Antonella Stival, zia del papà di Loris si dice sicura: la madre del bambino verrà riconosciuta innocente

C’è una svolta clamorosa nel-Jf le indagini sull’omicidio del piccolo Loris Stivai, il bambino di 8 anni ritrovato ucciso lo scorso 29 novembre, a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Fin dall’inizio i sospetti degli inquirenti si sono riversati sulla madre del piccolo, Veronica Pa-narello, 26 anni, da mesi rinchiusa in carcere; ora, però, nuove prove dimostrerebbero la sua estraneità ai fatti. E la donna ha voluto farsi interrogare di nuovo dalla procura di Ragusa per gridare la sua innocenza. Del fatto che lei non sia l’assassina, una persona della famiglia è sempre stata convinta: è Antonella Stivai, 49 anni, zia paterna di Davide Stivai, il marito di Veronica, che invece crede all’impianto accusatorio.

Signora Antonella, quali sono i nuovi elementi che hanno segnato un colpo di scena nelle indagini sull’omicidio di Loris?

«Diversi elementi, a partire dai fermi immagine del video delle telecamera di sorveglianza del negozio di fronte alla casa di Loris: i tecnici  video-forensi della difesa li hanno sottoposti a una elaborazione grafica attraverso un software chiamato Amped Five, usato anche dall’Fbi, con risultati sorprendenti. Emerge come la sagoma del bimbo che entra nel condominio dopo l’uscita di Veronica con i suoi due bambini non possa essere quella di Loris, visto che la tonalità dei vestiti è diversa: si ribalta quindi la ricostruzione dell’accusa secondo cui Loris sarebbe uscito con la madre, ma poi subito rientrato a casa e che Veronica non l’abbia mai portato a scuola quel giorno. Non solo: il fermo immagine dell’auto sulla strada che porta al Mulino Vecchio, elaborato con l’Amped Five, mostra un’auto non compatibile con la Polo Volkswagen di Veronica, ma simile a una Punto Fiat. E questo ulteriore elemento smonta anche il fatto che la sua auto si sia trovata vicino al luogo di ritrovamento del corpo di Loris».

Ci sono anche altri elementi che scagionerebbero Veronica?

«Almeno due rilevanti: secondo l’accusa, Veronica, dopo aver lasciato il bimbo più piccolo alla ludoteca sarebbe tornata a casa e qui avrebbe avuto luogo l’omicidio di Loris; la madre lo avrebbe poi trasportato al Mulino Vecchio dove il suo corpo è stato ritrovato. Dalla perizia autoptica fornita dalla Procura invece, secondo il tecnico medico legale della difesa, il sangue che Loris ha perso dal naso sul luogo del ritrovamento, dimostra che il bimbo è stato trasportato ancora vivo al Mulino Vecchio. Inoltre, dalle foto della perizia autoptica emerge che Loris, quando è stato rinvenuto, aveva in tasca una moneta da 2 euro che la mamma gli aveva dato come premio per un bel voto preso a scuola e perde quindi fondamento la tesi dell’accusa secondo cui Veronica avrebbe cambiato il bambino dopo averlo ucciso perché sporco. Si stanno analizzando anche altri elementi sull’ora in cui Loris è stato ucciso (spostando in avanti l’ora della sua morte) e se saranno confermati Veronica avrebbe un alibi di ferro».

Alla luce di queste novità, qual è la verità secondo lei?

«La verità è quella che da sempre racconta Veronica: lei è uscita di casa con i due figli, ha accompagnato Loris a scuola e poi ha lasciato il piccolo alla ludoteca. È quindi rientrata a casa, da sola, per fare un po’ di ordine, dopodiché si è recata al corso di cucina a Donnafugata. A fine mattinata è andata a prendere il piccolino in ludoteca e poi, con lui, si è diretta a scuola a prendere Loris, aspettandolo all’uscita e conversando tranquillamente con le altre mamme ignara del fatto che suo figlio in classe non fosse mai arrivato. Questa fin dall’inizio è stata la sua ricostruzione, l’ha sempre ribadito, così come ha gridato il suo dolore per un figlio che le è stato ucciso e che le vietano di vedere».

Lei non ha mai dubitato dell’innocenza di Veronica?

«Ho constatato di persona che è una madre eccellente. E nonostante quello che sta passando, Veronica dimostra anche ora di essere una brava mamma: chiede sempre notizie del suo piccolino e vorrebbe andare dal suo Loris».

Però il marito Davide, suo nipote, non crede all’innocenza di Veronica.

«All’inizio anche Davide diceva che Veronica è una mamma speciale, poi ha iniziato a credere all’impianto accusatorio e le ha negato il suo sostegno. Mio nipote è stato più volte invitato a capire le motivazioni della difesa e anch’io l’ho più volte contattato per chiarire la mia posizione a sostegno di Veronica. Lui non ha mai risposto».

Come sono ora i rapporti tra Veronica e Davide ?

«Dopo l’ultimo colloquio in carcere, Veronica si è sentita profondamente ferita e abbandonata proprio dalla persona che amava e alla quale ha donato due meravigliosi bambini, e i rapporti si sono interrotti. Lei gli ha addirittura detto: “Se non mi credi, chiedi pure la separazione”».

Come sta oggi Veronica?

«Nonostante il dolore, cerca giustizia per il suo Loris e poi vuole dimostrare la sua innocenza e stare con il figlio più piccolo. Quando andiamo a trovarla ci dice che quando uscirà dal carcere, per prima cosa vuole andare dal suo Loris con il piccolino, lasciare un fiore sulla sua tomba e anche le sue lacrime, perché le è stata negata la possibilità di dargli l’ultima carezza, l’ultimo bacio».

Redazione

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