Trifone aveva difeso Teresa da un pericoloso molestatore

Una nuova pista, battuta nelle ultime ore dagli inquirenti, potrebbe portare dritti al nome dell’assassino di Trifone Ragone, 28 anni, e di Teresa Costanza, 30 anni, la coppia di fidanzati giustiziata con cinque colpi di pistola alla testa nel parcheggio del palaz-zetto dello sport di Pordenone. Stando agli elementi fino a oggi raccolti, prende sempre più piede l’ipotesi di una vendetta maturata in seguito a un “rifiuto”, da parte di Teresa, alle avances, anche piuttosto esplicite, di un personaggio legato a un ambiente molto pericoloso.

Ma prima di parlarvi di questa nuova e clamorosa pista, è necessario fare un passo indietro e raccontare, in poche righe, ciò che accadde quel tragico 17 marzo 2015. Poco prima delle 20 Trifone, un militare dell’Esercito con la passione per il sollevamento pesi, e la fidanzata Teresa, assicuratrice ed ex ballerina in alcuni locali della zona, escono dalla palestra di via Interna, a Podernone, in cui Ragone si allenava tutti i giorni. Sorridono, all’apparenza sono sereni. Lui sta sorseggiando una bibita energetica, mentre lei si mette al volante e avvia il motore della loro Suzuki modello Alto di colore bianco. È in quel momento che il killer si avvicina ed esplode sei proiettili calibro 7.65, cinque dei quali vanno a segno. Il primo a cadere sotto i colpi è Trifone, crivellato con tre pallottole in testa. Poi è la volta di Teresa, anche lei raggiunta al capo. I due giovani muoiono sul colpo, mentre l’assassino si allontana indisturbato.

Le indagini si concentrano fin da subito sulla vita privata dei due giovani, scandagliata dagli inquirenti alla ricerca di elementi utili per risalire al loro spietato assassino. La pista più battuta è quella passionale. Inizialmente si era ipotizzato che l’obiettivo fosse Trifone, il quale avrebbe amato una donna “pericolosa”, cioè sposata o comunque fidanzata. Ora, invece, l’attenzione degli inquirenti si è spostata su Teresa. Torniamo quindi alla clamorosa novità di cui noi di Settimanale Giallo siamo venuti a conoscenza. Si tratta ancora di un’ipotesi, ma che ora dopo ora trova sempre più conferme e che nel giro di qualche giorno potrebbe portare a una clamorosa svolta in questo sconvolgente giallo che da un mese e mezzo sta tenendo tutta l’Italia con il fiato sospeso. Teresa e Trifone, dicevamo, in base a quanto fin qui raccolto dagli investigatori, tra cui la testimonianza di una persona ritenuta attendibile, ha avuto un “contatto” molto probabilmente casuale e legato alle attività che entrambi svolgevano al di fuori delle rispettive professioni, con un “giro poco pulito”. È in questo ambiente torbido che la coppia si è imbattuta, inconsapevolmente, con un losco personaggio che in più occasioni ha cercato un approccio con la bella Teresa, la quale l’ha respinto, forse in malo modo. Di queste avances è venuto a conoscenza anche Trifone, il quale ha preso le difese dalla propria fidanzata, forse affrontando direttamente il misterioso corteggiatore, un personaggio legato a un ambiente malavitoso. E in questi ambienti, si sa, il rifiuto da parte di una donna non viene accettato di buon grado, a maggior ragione quando interviene in suo soccorso un altro uomo. Quel diniego di Teresa alle sue proposte “indecenti” è stato considerato come un torto imperdonabile, un affronto da lavare con il sangue. Trifone, messo al corrente della situazione, potrebbe aver usato, nei suoi confronti, parole pesanti e offensive.

Lo ripetiamo, allo stato attuale siamo ancora nel campo delle ipotesi e non in quello delle certezze. È anche vero, però, che gli elementi in mano agli inquirenti per ritenere che questa sia la chiave per risolvere il caso non mancano di certo. Ma chi indaga suggerisce giustamente prudenza, perché ci sono anche altre piste che non possono essere scartate, almeno per il momento. Che il movente del duplice omicidio sia passionale appare sempre più scontato. Così come non ci sono dubbi circa la pericolosità dell’ambiente della palestra di Pordenone, nella quale si annidano personaggi pericolosi e avvezzi all’utilizzo delle armi (qualcuno si è perfino fatto fotografare nella stessa palestra dove si allenava Trifone con un fucile in mano e una pistola in cinta). Lassassino, che potrebbe anche aver agito su commissione, sarebbe un frequentatore del Palasport di via Interna. Se così fosse, conoscerebbe bene sia Trifone che Teresa. Non è più un mistero, infatti, che tra le palestre e i locali del palazzet-to, oltre a tanti “onesti” atleti, ci siano anche diversi soggetti pregiudicati, alcuni italiani ma in maggioranza originari dell’Est Europa.

Non è escluso che l’assassino, dopo aver commesso il duplice omicidio, sia rientrato in palestra, per poi uscirvi qualche minuto più tardi quando sul luogo dell’agguato si erano radunate decine di persone. L’assassino, in questo modo, potrebbe essersi confuso tra i primi soccorritori e i curiosi, per poi allontanarsi con tutta calma senza dare nell’occhio. Per questa ragione è molto importante il lavoro svolto dai Ris, che a breve consegneranno agli inquirenti i risultati delle analisi biologiche effettuate su diversi reperti sequestrati neH’immediatezza del delitto, sia sulla scena del crimine sia all’interno dei locali del  palasport. Andiamo avanti. In base alle testimonianze, alcune delle quali ritrattate, era stato tracciato un identikit (cioè un ritratto del ricercato fatto da esperti disegnatori sulla scorta delle indicazioni fornite da testimoni oculari). La segnalazione era arrivata da uno dei tanti residenti nella zona del palasport. Lo stesso procuratore Marco Martani si era appellato al senso civico dei pordenonesi: «Se avete visto qualcosa di strano, parlate». E qualcuno, finalmente, ha cominciato a parlare. Nell’identikit diffuso nei giorni scorsi si vede un uomo con un neo sulla guancia, gli occhi chiari e un cappellino di lana calato sulla fronte. Gli inquirenti hanno individuato la persona che si celava dietro a quel volto, salvo poi scoprire che nulla aveva a che fare con il duplice omicidio.

Infine, in questi giorni era stata diffusa la notizia che sotto torchio ci sarebbe un ex fidanzato di Teresa, che negli ultimi tempi la tempestava di telefonate e di messaggi sul cellulare. Ebbene, quest’uomo, residente a Milano, è già stato sentito dagli inquirenti, i quali lo hanno già cancellato dalla lista dei sospetti. Ha un alibi di ferro e nessun motivo per odiare Teresa. Il giallo continua.

Redazione

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