Stefania Sandrelli, la colonna portante di Una grande famiglia, la fiction campione di ascolti

Una donna forte e combattiva, che trova sempre una soluzione a tutto. Una matriarca alle prese con cinque figli (più una ritrovata, Isabella Ferrari) e relativi nipoti, spesso non facili. Una signora elegante, curiosa, un po’ impicciona, ma comunque buona. Un personaggio di grande spessore, di quelli che proprio non ne puoi fare a meno. Stefania Sandrelli è Eleonora Rengoni, la colonna portante di Una grande famiglia, la fiction campione di ascolti di Raiuno, giunta alla terza stagione. «Eleonora è molto diversa da me, ma si sa la vita reale è diversa dalla fiction.

Io per esempio sono discreta con i miei figli, non sono invadente e, anche quando sono loro a coinvolgermi, cerco sempre di non prevaricarli nelle decisioni», ha dichiarato l’attrice. Come dire, Stefania non avrebbe mai organizzato le nozze per la figlia con oltre cento invitati quando lei desiderava invece una cerimonia intima. Cosa che ha fatto Eleonora per Laura (Sonia Bergamasco) in Tv tanto da costringerla a sposarsi di nascosto.

Eppure impossibile non fare paragoni, immergersi nell’intrigo di parentele e legami che i mobilieri brianzoli protagonisti sul piccolo schermo stuzzicano ampiamente, trovare somiglianze e differenze tra la Sandrelli-Rengoni e quella reale. Partendo proprio dal nucleo familiare. Un riferimento per entrambe. «Vengo da una famiglia piccolo borghese. I miei erano grandi lavoratori. Vivevamo insieme con il nonno, figli, zii, nipoti, in una grande casa a Viareggio, poi diventata pensione. E anche il personale stava con noi. Ridevamo tanto, fa bene misurarsi con tante diverse personalità».

Una grande famiglia, la sua, insomma. La stessa che Stefania ha più volte dichiarato di desiderare. «Avrei voluto dieci figli anche io, come mia nonna, anche se rischiavo di averli con dieci uomini diversi». Di figli ne ha avuti due: Amanda, nata dalla tormentata storia d’amore con Gino Paoli, iniziata nel ‘61, quando lei aveva solo 15 anni e lui era sposato («Non me lo disse») e per vederlo si calava di nascosto dalla finestra di casa, e Vito, avuto dall’ex marito Nicky Pende, impalmato nel ‘72. Due ragazzi amatissimi, l’una attrice, l’altro medico, con i quali ha un rapporto fatto anche di discrezione: «Sono sempre cauta rispetto al loro dolore. Quando ci sono state delle separazioni non ho mai preso posizione; anzi, ho fatto passi indietro per rispettare il più possibile la riservatezza. Una separazione è sempre un fallimento e io stessa ho vissuto le mie con grande sofferenza: mi sentivo abbandonata, poi mi sono risollevata e ho iniziato da capo. La mia, comunque, è una famiglia allargata felice».

Il terzo uomo importante nella vita di Stefania, Giovanni Soldati, è arrivato piano piano, prima come amico, poi come compagno. È al suo fianco dai primi anni Ottanta. «È un buono di cuore e non c’è niente di più seducente della bontà», ha detto di lui. Buono come il marito della fiction, Ernesto (Gianni Cavina), che ha accettato a cuore aperto la figlia segreta di Eleonora, tanto da volerla adottare, prima di lasciarla vedova. Non era dunque lei, Stefania-Eleonora, il personaggio destinato a sparire. Le sue dichiarazioni a Porta a Porta lasciano però ancora in apprensione gli oltre cinque milioni di spettatori che ogni settimana la guardano fedeli: «Se ci fosse la quarta stagione io non ci sarò.

Il mio personaggio ha dato davvero tutto, non penso che ci sia più nulla da aggiungere», ha detto la Sandrelli. Parole che alimentano il mistero. Un eventuale sequel inizierà con la sua scomparsa, vi leggono i più. «Eleonora è la cartina di tornasole e il catalizzatore di tutte le vicende», dice Rosario Rinaldo della CrossProduction. «Come produttore farò di tutto per averla, senza di lei, icona del cinema, Una grande famiglia è inimmaginabile. Nei sei mesi di lavorazione non abbiamo mai avuto lamentele da parte sua. Forse è stata una frase dettata da un attimo di stanchezza». Dello stesso parere il regista Riccardo Riccadonna: «Senza la Sandrelli? Non se ne parla, anche se entrare nella testa di un attore è sempre difficile». Poi regala l’immagine di una Sandrelli generosa, fisica, partecipe: «Si appoggia molto agli altri attori, vuole le loro mani, i loro occhi e il risultato, soprattutto con Isabella Ferrari, è altissimo.

È un’attrice più animalesca che tecnica. Si mette a provare le scene con i figli, i nipoti, anche quando non richiesto». I nipoti, orgoglio di Stefania: «Anche nel mio privato mi ritengo una nonna speciale, vivo per i miei cinque nipoti e soffro quando non posso, per lavoro, essere loro vicina». Una mamma-nonna-attrice speciale la Sandrelli. Circondata da quell’allure di turbolenza e mistero che solo le divine hanno. E la memoria corre a quella maledetta e litigiosa estate del ‘63, quando Gino Paoli, allora legato a Stefania, tenta il suicidio. Lei è a Sciacca, in Sicilia, sta girando Sedotta e abbandonata, Pietro Germi, il regista, la avverte e la fa partire: «Tentai di sdrammatizzare: “Se dici di amarmi tanto, perché vuoi morire?”. Gino non stava bene, forse aveva bevuto. Non si è reso conto, credo, di ciò che stava accadendo». Si voleva uccidere per amore, si pensò a lungo. In realtà, per ammissione del cantautore, quel tentativo di gesto estremo fu fatto per noia. Di certo è per Stefania il brano Che cosa c’è: c’è che mi sono innamorato di te… Lo stesso forte sentimento che provano i telespettatori: la adorano e sperano di non restare orfani.

Redazione

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