Emma Marrone racconta il ritorno al talent di Canale 5 dopo l’esperienza come valletta a Sanremo e dichiara

Essere un esempio per tantissimi giovani è una delizia ma anche una croce. Ne è convinta Emma Marrone, direttore artistico di Amici che Vero ha incontrato a margine della presentazione dell’undicesima edizione del talent show di Canale 5. E, per l’occasione, la cantatrice salentina ci ha raccontato anche del forte legame d’amicizia nato con Elisa.

«Non potevo rifiutare perché…»

Emma, che cosa ti ha spinto a tornare a vestire i panni di direttore artistico ad Amici?

«Ammetto che quest’anno ho deciso di partecipare a questo talent show soprattutto per la presenza di Elisa. Nel momento in cui Maria mi ha chiamato per propormi di tornare, aggiunge  che nella fase serale di Amici ci sarebbe stata anche lei, ho deciso di accettare perché credo di avere molto da imparare da una come Elisa. Con me e lei, finalmente, quest’anno sparisce il concetto di antagoniste solo perché alla guida di squadre diverse. Nonostante io sia al timone della Squadra Bianca e lei della Squadra Blu, Amici è un viaggio nella stessa direzione in cui l’obiettivo è quello di permettere ai concorrenti di arrivare preparati ; al successo. Io ed Elisa siamo arrivate nel cuore della gente in  modi completamente differenti, ma ci siamo subito piaciute, ci siamo prese. E ritengo che questo sia un gran bene, visto che i  pregiudizi spesso allontanano le persone. Lei, rispetto a me, ha un’esperienza ventennale, menile la mia è di cinque anni: ho tutto da imparare».

Quando eri più piccola, eri fan di Elisa?

«Assolutamente sì. Tant’è che, quando andavo a scuola, compravo i suoi dischi e, dopo aver ascoltato le sue canzoni, ricordo che appuntavo sul mio diario tutte le frasi più belle. La vedevo come una artista irraggiungibile, invece oggi ci ritroviamo a collaborare insieme, a riprova del fatto che nella vita tutto è davvero possibile. Con lei ho un bellissimo rapporto, ci spalleggiamo a vicenda e posso assicurarvi che non c’è nessun tipo di rivalità».

Passando a Maria De Filippi, che effetto ti fa essere tornata a lavorare con la tua pigmaliona?

«È sempre un grande piacere e ogni volta è come tornare a casa. Maria mi dà tutti gli strumenti produttivi e mi lascia ampia libertà nella scelta e nella preparazione dei vari numeri in programma. E questo non accade certo da tutte le parti».

»Per riposare c’è tutto il tempo»

Durante la tua recente partecipazione al Festival di Sanremo, nelle vesti di conduttrice accanto a Carlo Conti, hai dichiarato che, quando Maria ti ha proposto di partecipare ad Amici, tu inizialmente le hai risposto: “Stavolta non mi freghi!”. Come mai?

«Perché Amici è un’esperienza molto impegnativa. Io ed Elisa cominciamo a lavorare con i ragazzi alle dieci del mattino e poi andiamo via alle due di notte. Per intenderci, non è che ci presentiamo solo in puntata il sabato sera. Al contrario, ci teniamo a essere presenti in ogni momento per rifinire anche le cose più piccole. Di conseguenza, dopo il Festival di Sanremo, avrei voluto riposarmi e preparare con più calma i miei nuovi progetti. Ma poi mi son detta: ho tutta la vita davanti per poter riposare, meglio vivermi questa nuova avventura con Elisa».

«Scuola utile per le case discografiche»

Oggi le case discografiche sono molto cambiate nei confronti dei concorrenti dei talent show.

«Per quanto riguarda Amici, qui vengono scelti i talenti e vengono costruiti a livello scolastico. C’è una vera e propria scuola dove si imparano un sacco di cose e si ha modo di perfezionarsi. La casa discografica, poi, pesca dal bacino di Amici degli artisti già costruiti e conosciuti. Ecco perché i talent show sono diventati così importanti per le case discografiche. Perché queste ultime non hanno più tantissimi fondi a disposizione per cercare gli artisti, formarli e poi farli conoscere. Al di là di questo, però, ho come la percezione che oggi l’essere un cantante popolare sia diventato una discriminante. Mentre prima venivano considerati star tutti quegli gli artisti che vendevano tanti dischi, si esibivano in tantissimi concerti e si misuravano con una moltitudine di altri progetti, oggi non sembra più così. Ora vendere molti dischi ed essere popolare è diventato paradossalmente quasi una colpa, come se fosse qualitativamente inferiore rispetto a chi sceglie di fare musica più ricercata. Quello della cantante è il mio mestiere e il mio obiettivo è quello di far conoscere la mia musica a più persone possibili».

Hai dichiarato che produrrai il nuovo disco di Antonino Spadaccino, ex di Amici. In futuro ti piacerebbe farlo anche per qualcuno degli allievi attuali?

«Antonino è un grandissimo artista. Ho deciso di produrlo non certo perché c’è una forte stima reciproca tra di noi. Per quanto riguarda i concorrenti di questa edizione di Amici, non ho ancora preso in considerazione un’eventualità di questo tipo perché mi sembra sia ancora presto».

Per tantissimi giovani sei un esempio da seguire.

«E questo per me rappresenta una delizia ma, allo stesso tempo, una croce. È una cosa bellissima, mi inorgoglisce, ma è anche una bella responsabilità. Con i miei fan sono sempre molto leale, cerco sempre di dar loro il massimo. Per me non sono dei semplici acquirenti dei miei dischi o soltanto spettatori dei miei concerti. È come se fossero la mia famiglia. D’altra parte, è anche grazie a loro se sono riuscita a raggiungere determinati risultati».

Redazione

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