Emma Marrone: “Non è una colpa essere popolari, Maria ad Amici 14 mi lascia piena libertà”

Con Elisa non c’è nessuna rivalità, anzi: da semplici colleghe con il tempo sono diventate grandi amiche in grado di spalleggiarsi in qualsiasi momento. Ci tiene a chiarirlo, Emma Marrone, coach di Amici di Maria De Filippi  a margine della presentazione dell’undicesima edizione del talent show più seguito del piccolo schermo. fase serale di Amici ci sarebbe stata anche lei. Così ho deciso di accettare perché credo di avere molto da imparare da una come Elisa. Con me e lei, finalmente, quest’anno non si parlerà di antagonismi. Nonostante io guidi la Squadra bianca e lei la Squadra blu, Amici è un viaggio nella stessa direzione dove l’obiettivo è quello di permettere ai concorrenti di arrivare preparati al successo. Io ed Elisa siamo arrivate alla gente in modi completamente differenti, ma ci siamo subito piaciute. E ritengo che questo sia un bene, visto che i pregiudizi spesso allontano le persone. Lei rispetto a me ha un’esperienza ventennale, mentre la mia è di cinque anni: ho tutto da imparare».

Quando eri più piccola eri fan di Elisa?

«Assolutamente sì. Tant’è che quando andavo a scuola compravo i suoi dischi. Ricordo che appuntavo sul mio diario tutte le frasi più belle, quelle che sentivo particolarmente mie. La vedevo come un’artista irraggiungibile, invece oggi ci ritroviamo a collaborare. A riprova del fatto che nella vita tutto è davvero possibile. Con lei ho un bellissimo rapporto, ci spalleggiamo a vicenda e posso assicurarvi che non c’è nessun tipo di rivalità».

Passando a Maria De Filippi, che effetto ti fa essere tornata a lavorare con la tua talent scout?

«È sempre un grande piacere e ogni volta è come tornare a casa.Maria mi dà tutti gli strumenti necessari e mi lascia ampia libertà nella scelta e nella preparazione dei vari numeri in programma. E questo non accade certo da tutte le parti…».

Durante la tua recente partecipazione al Festival di Sanremo, nelle vesti di conduttrice accanto a Carlo Conti, hai dichiarato che quando Maria De Filippi ti ha proposto di partecipare ad Amici, tu inizialmente le hai risposto: «Stavolta non mi freghi!». Come mai?

«Perchè Amici è un’esperienza davvero impegnativa. Io ed Elisa cominciamo a lavorare coi ragazzi alle dieci del mattino e poi andiamo avanti fino alle due di notte. Per intenderci, non è che ci presentiamo solo in puntata il sabato sera: ci teniamo ad essere presenti in ogni momento per rifinire anche le cose più piccole. Di conseguenza, dopo il Festival di Sanremo avrei voluto riposarmi e preparare con più calma i miei nuovi progetti».

E poi che cosa è cambiato?

«Poi mi sono detta: ho tutta la vita davanti per poter riposare, meglio vivermi questa nuova avventura insieme con una grande artista come Elisa».

Secondo te le case discografiche sono cambiate nei confronti dei concorrenti dei talent show?

«Per quanto riguarda Amici, qui c’è una vera e propria scuola dove si imparano un sacco di cose e ci si può perfezionare. La casa discografica, poi, pesca dal bacino di Amici artisti formati e conosciuti. Ecco perché i talent show sono diventati così importanti per le case disco-grafiche. Perché queste ultime non hanno più tantissimi fondi a disposizione per cercare gli artisti, formarli e farli conoscere. Al di là di questo, però, penso che i cantanti popolari vengano perennemente discriminati. Prima le star erano tutti quegli gli artisti che vendevano tanti dischi, si esibivano dal vivo davanti a migliaia di persone e si misuravano con una moltitudine di altri progetti. Oggi non sembra più così».

Perché?

«Vendere molti dischi ed essere popolari è paradossalmente quasi una colpa. Le canzoni pop per qualcuno sono qualitativamente inferiori rispetto a quelle di chi sceglie di fare una musica ricercata e di nicchia. Ma è un discorso che non ha senso. Qualcuno non comprende che dietro ogni canzone c’è lo stesso lavoro dietro. Quello della cantante è il mio mestiere  il mio obiettivo è di far conoscere la mia musica a più persone possibili. Altrimenti avrei cantato nelle cantine».

Produrrai il disco di Antonino Spadaccino, ex di Amici. In futuro ti piacerebbe farlo anche per qualcuno dei nuovi concorrenti?

«Antonino è un grandissimo artista. Ho deciso di produrlo non certo perché tra di noi c’è una bella amicizia ma perché esiste una forte stima reciproca. Per quanto riguarda i concorrenti di questa edizione di Amicinon ho ancora preso in considerazione un’eventualità di questo tipo perché mi sembra sia ancora presto. Se in futuro, però, qualcuno di loro mi chiederà una supervisione per un loro disco e io mi renderò conto di poterlo fare, ben venga».

Redazione

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