LG G Flex 2: Oltre al display curvo c’è molto di più

La linea rimane sempre quella: curvo, con il profilo a “sorriso” che LG aveva già enfatizzato con il primo G Flex. Solo che il G Flex 2, che nel momento in cui si scrive è di fatto il top di gamma dell’offerta del brand coreano, ora è più compatto e ancora più potente. I miglioramenti apportati nella seconda generazione deirunico smartphone in commercio con display flessibile sono sostanziali e pervadono ogni aspetto del dispositivo. Dal sistema operativo (Android è in versione 5.0 Lollipop) all’hardware (la Cpu è Snapdragon 810) fino al display da 5,5 pollici.

In sostanza, il G Flex 2 propone un ingombro simili’ a quello dell’LG G3 solo con prestazioni ancora superiori e contraddistinto dal design esclusivo, che lo rende un telefonino unico nel suo genere perché caratterizzato da una cifra tecnologica ancora non eguagliata. Il tutto condito da un’interfaccia semplice, elegante e intuitiva, ancora oggi una delle più riuscite tra quelle proprietarie sviluppate dai principali produttori.

Prima e dopo La differenza tra il primo G Flex e la seconda versione oggetto di questa prova sta nelle dimensioni. La prima generazione era equipaggiata con display HD da 6”, il nuovo modello ha un Full HD da 5,5”: entrambi di tipo P-Oled, ovvero Plastic Oled la tecnologia che permette di essere curvata. E che è flessibile, perché lo smartphone sopporta sollecitazioni posteriori di diversi chili, fino a renderlo pressoché dritto senza incappare in alcun tipo di rottura. Lo schermo assicura un sostanziale miglioramento in termini grafici (la qualità è eccellente) e di ingombro, perché ora il G Flex 2 si può portare in tasca comodamente, a differenza del primo piuttosto ingombrante. La curvatura non riguarda solo il display (peraltro l’effetto visivo generato dalla bombatura è divertente in particolare con i film) ma anche la batteria e la scocca posteriore. Per quanto riguarda la prima, è integrata e segue il profilo. La scocca posteriore, dal canto suo, è rimovibile per consentire l’accesso ai vani sovrapposti per la micro Sim e la microSD. La cover flessibile è realizzata in uno speciale polimero capace di autorigenerarsi in seguito a rigature e micro danneggiamenti.

PROCESSORE “CALIENTE” Il G Flex 2 non propone solo miglioramenti nella qualità costruttiva ma anche nelle prestazioni. È un vero top di gamma, merito del processore Qualcomm Snapdragon 810, il più potente tra le Cpu offerte dal produrre californiano. È di tipo octa core con tecnologia Biglittle: quattro nuclei CortexA53 operano a 1,5 GHz e altrettanti però di tipo CortexA57 a 2 GHz. I primi entrano in funzione quando sono indispensabili minime potenzialità di elaborazione al fine di assicurare la migliore autonomia; i CortexA57 subentrano quando le app e il sistema operativo necessitano della massima potenza. Il tutto è completato dal reparto grafico Adreno 430, tra i migliori oggi disponibili, e da 2 GB di Ram, cui si sommano 16 GB di storage, e da Android 5.0 preposto a spremere al massimo la geometria a 64 bit dello □ Snapdragon 810. Il risultato di una simile configurazione è presto detto: prestazioni al top. Il G Flex 2 mostra i muscoli con qualsiasi tipo di applicazione e il display curvo con i giochi 3D si esalta. Solo che la Cpu tende a scaldare e si percepisce toccando il dorso nella parte inferiore sinistra. Abbiamo quindi messo sotto stress lo smartphone per capire l’impatto di questo effetto secondario. I benchmark hanno mostrato, in condizioni ideali, risultati superlativi: Antutu supera quota 45mila punti; 3D Mark IceStorm Unlimted si è fermato a 23.829 punti; 3D Mark Sling Shot ES 3.1 a 1.377 punti. Al termine di questo primo giro abbiamo rieseguito i test con la Cpu leggermente calda e in 3D Mark Sling Shot il punteggio si è fermato a 1.258 con l’app che segnalava una potenziale rallentamento nelle prestazioni. Fatto riposare il processore per alcuni minuti, tutto è tornato alla normalità. Certo, si tratta di una situazione estrema, nella quale per lungo tempo

Lo Snapdragon 810 è stato messo bene sotto pressione e che quindi raramente si verificherà nelTutilizzo di tutti i giorni. Non è un caso che nelTutilizzo empirico, quindi non basato sui benchmark, il G Flex 2 ha sempre assicurato una reattività sorprendente.

INTERFACCIA Il G Flex 2 eredita dal G3 oltre alle dimensioni e alla diagonale del display (5,5”) anche l’interfaccia Experience UX 3.0 esteticamente curata ed elegante e semplice nelTutilizzo effettivo. Non mancano le funzioni proprietarie che LG ci ha abituato a trovare sui suoi modelli top di gamma, tra cui Q Slide per migliorare il multitasking mantenendo operative più app in contemporanea variandone la trasparenza sul display, Dual Window per attivare due applicazioni in simultanea e QuickMemo+ per prendere appunti sul touchscreen a mano libera.

Qualità costruttiva La scocca è di tipo unibody, quindi integra la batteria. Ottima la scelta dei materiali, seppure fortemente virata alla plastica.

Due le peculiarità che elevano la cifra costruttiva. Da una parte il display curvo, unico nel suo genere. Dall’altra la cover posteriore con tecnologia capace di rigenerare graffi, rigature e piccoli danneggiamenti. Infine, peso e dimensioni sono ridotti.

Display Sullo schermo si concentra il principale miglioramento rispetto al G Flex di prima generazione. Il pannello è ora da 5,5 pollici, ben più tascabile come formato, e ha una risoluzione di 1.080×1.920 pixel (Full HD). La qualità grafica è elevata e si apprezza sia nella leggibilità delle scritte sia nella riproduzione dei contenuti multimediali. I colori sono ben saturi e i neri profondi. Un display di qualità e per di più curvo.

Iniziamo dal fronte telefonico, confermando che il G Flex 2 è anche un eccellente telefonino, perché la capsula auricolare restituisce un parlato chiaro e il microfono trasmette la voce in modo preciso. Sul fronte multimediale, le cuffie fornite in dotazione sono nella media: i più esigenti potranno affidarsi ad auricolari di qualità superiore. Infine, lo speaker posteriore è buono.

La struttura fotografica è presa pari pari dall’eccellente impianto del G3, con alcuni miglioramenti. Il sensore da 13 Megapixel è assistito da un sistema al laser capace di messa a fuoco con tempi rapidissimi, inferiori al secondo. Eccellente la velocità di scatto. In più, rispetto al G3, la resa fotografica è leggermente superiore con scatti di alta qualità.

Il processore Snapdragon 810 è l’attuale top di gamma di Qualcomm: ha architettura a 64 bit e tecnologia oda core, quanto serve per garantire la massima velocità ad Android 5.0. E il GFlex 2 non teme alcun tipo di applicazione, perché risponde sempre in modo brillante. Peccato però che la Cpu tenda a scaldare quando è messa sotto stress.

Uno smartphone che piace per due attributi in particolare: il design unico nel suo genere, quindi facilmente riconoscibile e di impatto, e le prestazioni, tra le migliori oggi disponibili tra i top di gamma in commercio. Un modello capace di catalizzare le attenzioni per il mix perfetto di estetica, esclusività e reattività. Con un prezzo che, tutto sommato, non è eccessivo.

Redazione

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