Antonella Clerici, in prima serata con “Senza parole”, si confessa a cuore aperto: «Maelle mi ha cambiato la vita»

Storie di gente comune ad alto tasso di emozioni: ogni sabato sera Antonella Clerici racconta i sentimenti dallo studio di Senza parole. La missione della Clerici, però, non è solo quella di pareggiare o vincere la sfida degli ascolti con Amici 14 condotto da Maria De Filippi: la conduttrice deve misurarsi anche con le proprie reazioni emotive.

«Misurandomi con questi episodi, anche una persona come me spesso non riesce a parlare. Io non riesco a stare zitta. Parlo sempre, anche troppo. Quello che ho nel cuore, lo dico.Anche privatamente, in famiglia, spesso cerco di tenermi dentro qualcosa, ma alla fine esplodo. E parlo. Questo programma mi sta aiutando a fare pratica: ogni tanto mi rifugio in 5 minuti di silenzio assoluto per esercitarmi all’ascolto. Noi conduttori siamo abituati a parlare molto per riempire i vuoti: stavolta i silenzi sono importanti tanto quanto le parole», racconta a Visto.

Ci sono storie alle quali ha scoperto di essere più sensibile?

«Mi sono resa conto che non esiste un sentimento più forte dell’amore di un padre o di una madre per il proprio figlio. Ai tempi del Treno dei desideri avrei detto che era più forte l’amore tra uomo e donna: con il tempo e le circostanze le priorità cambiano. Da quando sono diventata mamma, ho capito che non c’è niente di più importante di mia figlia».

La sua Madie, la bambina nata dalla sua soria con Eddy Martens, guarda Senza parole?

«Sì, anche se credo che si addormenti prima della fine. A Maelle piace tantissimo Ti lascio una canzone e, quando sono in onda con quel programma, come tutti i bambini, non ne vuole sapere di addormentarsi prima che io lanci la sigla finale. Con questo invece fa più fatica, perché è rivolto principalmente agli adulti, anche se ogni volta che penso a un nuovo progetto penso a tutta la famiglia. In questo caso è solo una questione di età: è ancora piccolina, ha sei anni, per capire certe dinamiche».

Da quando è arrivata Maelle la sua capacità di ascoltare è migliorata anche nel privato?

«Maelle parla davvero tanto e io la ascolto perché ho imparato, facendolo, che mi mette di fronte a situazioni alle quali non avevo pensato prima. È lei a lasciarmi senza parole perché fa dei pensieri molto articolati. Io sono una persona molto energica, poco incline a fermarmi. Da quando lo faccio, le pause che mi prendo per ascoltare e riflettere mi sono utili anche sul lavoro».

C’è un episodio in cui la sua bambina davvero l’ha stupita?

«Accade spesso: a volta mi illustra situazioni di vita domestica, facendo analisi sulle dinamiche familiari o di parentela che mi portano a chiedermi come fa, a soli sei anni, a capire tutte queste cose. Oppure spesso mi racconta dei suoi compagni di classe, e per lei è normale che ci sia qualcuno che passa metà settimana con sua mamma e l’altra metà col papà. È lei a non farsi troppe domande su questioni che per noi adulti invece non sempre sono scontate».

Come tutti i bambini, anche sua figlia apprende sulla base dell’ambiente che la circonda.

«È vero. Un esempio di questa sua capacità di andare oltre la ritrovo nel suo modo di relazionarsi con gli altri. In famiglia, per esempio. Sua nonna, la mamma del mio compagno Eddy, è di colore. Nera africana. Maelle non mi ha mai chiesto perché sua nonna è di colore e suo nonno è bianco. E una curiosità che non ha bisogno di soddisfare, non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello. Per Maelle, vista l’educazione che ha avuto, le differenze sono assolutamente naturali. E noi adulti dovremmo imparare a guardare la realtà con gli occhi dei bambini».

Maelle non le chiede come mai lei e il suo compagno non siete sposati?

«No. Io lo dico sempre: “Il matrimonio mi porta male e per questo non mi sposerò di nuovo”. Maelle lo sa e non le sto a dire che io ed Eddy diventeremo moglie e marito. Non voglio darle questa falsa illusione. Al contrario, pur non avendo il mito delle nozze, ho un forte senso della famiglia e questo l’ha capito anche lei. Famiglia non significa però stare insieme a ogni costo: una storia, per durare, deve funzionare. È vero che oggi come oggi è molto facile voltare pagina e ricostruirsi la vita dopo due o tre anni. La passione, in un # rapporto, dopo due anni finisce: è più difficile restare che andare via».

Sua figlia è critica nei confronti del suo lavoro?

«Sì, anche per come mi vesto: “Mamma, ma che vestito hai messo lì in Tv? Sei matta?”. Però le piace questo mondo di paillette e lustrini: da lei sono vista come una principessa. In casa mi ruba i cosmetici, si trucca di nascosto e qualche giorno fa l’ho vista camminare sui miei tacchi. È femmina».

C’è qualcosa di nuovo che vorrebbe fare in futuro?

«Ho fatto veramente di tutto. L’unico tra i generi televisivi cui non mi sono mai avvicinata è il quiz: se io conducessi L’eredità chiuderebbe dopo due settimane. Sono completamente negata».

Ma per la prossima stagione già è prevista una nuova edizione di Ti lascio una canzone. E si mormora che Antonella potrebbe tornare a presentare Sanremo, stavolta in coppia con Carlo Conti.

Redazione

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