Anna Tatangelo: In Tv racconta storie di passione

Anna Tatangelo e il suo Gigi sono una coppia senza freni. In amore e nella professione. Ma procediamo con ordine. Lady Tata torna sul piccolo schermo con il nuovo programma di Italia 1 “About love”, insieme ad Alvin. La trasmissione è un susseguirsi di storie d’amore in cui accade di tutto: dal tentativo di ricongiungimento, alla sorpresa per dirle “grazie” con parole troppo spesso mancate. Autore e regista è Federico Moc-cia, particolarmente abile nei romanzi adolescenziali. Gigi, per contro, continua a dividere la carriera artistica con l’impegno in favore di iniziative di solidarietà. L’ultima sua partecipazione è “Malaterra”, canzone cantata in pubblico soltanto al Niagara Falls, in Canada, il 7 e l’8 marzo scorsi, davanti ad oltre 20mila persone. «Ho scritto questa canzone come una lettera d’amore per la mia terra, la Campania. La mia intenzione è quella di cucire intorno a questo brano un progetto articolato. I proventi della vendita di “Malaterra” li devolverò in beneficenza: per le bonifiche, lo screening, quello che serve per riscattare la nostra terra». «Malaterra -prosegue D’Alessio – l’ho cantata quasi come se fosse una prova tra amici, solo voce e pianoforte. E devo dire che ha ottenuto una calorosissima accoglienza: per le due sere di concerto, puntuale è scattata una standing ovation». Già in occasione del super evento andato in scena a Capodanno, in diretta tv su Canale 5, Gigi D’Alessio si fece promotore di una vera e propria propaganda pro-Campania: «Per togliere di dosso a chi vive in quella terra l’etichetta di “contaminato”. Purtroppo servono aiuti concreti, non bisogna fare solo demagogie» .

UN DOCU FILM SULLA TERRA Dii FUOCHI

Quest’anno D’Alessio non si proporrà in un tour italiano, «farò soltanto tappe in Europa – prosegue – così avrò tutto il tempo per dedicarmi al progetto sulla Terra dei fuochi». In che modo il cantautore partenopeo contribuirà a “sponsorizzare” la Campania? «Il brano “Malaterra” farà parte di un docufilm che girerò a breve: sarò io stesso a fare le interviste a personaggi del calibro di Giorgio Napolitano, Matteo Renzi, Raffaele Cantone, ai magistrati che indagano sull’inquinamento e agli scienziati che si occupano delle analisi sui prodotti agro-alimentari della Campania. Sono il primo a volerci vedere chiaro. Ho perso mio padre, mia madre, mio fratello a causa del cancro. Ora voglio metterci la faccia in prima persona, mi devono spiegare dove sta la verità. I figli della “Terra dei fuochi” sono figli miei». «Ho scritto la canzone in un momento di malinconia – prosegue – pensando a tutto ciò che Napoli mi ha dato: se giro il mondo, se faccio concerti ovunque, molto lo devo al fatto che sono figlio di questa terra. Non me ne dimentico. E ora è giusto che si restituisca qualcosa. Voglio mettermi in gioco in prima persona. Voglio essere la voce del popolo, accendere un faro su questa vicenda, muovere le coscienze» .

NON HO MAI ABBANDONATO LA MIA CITTA

Spesso e volentieri D’Alessio è stato accusato di aver lasciato la sua Napoli dopo aver raggiunto il successo internazionale. «Non è così, per ovvi motivi artistici mi sono trasferito a Roma. Tutta la discografia nazionale ruota tra Milano e Roma. Ma io sono sempre pronto a ritornare a Napoli, in qualsiasi momento. Napoli è il bene e il male messi assieme. Non c’è una zona intermedia. È la più bella città del mondo, sdraiata sotto il vulcano più pericoloso del pianeta. Ma dal bene e dal male viene fuori tutto: la sincerità, la passione vera, l’arte. Nel progetto per la “Terra dei fuochi” voglio coinvolgere anche altri soggetti, aziende che per decenni qui sono venute a prendere senza mai dare nulla. Farò come i testimoni di Geova: busserò ad ogni porta. Non mi fermerò. Voglio che si realizzi uno sforzo collettivo per difendere i prodotti agroalimentari e riscattare il nostro territorio». In occasione del Capodanno in diretta tv ha subito polemiche relativamente al suo spot, ovviamente positivo, per la Campania. «Ho mangiato la mozzarella in diretta e qualcuno si è risentito, perché ha voluto vederci una promozione tout court, senza consapevolezza. Non è così. Quelle polemiche mi hanno ferito. La mia soddisfazione è stata quando ho visto che su “Trivago” Napoli tornava ad essere una delle mete più ambite del mondo dove trascorrere il Capodanno e i tassisti mi inviavano baci dalle loro auto. E tutto questo senza chiedere un euro a nessuno. Anzi, ci ho rimesso di tasca mia, ma rispetto a quanto ho ricevuto dalla città non è nulla. Se qualcuno lo chiede, posso anche presentare tutte le fatture».

Redazione

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