Guerrina Piscaglia: Solo Padre Graziano conosce la verità

E’ vero all’inizio pensavo che mia moglie si fosse allontanata volontariamente. Ma adesso, purtroppo, faccio fatica a credere ancora a questa ipotesi. È passato troppo tempo, le speranze di trovare mia moglie viva sono sempre meno. Ma adesso padre Graziano deve dire tutto quello che sa. Deve dire dove mia moglie. Se è vero che erano così amici, perché non ci aiuta a ritrovarla?».

Mirco Alessandrini, 49 anni, è un marito solo e disperato. Da un anno, ormai, aspetta di avere notizie su sua moglie Guerrina Piscaglia, 50 anni, scomparsa il primo maggio 2014 dalla loro abitazione di Ca Raffaello, in provincia di Arezzo.Come suggerito dal marito di Guerrina, Punico in grado di chiarire il mistero potrebbe essere proprio lui, padre Graziano, lex parroco del paese sotto accusa per favoreggiamento in sequestro di persona o in omicidio. Il prete africano, 45 anni, aveva con Guerrina un rapporto molto stretto. In meno di un anno i due si erano scambiati ben quattromila messaggi ed è un fatto accertato che la donna fosse molto gelosa del sacerdote.

Negli ultimi tempi Guerrina aveva addirittura confessato al religioso di aspettare un bambino da lui. Un fatto mai accertato, ma che secondo gli inquirenti potrebbe rappresentare un movente. Nel corso degli interrogatori padre Graziano ha sempre negato di avere avuto incontri intimi con la donna e di essere coinvolto nella sua scomparsa. Da mesi si è chiuso nel silenzio in attesa del 25 aprile, il giorno in cui scadrà il divieto di espatrio emesso nei suoi confronti. Da quel momento potrà abbandonare r Italia, raggiungere il paese francese indicatogli dalla Curia o ritornare nel suo Congo e non farsi più vedere.

Eppure certe sue bugie parlano più di tanti altri indizi. A cominciare dalla sua stentata ricostruzione di ciò che avvenne il giorno in cui Guerrina è svanita nel nulla. Per sua stessa ammissione quella mattina la donna gli mandò un messaggio: «Vengo da te, cucino il coniglio e poi facciamo l’amore». Lui allora la chiamò per dirle di non andare. Ma dopo pranzo, vista Tinsisten za di Guerrina, le scrisse così «Vieni, la porta della canonie è aperta». Mezzora più tardi la donna uscì di casa e di lei non si è mai più saputo nulla. Lei e padre Graziano si erano effettivamente incontrati?

Quel pomeriggio il sacerdote  avrebbe dovuto celebrare un  funerale a Sestino, un paese  a circa 20 chilometri da Ca Raffaello. Ad accompagnarlo in macchina fu il marito  di Guerrina. I due, però,  arrivarono in ritardo alla funzione poiché, come ha raccontato il marito, erano dovuti tornare indietro a prendere un libro che il prete aveva dimenticato in canonica. In quel frangente, tuttavia, Mirco è certo di non aver visto la moglie. Era già scomparsa?

Andiamo avanti. Gli inquirenti credono che il telefono della donna già in quel momento fosse nelle mani di padre Graziano. Da quel cellulare, infatti, partì questo strano sms: «Dite a mio marito che sono scappata con il mio amoroso marocchino. Sono stanca di lui, tornerò a prendere Lorenzo». Peccato che questo sms sia partito proprio da Sesti-no, cioè il paese in cui si trovava il prete, e che sia stato spedito, forse per sbaglio, a un altro religioso di cui Guerrina non possedeva nemmeno il numero.

Per giustificarsi padre Graziano, parlando con padre Faustino, laltro parroco africano, addossò tutte le colpe a un certo “zio Francesco”, un personaggio che gli investigatori ritengono frutto della sua fantasia. Disse, cioè, che il pomeriggio del primo maggio, prima di celebrare la messa a Sestino, sarebbe entrato in canonica questo “zio Francesco”, il quale gli avrebbe detto che Guerrina era fuori in auto ad aspettarlo. Non solo. Il prete africano avrebbe detto di aver rivisto il misterioso “zio Francesco” insieme a Guerrina nei giorni successivi.

La donna, sempre secondo il fantasioso racconto del sacerdote, si sarebbe fatta accompagnare in canonica da “zio Francesco” per chiedere a padre Graziano di andare a prendere suo figlio Lorenzo per portarlo via con sé. Il religioso africano, però, si sarebbe rifiutato. Sarà vero? La storia regge poco, perché in quel periodo il figlio di Guerrina non si trovava a casa sua a Ca’ Raffaello, ma a Nuovafeltria presso alcuni parenti.Ma padre Graziano dovrà chiarire anche un altro mistero. In un intercettazione telefonica il prete parlò di una valigia da nascondere agli occhi del marito di Guerrina e degli altri abitanti del paese. Un conoscente al cellulare gli chiese: «Ti hanno visto quando sei andato via?». Lui rispose: «No, perché la valigia Tho caricatanellauto di…».

E ancora: «Quel giorno Mirco mi ha visto con la valigia. Mi ha chiesto: di chi è questa valigia? Gli ho risposto che è di un nostro confratello». Cosa c era in quella valigia di così segreto? Voleva fuggire? In un altra intercettazione il prete sembra avere altro da nascondere. Sapendo di essere ascoltato disse: «Devo fare un lavoro, non devo parlare in italiano o in francese, devo parlare la mia lingua». Insomma, non ce dubbio che padre Graziano debba spiegare ancora molte cose. Perché solo lui; a questo punto; potrebbe sapere la verità. Eppure un paio di settimane fa questa triste vicenda sembrava essere arrivata a una svolta.

Il giorno della vigilia di Pasqua; infatti; gli inquirenti avevano rinvenuto dei misteriosi resti umani nellossario del cimitero di San Gianni; a una decina di chilometri dalla casa della donna. In base al test del Dna; però; quelle mk ossa non appartengono a Guerrina, ma a un uomo non ancora identificato, di circa 40 anni e alto 175 centimetri. Non si sa a quando risalga la sua morte e nemmeno se sia stato vittima di un omicidio. Una cosa è certa: il suo corpo è stato prima sepolto in un altro luogo, poi disseppellito, bruciato, sezionato e infine buttato nellossario. Qualcuno in questi giorni si è spinto a ipotizzare che un eventuale assassino di Guerrina potrebbe aver estratto i resti di quelPuomo da una vecchia tomba per fare spazio a quelli della donna. I carabinieri sono tornati al cimitero per fare delle verifiche, ma sono molto scettici. Si tratta infatti di una ricostruzione poco credibile, che vedrebbe uno spietato killer agire in modo indisturbato, alla luce del sole, in un luogo molto frequentato da tutti gli abitanti del paese.

Redazione

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