Acea, in arrivo svolta digitale e nuovi sistemi di fatturazione

Acea è pronta a cogliere «tutte le opportunità» che si presenteranno nel processo di consolidamento nel settore delle utility. Ma i target della società controllata dal Comune di Roma non saranno altre ex municipalizzate quotate in Borsa. Piuttosto le società non quotate che presto i Comuni saranno portate a mettere sul mercato grazie al piano di razionalizzazione delle municipalizzate voluto dal governo. A spiegarlo è stato ieri l’amministratore delegato Alberto Irace a margine dell’assemblea che ha approvato il bilancio di Acea. Il processo di consolidamento nel settore delle utility, nelle intenzioni dell’esecutivo, ha come obiettivo, ha spiegato Irace, «l’allargamento del perimetro delle società con forti connotazioni industriali, includendo nel perimetro aziende non quotate che sono in sofferenza». L’intenzione di Acea, ha aggiunto, è di «rafforzarsi» nelle regioni in cui già opera, vale a dire Lazio, Toscana, Umbria e Campania. Ma, ha detto ancora Irace, «valuteremo eventuali opportunità» su tutto il territorio nel settore idrico.
Quello delle aggregazioni è solo uno dei due principali driver indicati dal manager durante l’assemblea degli azionisti. Irace si è a lungo soffermato sul progetto «Acea 2.0», definendolo come una «massiccia iniezione di tecnologia digitale» dalla quale la società «si aspetta un aumento della produttività e della qualità del servizio e di offrire maggiore trasparenza ai clienti».
ALLARGATO A NOVE IL CDAUn «cambio di mentalità» che riguarderà tutti e 7 mila i dipendenti dell’azienda e che permetterà di «incrementare di circa tre volte la capacità di processi all’utenza» e dunque di ridurre di un terzo anche i tempi di intervento come per esempio nel caso di attivazioni o di ripristini di fornitura. Uno dei punti su cui Acea sta lavorando di più è il miglioramento del processo di fatturazione per l’emissione delle bollette. «Il nuovo sistema di billing (fatturazione) sarà operativo dal primo semestre 2016», ha spiegato Irace, sottolineando che è notevolmente migliorato il conteggio dei consumi effettivi che ormai copre l’85% degli utenti. L’assemblea degli azionisti ha poi approvato il bilancio del 2014 che si è chiuso con un utile di 162,5 milioni in aumento del 14,4% e la distribuzione di una cedola di 0,45 euro ad azione. A proposito della politica dei dividendi, Irace ha sottolineato che Acea intende avere una certa stabilità con un pay out tra il 55 e il 60%. Sempre l’assemblea, infine, ha approvato l’ampliamento del cda da 7 a 9 membri, nominando due nuovi componenti del board: Roberta Neri e Massimiliano Capece Minutolo del Sasso. La decisione è stata presa, ha spiegato il presidente Catia Tomasetti, perché «dalla data dell’ultima assemblea sono intervenute importanti modifiche normative, vale a dire il diverso scenario in cui dovrà muoversi la società che ha dettato l’opportunità di rafforzare il numero dei membri del consiglio».

Redazione

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