Francesco Renga: “Mio padre non appoggiava le mie scelte”

Dev’essere stato difficile, per Francesco Renga, portare avanti la sua passione per la musica contro la volontà del padre. Per molti anni in casa sua le canzoni che lui suonava non venivano ascoltate e, soprattutto, nessuno lo incoraggiava. «Fino a quando non ho vinto il Festival di Sanremo nel 2005 con la canzone Angelo, mio padre non ha mai voluto dire che lavoro facessi», racconta il cantautore che, a quindici anni, quando frequentava il liceo scientifico, ha fondato il gruppo musicale Modus Vivendi. Seguiva spesso anche Stefano, il fratello maggiore, che si esibiva nei locali con gli amici.

«Lo showbiz è pieno di trappole»

Proprio quando muoveva i primi passi della sua carriera, gli è mancato quel sostegno che lui oggi non intende negare a Jolanda e Leonardo, i figli che ha avuto dalla compagna Ambra Angiolini. Anche adesso che il suo nome è molto popolare e che ormai in famiglia fanno il tifo per lui, l’artista friulano ricorda ancora quegli anni difficili con un pizzico di rammarico. E ce la mette tutta per spronare i concorrenti di Amici 14, il talent show del sabato sera di Canale 5 condotto da Maria De Filippi, dóve si cimenta nel ruolo per lui inedito di giudice. «Più che un giudice, una parola che in realtà non mi piace molto, per questi ragazzi vorrei essere un consigliere e mettere tutta la mia esperienza al loro servizio. Un po’ come un padre, vorrei essere colui che suggerisce. Uno che magari ti aiuta a evitare certi errori o, comunque, a viverli in maniera positiva. La strada del mondo dello spettacolo è difficile e sbagliare, soprattutto all’inizio, è inevitabile».

Proprio in quei momenti è importante avere vicino qualcuno che ti incoraggi: davvero tuo padre ti ha ostacolato così tanto nel tuo percorso di musicista?

«Certamente non mi ha supportato, anche se è sempre stato un padre meraviglioso e lo è tuttora, anzi oggi più di prima. In realtà, ha solo fatto quello che pensava fosse meglio per me. Ora, invece, è lui il mio più grande fan. Però ricordo bene che cosa significhi avere un genitore che non appoggia la passione del figlio…».

Se i tuoi figli dovessero dimostrare inclinazioni artistiche, come ti comporterai?

«Le stanno già dimostrando! Sono divisi a metà, tra musica e cinema, un po’ come me e Ambra. Le doti le hanno, ma sono ancora piccoli per poter dire quale strada intraprenderanno. Di sicuro io proverò a evitare il comportamento che ha avuto mio padre con me: cercherò di proteggerli e di consigliarli sempre, ma saranno tutti e due liberi di fare le loro scelte di vita».

Quindi sei un papà moderno, libero da pregiudizi?

«Direi che sono comunque un papà vecchio stampo, mentre Ambra è molto più moderna di me. Ma, a parte le definizioni, posso dire che io e la mia compagna siamo genitori molto fortunati, perché abbiamo due figli meravigliosi: sono loro che, la maggior parte delle volte, insegnano a noi, non viceversa…».

Se ripensi a te stesso ai tempi degli esordi, ti rivedi nei ragazzi di Amici?

«Sì, mi rispecchio parecchio nelle paure e negli entusiasmi di questi studenti, anche se il contesto nel quale ho cominciato io e il mio percorso sono stati completamente diversi».

Se oggi tu avessi vent’anni, parteciperesti a questo tipo di talent show?

«Subito, perché adesso nel mondo dello spettacolo è cambiato tutto. Chi vuole fare il mio mestiere, deve cominciare proprio dai talent televisivi. Oggi le case discografiche non hanno più il coraggio di investire di vent’anni fa e sono i programmi come questo che fanno da trampolino di lancio per chi ha la stoffa e la forza di andare avanti».

In passato, quando ti hanno chiesto di fare ii giudice in un programma televisivo, hai sempre rifiutato. Perché?

«È vero, non capivo come si potesse cominciare una carriera artistica in televisione. Mi sembrava un controsenso. Poi mi sono reso conto che le cose stanno andando sempre più in questa direzione. In-somma, il mio percorso per arrivare ad Amici non è stato semplice… ».

«Maria è una che non ti abbandona mai»

Perché hai accettato questa sfida proprio ora?

«Perché me l’ha chiesto Maria De Filippi che, al di là del personaggio, è una donna di grande intelligenza e professionalità ed è l’unica persona che riesce a darmi serenità in un ambito, quello della Tv, che per me che sono abituato a cantare e meno a parlare è sempre stato molto impegnativo e problematico».

Quindi è solo per Maria che sei ad Amici?

«Per lei, ma anche per il cast. Avere Emma ed Elisa come coach è una garanzia; e sono felice di essere giudice con Loredana Bertè e Sabrina Ferilli. E poi, elemento ancora più importante, questo è un talent che non ti abbandona: a fine programma, i concorrenti non galleggiano senza sapere che fare e Maria è sempre attenta a seguirli e ad accompagnarli nel loro percorso».

Si respira aria di sfida o di amicizia negli studi?

«Si respira un’aria molto costruttiva e positiva, soprattutto nel modo che c’è di mettersi a disposizione degli studenti. Tra le due squadre, la Bianca e la Blu, non esiste quella competitività un po’ malata che di solito si trova in altre situazioni, ma solo una sana competizione. Sarebbe stato bello, quando ho cominciato io a occuparmi di musica, ritrovarsi in una situazione come questa. Sono certo che imparerò molto da questi ragazzi».

Redazione

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