Festa dell’Unità senza pace: Giannini contestata se ne deve andare

Non c’è solo chi protesta per il mancato invito a Bologna, c’è anche chi come il ministro Stefania Giannini le proteste le ha subite. E’ successo ieri, nel tardo pomeriggio, il ministro si era appena accomodata sotto il tendone, dove da quattro giorni va in scena la festa nazionale dell’unità di Bologna, dedicata ai 70 anni della Liberazione.
Il dibattito era centrato sulla riforma “la Buona scuola” e il pubblico era un insieme di addetti ai lavori tra docenti precari e studenti. Fuori, è rimasto un gruppo di una cinquantina di contestatori dei Cobas e dei centri sociali che appena il ministro ha preso la parola, armati di pentole e cucchiai, hanno di fatto interrotto l’evento facendo scattare tutti in piedi.

GLI SLOGAN«Vergogna, vergogna, vergogna»,” così è stata accolta Stefania Giannini poi costretta ad abbandonare il tendone trasformato in arena tra urla e clangori. «Noi con il mondo della scuola ci siamo confrontati, questo non è il mondo della scuola, ho ascoltato, ho una certa cultura del rispetto», ha poi commentato Giannini abbandonando il teatro delle proteste. Per la parlamentare dem Francesca Puglisi è stata: «un’aggressione in piena regola organizzata in modo perfetto».La responsabile scuola del Pd ha cercato, invano, di sedare gli animi rivolgendosi ai precari: «Venite qui, dialoghiamo» ma ormai la protesta era scoppiata e quando il ministro ha sventolato bandiera bianca alzandosi e dirigendosi verso l’auto, gli organizzatori sono stati costretti a chiudere il sipario.

GLI EDUCATORI«Questo non fa onore agli educatori – ha detto Puglisi – anzi penso che forse non fossero insegnanti, forse erano centri sociali. Non me lo spiego. Visto che il dialogo ci è stato impedito, ce ne siamo andati, per evitare che la tensione potesse dilagare».Il risultato? «Evento annullato», e pure nella vicina Casalecchio di Reno, dove è in programma la locale festa dell’Unità, hanno preferito non rischiare e hanno cancellato l’appuntamento con il ministro dell’Istruzione che a quel punto non ha potuto far altro che tornare a Roma prima di consegnare un commento amareggiato ai cronisti. «Siamo andato in giro in tutta Italia e abbiamo trovato un dialogo», ha sorriso Giannini cercando di scandire le parole e dribblando fischi e frastuono. «Professionisti del caos organizzato», li ha definiti Francesco Critelli, segretario provinciale del Pd di Bologna che ha condannato la manifestazione a sorpresa.

Intanto ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl in Commissione Cultura e Istruzione alla Camera. Circa 2.400 quelli pervenuti. Faraone ha rassicurato gli idonei del concorsone del 2012, al momento esclusi dal piano di assunzione, per i quali «stiamo cercando una soluzione», e parlando delle proposte di modifica avanzate dal Pd, ha annunciato una delega al Governo per introdurre la valorizzazione del Made in Italy in tutte le scuole.

IL CALENDARIOStasera, la festa dell’Unità riprende fiato: in calendario solo dibattiti su libri e cinema, ma dopo quel che è successo ieri, il tendone bolognese della Montagnola potrebbe tornare a ribollire. La festa dell’Unità si è trasformata in un grande party su invito e molti hanno avuto da ridire per la mancanza in lista di buona parte della minoranza dem. Gianni Cuperlo è riuscito a rimediare all’ultimo momento: non sono previsti suoi interventi ma arriverà il 3 maggio, lo stesso giorno di Matteo Renzi che ha esplicitato in diretta televisiva un altro invito sospiratissimo.

A PIEDIUno dei grandi esclusi dal tendone è infatti Pierluigi Bersani. «Ci sarei andato anche a piedi» ha detto l’ ex ministro nonché ex presidente della regione Emilia Romagna. «Bersani ha ragione, giustissimo chiamarlo, hanno chiamato i ministri e non gli ex segretari. Noi lo andiamo a prendere in macchina, così non va a piedi», ha detto Renzi firmando la pax felsinea.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi