Le tre rose di Eva: Franco Castellano interpreta il Vescovo Carini

Non esistono piccole parti, soli piccoli attori. Merito di professionisti come  Franco Castellano, capaci di  regalare interpretazioni memorabili partendo dalle retrovie. Nella terza stagione di Le tre rose di Eva, l’attore non si  è fatto scappare l’occasione di  aggiungere un nuovo tassello alla sua collezione di ruoli da ricordare, prestando il volto  al vescovo Carini. «Mi sono  ispirato alle icone religiose contemporanee, studiandone la pacatezza in pubblico e  aggiungendo sfumature più  umane», ci racconta.

«Alle belle parole preferisco i fatti»

Quanto è stato diffìcile interpretare un personaggio  che ha la responsabilità di redimere gli altri, come nel  caso dell’ex galeotta Veronica, interpretata dalla Axen?

«La domanda da porsi è se la redenzione esista o se non; sia la società a imporci di vili vere nel rispetto di determinati canoni. Per i cattolici è una sorta di abiura del peccato e la ricerca della retta via attraverso la confessione. Personalmente non ho mai creduto a queste cose».

Non credi nella redenzione o sei ateo?

«Anche se fossi credente sarei critico nei confronti della Chiesa. Non credo nel pentimento dell’ultimo momento. In realtà non sono ateo, ma credo che esista un’entità superiore che ci spinge a seguire un’etica».

Che cosa pensi dell’operato di papa Francesco?

«Molti lo apprezzano per le belle parole che usa. Io però preferisco i fatti. Ed è difficile che papa Francesco possa fare ciò che desidera all’interno di un elefante culturale come la Chiesa. Si sta impegnando a porre rimedio a secoli di errori. Lui è un gesuita che ha preso il nome di un francescano. E riuscire ad attuare il dettame di Francesco è una grande responsabilità».

Sei considerato uno dei cattivi della fiction. Il ruolo del vescovo Carini è un’occasione per redimerti?

«Le etichette me le hanno sempre affibbiate. Nel 1999 ho interpretato Romeo in Commesse, primo ruolo omosessuale nella Tv italiana. Da lì mi hanno offerto solo ruoli I gay. Poi, il nobile perverso Herman Ludovici in Orgoglio. E hanno iniziato a propormi solo cattivi. Ora temo che mi offriranno ruoli di preti omosessuali e cattivi».

Ti manca un vero ruolo da protagonista?

«Sì, infatti è da un po’ che mi propongo, ma finora nessuno mi ha offerto l’opportunità di interpretarlo».

Come mai?

«Mettiamola così: nel nostro Paese ci sono troppe perone da accontentare e spesso si evitano di realizzare progetti interessanti pur di seguire le esigenze di gente non proprio competente».

Redazione

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