Highlights Palermo-Torino 2-2: Sintesi e Video Gol

Giampiero Ventura va in mezzo al campo alla fine. Incrocia l’arbitro Gervasoni, sorride amaro, scuote la testa. Quel gol annullato a Maxi Lopez (il possibile 2-3) alla fine pesa eccome: «A me dalla panchina è sembrato regolarissimo. E’ davvero un peccato, è una decisione che pesa molto: con due punti in più saremmo sesti».

Del resto il Toro ha ancora fame, altro che pancia già piena dopo la vibrante e storica vittoria sulla Juventus di tre giorni prima che, inevitabilmente, ronza nelle orecchie del Toro. Ventura lo sa e per la sfida contro un Palermo chiamato a rialzare lo sguardo dopo lo scivolone con il Parma, in tre giorni aveva cercato di lavorare più sulla testa che sui muscoli. Per la squadra granata il rischio del rimbalzo di adrenalina, con un pericoloso down emozionale e quindi prestazionale, non era una paranoia da psicologo incallito bensì un’eventualità di cui tener conto. E allora, per shakerare il tutto e rimescolare le carte, il tecnico comincia con una rivoluzione: obbligatoria per le squalifiche di Gazzi e Moretti sostituiti da Vives e Gaston Silva e, indotta, con la decisione di dare spazio a Bovo al posto di Maksimovic, Molinaro di Darmian, Farnerud di El Kaddouri e Martinez di Maxi Lopez. Iachini propone un Palermo speculare nel suo 3-5-2 che vede un’applicazione quando è possibile più dinamica rispetto alla media dell’interpretazione venturiana. A dettare i tempi del gioco, il croato Jajalo, regista concreto con qualità apprezzabile, pronto a innescare le verticalizzazioni di Vazquez e Dybala. In una serata mite, nel solito affascinante Barbera incastonato davanti al Monte Pellegrino che incombe scuro sulle tribune, le due squadre scendono in campo con obiettivi opposti: da una parte il Toro che spera di ricominciare in estate il prima possibile perché significherebbe essere riusciti ad acciuffare nuovamente l’Europa League, dall’altra il Palermo che invece punta a dilatare nel tempo il raduno, ovvero piazzamento tra i primo otto e quindi turni estivi di Coppa Italia evitati. Due molle dalle dimensioni differenti a vista d’occhio anche se il match parte con i padroni di casa che spingono con più decisione per cercare di intimorire Glik e compagni e portarsi subito dalla propria parte il pubblico rosanero smanioso di un cambio di marcia.

E infatti al decimo minuto la formazione di Iachini sblocca il risultato su angolo che Andelkovic prolunga sul secondo palo dove Vitiello in spaccata trova il tocco vincente a mezzo metro dalla linea di porta dopo aver seminato Benassi. Ma la scossa non stecchisce il Toro che trova il pari fortuitamente dopo nemmeno tre minuti su tiro sbagliato di Quagliarella, rimpallato, che diventa un pallone sul quale Bruno Peres piazza un destro di prima imparabile all’angolino opposto. Dopo i fuochi d’artificio il Toro si mostra la solita squadra ordinata e organizzata e al raddoppio ci va vicino con un tiro di Martinez alzato sopra la traversa da Sorrentino ma poco prima della mezzora il risultato premia nuovamente il Palermo grazie a un cross calibrato e potente dalla sinistra di Lazaar sul quale si proietta Rigoni che anticipa Silva e Molinaro. Il Toro stavolta incassa il colpo e poco dopo anche una traversa, su angolo, stavolta di Andelkovic (19° legno) ma il primo tempo non regala altri botti. Nella ripresa Ventura capisce che la musica non cambia e allora fa entrare Maxi Lopez per Martinez ed El Kaddouri per un Benassi molle. Il Toro si anima e l’argentino segna un gol sublime per tempismo e tocco sotto porta a sfruttare il cross del marocchino dopo nemmeno un minuto dal suo ingresso in campo. Due rincorse come all’andata del Toro che prende coraggio e campo. Il Palermo prova ad accendersi in contropiede, ma nel finale ancora Maxi Lopez segna di testa su cross telecomandato di El Kaddouri. Gervasoni ascolta un pessimo consigliere in giallo e punisce il contatto con Vitiello annullando la rete. Ma non le speranze del Toro di restare in corsa per l’Europa League. Tra una settimana l’Empoli senza Vives che sarà squalificato. Ma il Toro è soprattutto organizzazione e testa.

Redazione

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