Highlights Milan-Genoa 1-3: Sintesi e Video Gol

«La Primavera, vogliamo la Primavera», urlavano gli ultrà prima di abbandonare San Siro. Verranno – in parte – accontentati: nonostante le pubbliche rassicurazioni di Adriano Galliani nel pre-partita («Inzaghi resterà assolutamente in panchina fino alla fine del campionato») ci sarebbe davvero da stupirsi se Silvio Berlusconi, dopo aver visto il match col Genoa da Arcore insieme a Bee Taechaubol, decidesse di non intervenire per mettere Cristian Brocchi in panchina. Una tentazione che era già stata presa in esame sabato dopo la Caporetto di Udine, ma stavolta – nonostante il presidente sia in tutt’altre vicende affaccendato – non è più prorogabile la necessità di attuare un elettroshock nell’estremo tentativo di far sì che l’ultimo mese di campionato per il Milan non si trasformi in una via crucis. Ieri Galliani ha lasciato la tribuna al 5′ del secondo tempo e stamani – a meno di un clamoroso dietrofront – sarà ratificato l’esonero di Pippo con la promozione del tecnico della Primavera già preallertato dall’ad dopo la fine della partita. Tra l’altro, Brocchi è “libero” da impegni fino a giugno: la Primavera si è già qualificata alle final eight di campionato e l’allenatore potrebbe tranquillamente dedicarsi alla prima squadra per poi riassumere i suoi compiti nella cantera rossonera.

Nonostante le smentite a microfoni unificati circa le notizie di uno spogliatoio logorato e spaccato in più fazioni con una fronda in atto nei confronti dell’allenatore, ieri Inzaghi è apparso un uomo solo: mollato dalla squadra, dai tifosi e ormai demotivato vista la piega che hanno preso gli eventi. La partita, senza le parate monstre di Diego Lopez, poteva finire in goleada come il 25 maggio 1958 (5-1) data dell’ultimo successo del Genoa a San Siro contro il Milan. Sono passati 57 anni e Gian Piero Gasperini – che proprio in questo stadio aveva visto frustrare le sue ambizioni di allenare una grande squadra – potrà appuntarsi al petto l’ennesima medaglia da allenatore del Genoa. Un’arancia meccanica, la sua squadra, assemblata per scardinare le poche certezze rossonere. A brillare in una notte da ricordare, la stella di Bertolacci che ha segnato un gol da fenomeno proprio sotto gli occhi di Antonio Conte e Gabriele Oriali. Un gol che ha certificato una superiorità quasi imbarazzante dei genoani che però, un po’ per la verve di Diego Lopez, un po’ per l’attitudine a compiacersi, hanno dovuto attendere il recupero per poter festeggiare grazie al rigore di Iago Falque che ha ristabilito le distanze di sicurezza dopo che Mexes, con il classico tiro… della domenica, aveva rimesso il Milan in carreggiata dallo 0-2 (stoccata di Tino Costa, sporcata da Niang).
Siccome al peggio non c’è limite, a Napoli il Milan si presenterà senza Menez, Mexes e Abate, che saranno squalificati dal giudice sportivo. L’attaccante rischia però una stangata per un pesantissimo insulto al mediocre Giacomelli (reo di avere espulso lui e non Mexes), pronunciato a non più di mezzo metro dal quarto uomo. Polemico, al momento della sostituzione, pure Honda che ha pensato bene di applaudire in modo stizzito i tifosi che lo fischiavano. Chissà cosa penserà quando avrà rivisto la sua partita.

https://www.youtube.com/watch?v=rKV_NVToyMI

Redazione

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