Guerrina Piscaglia: Giovedì scorso è stato arrestato padre Gratien Alabi

Giovedì scorso è stato arrestato padre Gratien Alabi, congolese di 45 anni, l’ex viceparroco di Ca Raffaello, una frazione di Badia Tedalda (Arezzo), da dove è scomparsa il primo maggio deiranno scorso Guerrina Piscaglia, 50 anni. All’inizio si pensava ad un allontanamento volontario da parte della donna, la quale avrebbe espresso il desiderio di abbandonare il marito e Lorenzo, il figlio disabile, perché stanca di quella vita. A confortare questa pista c’erano gli sms che Guerrina avrebbe mandato alla suocera nei giorni successivi alla scomparsa: «Sono stanca di questa vita e di mio marito, tornerò a prendere Lorenzo». Ma gli inquirenti non avevano neanche escluso che la donna, alta 1,50 e pesante 100 chili, fosse scomparsa per altri motivi o, meglio, a causa di qualcuno. Le indagini si sono concentrate su un individuo non identificato che sarebbe passato con un’auto gialla la sera prima della scomparsa vicino alla casa di Guerrina. Siccome Guerrina e il viceparroco Alabi si scambiavano molti sms, la procura l’ha ritenuto persona informata sui fatti. E successivamente, vista la reticenza del religioso, Alabi è stato indagato per favoreggiamento di sequestro. Ma è apparso subito ovvio che il prete sapeva molto di più.

Dai tabulati telefonici è risultato che Guerrina e Alabi avevano una corrispondenza decisamente fitta. Sono emersi anche messaggi che hanno fatto pensare che l’ex viceparroco non fosse immune al fascino femminile. A quanto pare, Guerrina avrebbe scritto ad Alabi che era incinta e che il padre era lui. Secondo gli inquirenti il viceparroco avrebbe sostenuto di non averla mai toccata e che lei si era inventata tutto. Però, sono spuntate foto pornografiche sul computer della parrocchia, in particolare foto di una suora, amica di Alabi, in posizioni osé. L’ultimo sms contro il religioso congolese è quello del giorno in cui Guerrina è scomparsa. Dal cellulare della donna è partito un messaggio  verso un prete, amico di Alabi, che Guerrina non conosceva. Insomma, troppe coincidenze e tutte portavano verso un unico individuo: padre Gratien Alabi, che aveva stretto un forte legame con la donna scomparsa. Fatto che è riconosciuto da tutti gli abitanti di Ca Raffaello e dal marito di Guerrina.

Ma come mai l’arresto arriva solo adesso, nonostante tutti questi indizi contro il viceparroco? Alla mezzanotte del 25 aprile scadeva il divieto di espatrio di Gratien Alabi, che in questo modo avrebbe potuto lasciare l’Italia. Il divieto risale a circa sei mesi fa e gli era stato imposto dalla procura di Arezzo.

Perciò, i carabinieri si sono presentati al convento Premostratensi di Roma, dove risiedeva padre Gratien, e l’hanno condotto in caserma dove gli ò stato notificato l’arresto. Evidentemente il gip del tribunale di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli, ha raccolto sufficienti elementi per procedere al fermo. Al momento dell’arresto, però, padre Gratien è apparso sereno e il suo avvocato Luca Fanfani non ha rilasciato dichiarazioni, in attesa «di capire quali siano gli elementi che hanno portato all’arresto». Certamente a padre Gratien toccano le stesse garanzie che spettano a chiunque. Molti indizi, tuttavia, convergono su di lui e ci danno l’impressione che serva qualcosa di più di una perizia per spiegare quello che è successo. Tra sms e foto non viene contraddetto solo il ruolo del buon sacerdote cattolico, ma anche quello di un uomo decoroso nello stile e nel rapporto con le donne. In quei falsi sms lanciati dal telefonino di Guerrina, dopo la sua scomparsa, la donna dice che va a fare l’amore con il suo «amoroso». Peccato che una donna tosco emiliana non confonderebbe mai moroso con amoroso, più francese. Chissà che in questa parola non vi sia la firma del delitto da parte di un uomo cui la situazione era sfuggita di mano.

L’arcivescovo di Arezzo Riccardo Fontana, interpellato in questa vicenda nei giorni scorso, dice che in fondo non era colpa sua se per mancanza di preti era dovuto ricorrere a padre Gratien. Allora è meglio lasciare una parrocchia vuota piuttosto che affidarla a un uomo che non sembra averne le capacità. Un uomo che non solo riceve l’8 per mille, ma ha anche una delicata e importante funzione socio-educativa.

Redazione

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