Mobile Payment: Luci e ombre sul denaro digitale

Smartphone e smartwatch diventeranno i nostri portafogli elettronici ma, comodità a parte, si tratta di una soluzione vantaggiosa oppure i pericoli teorici sono molto.

La nostra vita sta diventando sempre più digitale, immateriale, codificata… Dopo musica liquida, video e foto su archivi cloud, socialità on-line e commercio elettronico è arrivato il momento della definitiva scomparsa della carta moneta?

I sistemi di pagamento elettronici per mezzo di smartphone e smartwatch sono indubbiamente una grande comodità. Evitarsi la necessità di prelevare contanti al bancomat o alleggerire le nostre tasche da monete e carte di credito sono indubbiamente vantaggi evidenti ma non tutti sono dello stesso avviso. Una ricerca efettuata dalla nota società di indagini di mercato GfK in cinque Paesi del mondo ha rivelato che soltanto il 35% dei consumatori in Cina, Germania, Sud Corea e Gran Bretagna sono interessati a sistemi di pagamento tramite smartwatch.

La maggior parte delle persone considera gli smartwatch come utili strumenti per attività fitness e per il controllo della salute ma non si fida a utilizzarli come “borsellino digitale”. In Germania addirittura soltanto il 20% degli intervistati ha dichiarato di essere interessato a sistemi di pagamento tramite dispositivo mobile. Anche il 28% dei consumatori in Sud Corea e il 27% di quelli in Gran Bretagna sono della stessa opinione.

In Usa, si sa, la mentalità è diversa: il 40% degli americani ha espresso interesse e addirittura entusiasmo per il pagamento tramite smartphone e smartwatch.

La principale preoccupazione riguarda la sicurezza dei mobile payment considerata ancora inadeguata. Inoltre le soluzioni di pagamento tramite dispostivi mobili vengono ritenute ancora poco diffuse e più lente di quelle con carta di credito o contanti.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i pagamenti digitali in Italia (ovvero tutte le modalità dall’e-commerce al Mobile Pos) sono cresciuti nel 2014 nonostante la riduzione dei consumi: l’incremento è stato del 20% per un valore equivalente al 12% di tutte le transazioni con carta.

Gli acquisti tramite app si sono diffusi rapidamente anche nel nostro Paese raggiungendo un valore di circa 2 miliardi di euro nel 2014 (diventeranno 5 nel 2017) che equivalgono a oltre 3 milioni di biglietti per i mezzi pubblici acquistati via smartphone, 2 milioni in servizi di car-sharing e circa 1 milione in ore di sosta nei parcheggi cittadini. Gli italiani sono buoni utilizzatori anche delle carte contactless e dei mobile Pos per unvalore totale di 300 milioni di euro di transazioni nel 2014. Naturalmente, come spesso è accaduto nella storia della telefonia mobile, uno scossone allo status quo verrà dato dalla casa della mela morsicata che con l’introduzione di Apple Pay (seguito a ruota da Goggle Wallet, il progetto Plaso e Samsung Pay) quasi sicuramente darà l’effettivo avvio a questa nuova rivoluzione dei consumi. Le aspettative degli analisti finanziari sono per una crescita media fino al 2017 pari al 7% annuo, che porterà i digitai payment a quota 176 miliardi di euro.

Se il sistema di Mobile Proximity Payment & Commerce”, ovvero di pagamenti “in prossimità” basati sulla tecnologia Nfc dei telefonini di ultima generazione, ha bisogno ancora di qualche tempo per decollare, sono già circa 12 milioni gli italiani che possiedono un dispositivo mobile predisposto e oltre 250mila i POS contactless già attivi. Per accelerare il processo di digitalizzazione dei pagamenti è necessario l’impegno di tutte le banche, degli operatori telefonici che si occupano della distribuzione In grande stile di Sim Nfc dedicate e il raggiungimento di accordi da parte dei produttori di dispositivi con i principali istituti bancari.

LA PAROLA Al DETRATTORI

Dal mobile payment ai Bitcoin il passo è breve. Se il denaro verrà dematerializzato su scala globale e sganciato dal valore delle reali riserve auree delle nazioni cosa potrebbe succedere? Secondo i detrattori più estremi, l’abolizione del contante è lo scacco matto alla libertà degli individui che non sarà imposta per decreto bensì, semplicemente, ammaliando i consumatori che verranno addestrati all’uso della moneta elettronica rendendola divertente da usare. Il denaro digitale aumenterà ulteriormente la già smisurata influenza delle banche e dei vari centri di potere sulla vita della gente comune: in parole povere qualsiasi dissenso potrebbe venire bloccato sul nascere semplicemente congelando il credito di eventuali contestatori, avversari politici eccetera.

A chi dice che il denaro elettronico è la panacea per l’evasione fiscale, i detrattori rispondono che il malaffare è esistito ben prima dell’invenzione del denaro e che chi evade veramente (e non si tratta del bar sotto casa) è comunque in grado di effettuare transazioni in oro o in titoli.

Redazione

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