Highlights Juventus-Fiorentina 3-2: Video e Gol con Sintesi

Tevez ha ripreso quota. La squadra ha ritrovato le bollicine dopo qualche prestazione solo lievemente gasata. La fase difensiva si è di nuovo registrata (anche grazie a un magistrale Barzagli). A cinque giorni dal Real Madrid non potevano arrivare dei segnali migliori da parte della Juventus, che non chiude ufficialmente il discorso scudetto, mettendosi nelle condizioni di potersi laureare campione d’Italia con un pareggio a Genova, contro la Samp, sabato pomeriggio. Il 3-1 alla Fiorentina è sacrosanto e convincente, ideale suggello a tutto il campionato che la Juventus ha strameritato.
Il ritmo della partita non è esattamente forsennato: delle quattro partite giocate quest’anno fra Juventus e Fiorentina è la più modesta in fatto di intensità. Per quanto gradevole e movimentata, insomma, è un test poco attendibile sotto il profilo strettamente agonistico in vista della sfida con il Real Madrid. Fra cinque giorni allo Stadium si ballerà a ritmo più alto, ma i segnali mandati dai bianconeri sono tutti positivi. Si può perdonare, infatti, l’incipit distratto della squadra di Allegri, in considerazione della veemente reazione e della forza d’animo con cui ribalta la partita e ne mantiene il controllo.
Nei primi trenta minuti la Juventus sembra stiracchiarsi dopo una lunga dormita. E così l’avvio pungente della Fiorentina inclina leggermente il campo verso la parta di Buffon. Llorente al 20’ dà un segno di vita, liberandosi in area, ma non abbastanza per tirare decentemente. Va via a tutti, invece, Joaquin al 32’ e Pirlo, sbilanciato dalla finta dell’andaluso, compie un movimento vagamente folle con la gamba sinistra, andando ad agganciare quella sinistra dell’avversario. Joaquin stramazza al suolo come se fosse stato colpito da tutte le bombe carta del derby esplose in un solo momento, ma il contatto c’è e il rigore pure. Va sul dischetto Rodriguez e fulmina Buffon con un tiro di rara violenza e precisione.
A quel punto la Juventus si sveglia. E la partita si ribalta. La Fiorentina viene schiacciata nella sua metà campo, potendo contare solo su sporadici contropiede, mentre gli uomini di Allegri avanzano con piglio militare, guadagnando metri e occasioni. Bastano quattro minuti per pareggiare: la punizione con cui Pirlo confezione un cross baciato per la testa del redivivo Llorente è una topica dell’arbitro Banti (Neto in uscita non tocca Sturaro), ma il tocco del regista è, in compenso, una delizia calcistica che il bomber spagnolo non può sbagliare per rispetto alla bellezza. Meno rispetto, forse, potrebbe averlo Savic nei confronti di Llorente, ma il suo stacco è impeccabile.
La Juventus segna ma non molla, ringhia e morde, confonde la Fiorentina che perde le misure, soprattutto in difesa e quando Evra crossa per Tevez, allo scadere del primo tempo, l’Apache è lasciato criminalmente solo dai due centrali (Basanta il più sciagurato dei due) e colpisce di testa in santa pace, uccellando Neto in uscita rivedibile. La Juventus segna, Banti fischia la fine del primo tempo: il che rende la rete di Tevez una mazzata ancora più violenta per i viola che tornano negli spogliatoi frastornati.
L’intervallo non interviene sulla sceneggiatura: la Juventus è concentrata, trascinata da un Tevez in netta ripresa, da un Marchisio indemoniato e da un atteggiamento generale molto più compatto. Ma la Fiorentina, che è un filino più volitiva rispetto al finale di primo tempo, alla prima occasione nella quale si affaccia in area conquista un altro rigore. Meno nitido del secondo (questa volta l’impressione è che Joaquin vada proprio a cercare il contatto con Chiellini), ma non scandaloso. Si ripresenta Rodriguez sul dischetto e riprova l’esecuzione bomba all’incrocio. Soluzione azzardata, perché la palla vola fuori fra l’esultanza di Buffon e della curva Sud che dopo il silenzio del primo tempo è tornata a urlare. La Viola accusa il colpo quasi come se fosse un gol avversario e si disunisce definitivamente. I reparti si staccano come pezzi di Lego e la Juventus, ancora più carica agonisticamente, si fionda negli spazi.Tre minuti dopo il rigore fallito dalla Fiorentina (23’), Marchisio celebra degnamente le sue trecento partite con la Juventus con un lancio di fattura pirlesca, innescando l’ustionante contropiede di Tevez, che dribbla Bastanta, si sposta sulla destra e fulmina Neto con un diagonale velenoso. Tre a uno, partita finita con venti minuti di anticipo, perché la Fiorentina si arrende e la Juventus non infierisce pensando al Real. C’è spazio solo per la punizione di Ilicic al 90’: la cui perfezione balistica approfitta comunque di un’imperfezione di Buffon, che potrebbe arrivarci. Ma è un dettaglio, la testa di tutti è già altrove.

Redazione

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