fa fare parecchia teoria ai ragazzi. A Emma, invece, dico che se anche fa fare palestra ai suoi allievi, deve arrivare a torchiarli un po’ di più. Ancora non vedo il sangue, la fatica: sarà dura…».

Come mai hai accettato questa avventura professionale così diversa dalla tua realtà?

«Ho una grande esperienza. Ho fatto dieci anni di teatro e ho visto molti spettacoli, quindi penso di essere preparata per affrontare questa avventura. E poi, oltre a divertirmi molto, spero tanto di scoprire un grande talento, qualcuno che, una volta uscito da Amici, abbia la possibilità di vivere la sua passione e di stare sul palcoscenico, perché è questo che regala la vera felicità a un artista, me compresa».

Tra tutti i concorrenti, hai già individuato un probabile vincitore?

«Mi piacciono i The Kolors, un gruppo fresco, i cui componenti sono rimasti umili. Li trovo giusti per questo tempo, ma la mia domanda è: dureranno? Il difficile non è arrivare in cima, ma rimanerci!»..

«Non ho bisogno di visibilità»

Se qualcuno ti dicesse che hai detto di sì ad Amici per avere più visibilità?

«Risponderei che non ne ho proprio bisogno, visto che con i miei concerti faccio il tutto esaurito e sto registrando anche un nuovo album prodotto da Fiorella Mannoia, che uscirà in autunno».

Loredana Bertè ai tempi degli esordi: che cosa vedi?

«Vedo una che non si fermava davanti a niente. Insieme a Renato Zero mi precipitavo, con qualunque mezzo, alle audizioni di canto, di ballo e di recitazione. E poi, da quando avevamo 15 anni, io e Renato abbiamo visto tutto, dai Beatles ai Rolling Stones, dal vivo. Addirittura, per vedere il concerto di Crosby, Stills, Nash & Young che si dividevano, a Wembley, abbiamo fatto l’autostop, e il pass per entrare ce lo diede il manager David Zard. Andammo fino a Boston per i Queen… Insieme abbiamo ballato negli spettacoli di Rita Pavone, in Ciao Rudy e Hair».

Ricordi la tua prima porta in faccia?

«Certo, allo Zecchino d’oro. Partecipavo con una canzone di Mina, Cubetti di ghiaccio: mi hanno buttata fuori. E poi ne ho avute altre, ma tanto è inutile ricordare: i no sono tutti uguali, ti fanno arrabbiare sempre, tutti».

La porta aperta più bella?

«Recitavo nel musical Ciao Rudy. Un giorno ero a teatro e venne lì il grande discografico Alfredo Cerruti, che in genere all’epoca privilegiava sempre Mita Medici. Ancora me lo ricordo: “Tu firmi il contratto”, mi disse. Ed entrai nella Cgd, la Compagnia Generale del Disco».

Redazione

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