Omicidio Andrea Loris, Veronica cambia versione: “Si ho fatto una strada diverse”

Loris è stato ucciso prima delle 10, quando era da solo in casa con la sua mamma. Tunica a conoscere la verità sulla morte del figlio”. È questa la conclusione a cui sono arrivati gli inquirenti che indagano sulla morte di Loris Andrea Stivai, il bimbo di otto anni strangolato lo scorso 29 novembre 2014 a Santa Croce Cameri-na, in provincia di Ragusa, e per la cui morte è in carcere dalT8 dicembre sua mamma Veronica Panarello, 26 anni. Contro la donna, che nei giorni scorsi ha cambiato versione riguardo alla mattina del delitto, ci sono gravi indizi di colpevolezza. Prima di tutto, però, vogliamo aggiornarvi su quanto vi avevamo anticipato la scorsa settimana, e cioè sulle dichiarazionidellavvocato Francesco Viliardita, difensore di Veronica.

Per il legale, il delitto di Loris sarebbe stato commesso due ore dopo Torario indicato dal medico legale, il quale aveva fissato la morte del bimbo tra le 8 e le 10 del mattino, cioè in un arco temporale in cui la mamma e il figlio si trovavano insieme in casa. A sostegno della propria tesi, Viliardita ha anticipato di essere in possesso  di una nuova perizia di parte che sposterebbe il delitto due ore più avanti. Se davvero Loris fosse morto tra le 11 e mezzogiorno, a quellbra Veronica si trovava al castello di Donnafugata e non a casa. In altre parole, avrebbe un alibi di ferro. Per i giudici, però, fanno fede i risultati della perizia dei medici legali, secondo i quali Loris è morto prima delle 10. Inoltre, Veronica ha sempre detto di aver accom-pagnato il figlio a scuola la maledetta mattina del 29 novembre, ma le telecamere sparse per il paese la smentiscono: lauto della donna non è stata immortalata nei pressi delfi-stituto scolastico frequentato dal bambino, bensì sul luogo in cui è stato abbandonato il suo corpicino senza vita.

Proprio per “cristallizzare” questa prova regina, è iniziato in Procura il cosiddetto incidente probatorio, ossia il “riversamento” su altri supporti informatici delle riprese video effettuate dagli impianti pubblici e privati attivi in tutto il paese. Una squadra di esperti è stata incaricata di analizzare le immagini per ricostruire minuto per minuto gli eventi di quella tragica mattina. Gli esiti saranno pronti fra qualche settimana. Ed eccoci al nuovo indizio contro Veronica, di cui vi accennavamo in apertura.

La donna, nei giorni scorsi, di fronte alle immagini che la ritraggono mentre percorre, al volante della sua auto, strade e vicoli che non portano alla scuola del figlio, ha in parte ritrattato la sua versione iniziale: «Quella mattina ho fatto un percorso diverso dal solito per arrivare alla scuola di Loris. Per questo motivo la mia auto è stata immortalata lungo strade che di solito non facevo…». Ma queste parole costrastano con ciò che aveva sempre dichiarato, ossia che per accompagnare il figlio a scuola aveva fatto il solito tragitto. Ora, di fronte a immagini chiare e inequivocabili, ha cambiato versione. La domanda a questo punto sorge spontanea: sta tentando di “aggiustare” il suo alibi?

Redazione

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