Apple Watch, analisi approfondita del suo interno (Recensione)

Manca poco per capire se l’Apple Watch sarà un incredibile successo o un terrificante flop.

Nel passato della casa di Cupcrtino difficilmente si scorge, come in questo caso, un prodotto che ha spaccato la critica in modo così netto.

Apple conta di vendere entro la fine dell’anno circa 20 milioni di esemplari del suo orologio smart. Forse ci riuscirà, ma considerato che in un solo trimestre di ¡Pitone ne sono stati venduti più di 70 milioni, non sembra essere un traguardo di cui andare tanto fieri. Durante il Keynote del 9 marzo, quando è stato svelato il nuovo MacBook, la casa della Mela ha lanciato definitivamente il suo attesissimo smartwatch, rivelandone dettagli e prezzi. Nei mesi trascorsi dalla prima presentazione l’azienda di Cupertino ha potuto lavorare al progetto mettendo a punto il software, offrendo la possibilità agli sviluppatori di creare le app e correggendo alcuni piccoli difetti iniziali. Nonostante ciò, il Watch potrebbe non mietere il successo sperato: per molli, infatti, non è quella “perla di innovazione” cui Apple ci ha abituati da anni. Al Keynote bastava dare un’occhiata al pubblico in sala: i loro sguardi, a differenza del solito, erano tutt’altro che iniettati eli straripante euforia, come qualche minuto prima quando era stato presentato loro il nuovo MacBook. Forse in questi mesi, dal Keynote del 9 settembre 2014, del Watch se n’è parlato troppo, creando tanta attesa per un botto che poi non c’è stato.

BELLO, MA NON BRILLA

Il Watch è un buon dispositivo, ma con alcuni “difetti” che da mi prodotto Apple non ci si aspetterebbe mai. Ma bisogna considerare che è il primo della sua specie e, come già avvenuto in passato, la nuova versione, cui sicuramente a Cupertino stanno lavorando in gran segreto, sarà molto diversa e correggerà ciò che oggi gli viene criticato. Basti fare il paragone con l’iPad: il secondo esemplare fu decisamente migliore del primo. Facendo tesoro di questa esperienza, forse converrebbe aspettare l’anno prossimo per vedere cosa si inventerà Apple, ma come si fa a resistere alla tentazione di essere tra i primi a sfoggiare il nuovo Watch? In attesa di toccarlo con mano, eccone svelate tutte le caratteristiche, tinche quelle negative di cui Apple preferisce non parlare…

DISPLAY

Sebbene Apple non lo abbia esplicitamente dichiarato, Il display Retina dell’Apple Watch ha una dimensione di 1,32″ con risoluzione da 272 x 340 pixel per il modello da 38mm. Per la versione da 42 mm, invece, la dimensione è di 1,5″ con risoluzione pari a 312 x 390 pixel. È inoltre dotato di una superficie flessibile con tecnologia Force Touch che consente di distinguere tra un tocco lieve e una pressione più forte per impartire comandi diversi.

BRACCIALI

Per adattare il Watch al proprio stile, Apple ha reso disponibili un gran numero di cinturini. La versione Sport ha un bracciale in Fluoroelastomero nei colori bianco, nero, blu, verde o rosa. Per la versione classica, invece, si può scegliere, oltre a quello in Fluoroelastomero (bianco o nero), uno in acciaio inossidabile a maglie o a loop in maglie milanese e uno in pelle (modem, classic o loop). Per la versione Edition c’è la possibilità di optare tra quello in Fluoroelastomero (bianco o nero) o quello in pelle (modem o classic).

L’Apple Watch è dotato di due soli controlli fisici. Un tasto più grande, situato in basso, con un singolo clic accede alla schermata Amici, con due clic attiva Apple Pay e tenuto premuto spegne l’orologio. Il secondo controllo fisico è la corona digitale. Ruotandola è possibile scorrere gli elenchi o modificare il livello di zoom degli elementi. Con un clic si va alla scherma Home, con un doppio clic si passa dall’orario all’ultima app aperta e viceversa, tenuta premuta si attiva Siri.

SENSORI

Sono stati integrati un accelerometro che registra i passi e i movimenti per calcolare le calorie consumate, un sensore a fotodiodi e LED a luce infrarossa per misurare il battito cardiaco, un sensore di luce ambientale, un giroscopio e un barometro. Non c’è il GPS, ma rileva la posizione usando quello dell’iPhone. Al suo interno c’è infine il Taptic Engine, un attuatore lineare che restituisce un feedback tattile quando si riceve un avviso o una notifica.

CONNESSIONI

Oltre al Bluetooth 4.0 e all’NFC, è dotato di connessione Wi-Fi 802.11 b/g/n. Questo gli permette di rimanere connesso all’iPhone anche quando è troppo lontano dalla portata del Bluetooth, a patto che orologio e telefonino siano connessi alla stessa WLAN. Il raggio d’azione del Bluetooth, infatti, è inferiore a quello di una rete Wi-Fi. In questo modo potremo continuare a utilizzare il Watch anche quando ci spostiamo da una stanza all’altra, senza doverci portare dietro anche il melafonino (tutte le funzioni dell’iPhone sono gestibili dal Watch). Una tale funzione non è ancora presente sugli orologi con Android Wear. Ma la stretta correlazione con l’iPhone rappresenta per il Watch anche un punto di debolezza. Senza un melafonino serve solo per leggere l’ora!

BATTERIA

È sicuramente il tallone d’Achille del Watch. Apple ha dichiarato un’autonomia di 18 ore con una carica completa. Chi è intenzionato a utilizzare l’orologio della Mela, quindi, sarà costretto ogni giorno a toglierselo per ricaricarlo. Questo è uno dei difetti maggiori per un dispositivo indossabile perché ne preclude l’uso in tantissimi contesti. Inoltre, il caricatore MagSafe induttivo è tutt’altro che comodo: sarebbe stato molto più pratico un sistema di ricarica wireless. Non che gli altri smartwatch in circolazione facciano meglio in termini di autonomia della batteria, ma dalla Casa di Cupertino ci si aspetta sempre qualcosa di più. C’è poi da considerare che le 18 ore di autonomia sono puramente indicative e calcolate considerando un uso “normale”. In riproduzione audio e per monitorare gli allenamenti la durata scende a 6,5 ore. Con le chiamate si arriva appena a 3 ore. E per una ricarica completa occorrono 2,5 ore.

IMPERMEABILITÀ

Da questo punto di vista abbiamo avuto la felice conferma che il Watch è resistente all’acqua secondo lo standard IPX7, il che vuol dire che può resistere fino a un metro di profondità per 30 minuti. Non è possibile indossarlo per le immersioni subacquee, ma se piove o lo si usa per attività sportive, sudore e acqua non sono un problema, a patto di non usare un cinturino in pelle che inevitabilmente si rovinerebbe.

APPLICAZIONI

Ce ne sono già molte, e molte altre arriveranno. Oltre alle classiche Mail, Messaggi, Mappe, Musica, Siri, Meteo

e così via, c’è quella per gli allenamenti, per controllare la fotocamera dell’iPhone e il proprio stato di salute. Grazie al rilascio del WatchKit i tantissimi sviluppatori in giro per il mondo potranno ora creare nuove e splendide applicazioni da integrare nell’orologio della Mela.

PREZZI E DISPONIBILITÀ

Questa è un’altra nota dolente per gli utenti della Mela. In America per la versione Sport da 38mm ci vogliono S 349; S 399 per quella da 42 mm.

Il Watch classico, invece, ha prezzi compresi tra i 549 e i 1.099 dollari.

Per la versione più esclusiva, Edition, infine, si parte da un prezzo base di 10 mila dollari. I prezzi per l’Italia non sono stati ancora comunicati, ma considerato il cambio sfavorevole, è molto probabile che da noi ci voglia anche qualcosa di più. Le vendite inizieranno il 24 aprile in Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Nel nostro Paese l’attesa sarà un po’ più lunga.

Redazione

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