Yara Gambirasio: C’è un supertestimone che Inchioda Bossetti

Sì sono io il testimone che il 26 novembre del 2010 vide un furgone come quello di Bossetti sfrecciare davanti alla palestra di Yara. Vi prego, però, oscurate il mio volto se pubblicate la fotografia, non voglio apparire. Quello che dovevo dire l’ho detto a suo tempo agli inquirenti. Ora, davanti a voi, posso solo aggiungere che ci sono diverse coincidenze’ tra ciò che ho detto fatti”.

Chi parla, per la prima volta, è Federico Fenili, 48 anni, l’operaio di Valbrembo, un paese in provincia di Bergamo, che la sera del 26 novembre 2010, nei drammatici minuti in cui Yara sparì, vide un furgone chiaro identico a quello di Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, allontanarsi dal centro sportivo di Brembate Sopra. Fenili, dall’abitacolo della sua auto, vide un Iveco Daily svoltare e imboccare la strada dove è ubicata la palestra frequentata da Yara. L’uomo lo descrisse minuziosamente ai carabinieri molto prima che Bossetti venisse individuato e arrestato.

Fu sentito due volte, e durante gli interrogatori fornì elementi molto utili alle indagini. Il supertestimone è stato nuovamente ascoltato dopo l’arresto del carpentiere edile, e anche nel corso di questo terzo interrogatorio ha confermato che il furgone visto la sera in cui Yara scomparve corrisponde a quello di Bossetti. Stesso modello, stesso colore. Al testimone sono state fatte vedere alcune fotografie del furgone dell’indagato e dopo averle guardate ha confermato che si trattava dello stesso mezzo notato quella tragica sera di novembre tra via Locatelli e via Morlotti, a Brembate.

Bossetti, nel frattempo, è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Ciro Iacomino: il processo comin-cerà il 3 luglio prossimo. Ma di questo parleremo più avanti: ora concentriamoci sul testimone chiave. Contro il muratore ci sono numerosi indizi di colpevolezza. I più clamorosi sono il suo Dna trovato sui vestiti della povera Yara e il fatto di non avere un alibi per la sera del delitto. In più, c’è appunto il furgone, immortalato da quattro telecamere e notato da Fenili intorno alla palestra di Yara nei concitati momenti della sua scomparsa. Ma che cosa ha detto agli inquirenti il supertestimone che, naturalmente, sarà chiamato a confermare il suo racconto anche in Tribunale durante il processo? Giallo è venuto in possesso della trascrizione dei suoi interrogatori davanti ai carabinieri e alla Polizia.

Si tratta di materiale originale che nessuno ha mai pubblicato. Ecco che cosa ha dichiarato Fenili agli inquirenti il 9 dicembre 2010, due settimane dopo la scomparsa di Yara. Disse Fenili ai carabinieri della stazione di Ponte San Pietro: «Premetto di non conoscere la ragazza Gambirasio Yara di cui lei mi ha chiesto. Venerdì 26 novembre 2010, verso le 18.41, mi  trovavo a bordo della mia autovettura unitamente a mia figlia, in quanto la stessa è iscritta al 1 corso di nuoto dalle ore 18.40 alle ore 19.30 presso la piscina del centro sportivo di Brembate di Sopra in via Locatelli.

A bordo del mio veicolo stavo percorrendo la via Locatelli con direzione Ponte San Pietro-centro di Brembate di Sopra; giunto all’altezza della predetta palestra cercavo un posto per parcheggiarmi e in quel mentre, dal mio senso opposto di marcia, notavo sopraggiungere a forte velocità un camioncino completamente bianco cassonato aperto con sponde (di quelli che usano i muratori), con la freccia azionata a destra. Notavo che il conducente del predetto camioncino effettuava la predetta manovra di svolta a destra in via Morlotti a forte velocità, tanto da indurmi a dire che era matto a effettuare tale manovra. Non ho notato altri veicoli a forte velocità dietro il camioncino. Non sono in grado di riferirvi le sembianze della persona che era alla guida, essendo buio.

Della scomparsa della minore ho parlato anche con i miei famigliari ma nessuno ha notato nulla di strano. Non ho altro da aggiungere». Fin qui la prima deposizione di Fenili, il quale fu nuovamente interrogato il 27 gennaio 2011, circa un mese prima del ritrovamento del corpo senza vita di Yara. Disse Fenili in questo secondo interrogatorio, avvenuto presso la Questura di Bergamo: «In data 26 novembre, come mia consuetudine, ho accompagnato mia figlia presso il centro sportivo di Brembate di Sopra poiché è iscritta a un corso di nuoto che si svolge dalle ore 18.40 alle ore 19.30. Quel giorno, ma come sempre del resto, siamo arrivati alle ore 18.40 perché mia figlia è sempre in ritardo. Mi trovavo a percorrere la via Locatelli e provenivo dalla fabbrica della Nolan, giunto in prossimità dell’ingresso pedonale del centro sportivo, notavo provenire dal senso opposto di marcia, e quindi dal centro di Brembate di Sopra, un furgone di colore bianco a fortissima velocità. Tale furgone mi ha messo in ansia perché in quel momento stavo svoltando a sinistra per parcheggiare nei pressi del vialetto d’ingresso del centro sportivo e, in considerazione della velocità con cui procedeva il furgone, avrei anche potuto avere una collisione con il medesimo se avesse proseguito nella via Locatelli. Poi, per fortuna, ho visto che il furgone ha svoltato a destra sulla via Morlotti. Non so neanche come abbia fatto a fare quella curva perché andava veramente forte. Quando è transitato ho notato che era un furgone con il cassone dietro; sul cassone aveva anche una cassa contro la cabina del furgone, tipica dei muratori od operai per riporre gli attrezzi di lavoro, la quale occupava in larghezza tutta la superficie del cassone e in altezza era poco più alta delle sponde del cassone. Tale cassa mi sembrava dello stesso colore della cabina. Non ho visto quante persone vi erano all’interno. Non mi sembra che vi erano scritte sulle portiere. Il furgone mi sembrava pulito e di quelli di recente fabbricazione poiché mi sembrava che avesse delle linee della carrozzeria tondeggianti. Ho già comunicato quanto ho appena esposto ai carabinieri di Ponte San Pietro a dicembre».

Fenili, dicevamo, ha poi confermato tutto in un terzo interrogatorio, avvenuto poco dopo l’arresto di Bossetti, cioè il 16 giugno 2014. I giudici ritengono le sue testimonianze di importanza fondamentale per l’inchiesta. Leggete che cosa scrivono a riguardo i giudici negli atti dell’inchiesta: «Il racconto di Fenili è alquanto genuino e sorprendentemente preciso. L’uomo descrive, in tempi non sospetti, ribadendo recentemente la sua dichiarazione, un cassonato in tutto simile a quello di Bossetti svoltare a grande velocità in via Morlotti proprio nei minuti in cui Yara stava uscendo dal complesso». La clamorosa testimonianza di Fenili smentisce la difesa, che a fasi alterne ha avanzato dubbi circa la compatibilità tra il furgone ripreso dalle telecamere e quello di proprietà di Bossetti. La testimonianza di Fenili rafforza, invece, la tesi dell’accusa, secondo cui quello è proprio l’Iveco del muratore. Quest’ultimo non è riuscito a spiegare che cosa ci facesse a Brembate quel pomeriggio, né agli inquirenti né alla moglie Marita. C’è un altro testimone che ha dichiarato di aver visto Bossetti intorno alla palestra. Si tratta di Alma Azzolin, 64 anni, una donna che notò il muratore di Mapello in auto con Yara. Era l’estate del 2010 e la sua testimonianza confermerebbe che Bossetti e Yara si conoscevano. Questo spiegherebbe il perché lei abbia accettato di salire sul suo furgone la sera del 26 novembre 2010. Nel frattempo, dicevamo, Bossetti, come prevedibile, è stato rinviato a giudizio. NelFudienza di lunedì 27 aprile presso il Tribunale di Bergamo il gup, il giudice per Tudienza preliminare, ha stabilito che il muratore deve subire un regolare processo per i reati di omicidio volontario e calunnia (nei confronti del collega Massimo Maggioni, che si è costituito parte civile, cioè chiederà un risarcimento in caso di condanna di Bossetti). Nel corso delhudienza, i difensori del muratore hanno chiesto la nullità del capo di imputazione e Tinutilizzabilità degli accertamenti biologici compiuti dal Ris in quanto esperiti, a detta loro, in modo non conforme alla legge. Successivamente hanno chiesto la ripetizione, con la formula delhincidente probatorio, dellesame del Dna trovato sul corpo di Yara e attribuito al muratore. Sia la Procura che il gup si sono opposti a tutte le richieste. Nel primo pomeriggio è arrivata la decisione: rinvio a giudizio per Bossetti. Il giudice ha quindi fissato al 3 luglio 2015 la prima udienza davanti alla Corte cTAssise di Bergamo. Il rito sarà ordinario. I genitori di Yara, Fulvio e Maura, non erano in Tribunale ma hanno atteso la decisione a casa, chiusi nel loro immenso dolore.

Redazione

2 pensieri su “Yara Gambirasio: C’è un supertestimone che Inchioda Bossetti

  1. investigator113

    Credo che sia la stessa persona che vide Yara all’entrata del centro sportivo andato lui lì con sua figlia quella sera. Solo che quando questo testimone vede Yara in palestra, lei poco prima era già uscita dal centro sportivo per far ritorno a casa sua e un giovane di Brembate l’ha vista parlare con due persone accanto a una Renault vecchio tipo di colore rosso e con i fari accesi, quindi gli orari sono diversi. Anche allora si parlò tanto di un furgone bianco è tutto chiuso e che le telecamere di una banca se non ricordo male, filmò il transito di questo furgone bianco proprio accanto a questa macchina rossa. Però poi sappiamo che i cani molecolari individuano tracce di Yara dall’uscita secondaria della palestra fino al cantiere di Mapello, quindi Yara deve essere tornata di nuovo in palestra e non ci sono altre spiegazioni, magari ingannata con una scusa dalle due persone con cui il giovane vede parlare con Yara allora lei torna in palestra. In questo momento scatta l’agguato alla ragazzina che la porterà fino al cantiere di Mapello. E probabile che le due persone seguendola dall’uscita della palestra, quindi già sanno chi è Yara e una volta fermata le dicono che deve tornare in palestra perché il padre la sta cercando Poi qualcun altro dell’organizzazione criminale l’accompagna al cantiere di Mapello. Altrimenti perché Yara va al cantiere di Mapello? Ci va credendo di andare al cantiere del padre sempre a Mapello. Perciò è da escludere il furgone che ora il testimone dice di aver visto vicino alla palestra e questo è possibile. ma che non abbia niente a che vedere con la scomparsa e morte di Yara sia di Bossetti. d’altra Parte Bossetti lo ha sempre detto che lui ci passava sempre davanti al centro sportivo e che ci si fermava spesso.

  2. investigator113

    correzione: Perciò non è da escludere che il furgone che il testimone dice d’aver visto vicino alla palestra fosse di Bossetti, ma che lui però non abbia niente a che vedere con la scomparsa e morte di Yara. D’altra parte……

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